Sesso trasgressivo e sesso anale

Sesso trasgressivo e sesso anale

Mi interessa il rito orgiastico

Franca: Ho potuto leggere il vostro libro edito dalla Mondadori Tantra per due, sarei interessata unitamente ad un’amica al tema del “rituale orgiastico” in quanto stiamo approfondendo la spiritualità dell’evento legata alla religione pre-cristiana dei Celti e che oggi tenta di rivivere con il Wicca. Poichè stiamo evolvendo in un percorso spirituale legato al culto della Signora, non ancora legato ad alcuna Coven, vorremmo conoscerne meglio anche l’aspetto energetico-sessuale che appare meglio focalizzato nel tantra. Ovviamente i rispettivi partner sono concordi nel proseguire il cammino descritto. Ritengo che la donna debba riprendere potere di quella magia insita nel proprio essere e che per secoli è stata negata e per la quale è stata perseguitata.

Michaela: Cara Franca, è bello sentire che donne coraggiose come tu e la tua amica intraprendete questo viaggio. Il rituale orgiastico annunciato nel libro dura 7 giorni e lo rifacciamo nel corso Cavalcare la tigre“, riprende il disegno e i principi di base di tanti rituali orgiastici conosciuti nell’antichità presso i Celti, i Greci, i Romani, gli Egizi. Ogni giorno si ripropone una sequenza di danza, catarsi, eros e meditazione, che di giorno in giorno aumenta di grado fino a toccarci l’anima proprio nel centro, sconvolgendo le strutture dell’ego.
Per la sua intensità sessuale ed energetica fa parte dei nostri corsi avanzati che sono riservati a chi ha fatto il training di tantra, come anche nei rituali antichi c’era bisogno di un percorso iniziatico per essere ammesso. Il punto chiave non è, come molti pensano, l’aspetto sessuale, (trovi delle piccole orge senza difficoltà in ogni club privé) ma l’intensità percepita nel corpo sottile, nei chakra e nell’aura, che rende necessaria tale preparazione. E’ una di quelle pratiche classiche del tantra dove il sesso e la meditazione si fondono per spazzare via gli attaccamenti e le strutture rigide nella mente e nel corpo.

La penetrazione anale è sbagliata?

Giorgio: Sono eterosessuale, ma mi piace anche la penetrazione anale. Naturalmente uso degli oggetti, devo ammettere che è una vera passione, mi sono sempre chiesto se é una cosa giusta o sbagliata, in poche parole: se ciò mi faccia bene o male.
Il mese scorso ho comprato per caso un libro sul tantra di Nik Douglas/Penny Slinger e ho letto che il sesso anale potrebbe invertire il flusso delle energie. Diciamo che mi sono spaventato e ho deciso di smettere, anche se mi manca. Ho fatto bene, ho fatto male?

Elmar: Il libro di Nik Douglas è un ottimo testo per farsi un’idea della tradizione del tantra, uno dei migliori testi storici illustrati sull’argomento, ma non è un testo critico: riporta le nozioni così come sono state tramandate da millenni. Ora, non tutto ciò che viene dall’India è buono in altri tempi e in altre culture, per esempio le credenze sul rapporto anale sono anacronistiche e superstiziose. Non lasciarti sconvolgere troppo dai testi: nei testi tantrici puoi trovare tutto e il contrario di tutto.
Nel nostro libro Trasgredire con amore trovi delle indicazioni sul rapporto anale e una testimonianza di una persona che ha provato una grande apertura nei sentimenti che lo ha portato ben oltre il piacere fisico.
Non c’è nulla di male se le correnti energetiche si invertono, il rapporto anale per te come uomo è un modo per sentirti penetrato e ti aiuta a capire come si sente una donna. Anche questa esperienza ha il suo valore. Fai ciò che ti fa piacere, fallo con consapevolezza e vai.

Come convincere mia moglie a fare sesso anale?

Toto: Sono sposato da più di due anni e contando gli anni di fidanzamento siamo a più di 11; tutto ciò nonostante la giovane età; infatti io ho quasi 29 anni e mia moglie 27. Sin dal fidanzamento ho avuto rapporti sessuali con la mia attuale moglie, ma solo dopo il matrimonio abbiamo amplessi completi (prima, le rarissime volte che facevamo l’amore, al massimo facevamo il coitus interruptus). Durante tutti gli anni di fidanzamento il grosso del nostro sesso era costituito dai rapporti orali sia in un senso, sia nell’altro. Anche dopo il matrimonio continuiamo ad averne, con estrema soddisfazione di entrambi, oltre a fare normalmente l’amore.
Il mio problema è che desidererei molto praticare il sesso anale. Mia moglie, nonostante qualche prova (andata male) si rifiuta di farlo dicendo che è innaturale e che le fa male. Da più di sei mesi, quindi, ho rinunciato a chiederglielo. Posso insistere e come posso convincerla a farlo visto che lei psicologicamente (e fisicamente) si blocca non appena glielo chiedo?
Un’altra cosa! Mi eccito molto quando mia moglie mi accarezza l’ano e qualche volta durante la passione ci siamo ritrovati a praticare vero e proprio sesso orale contemporaneamente in quella zona l’uno all’altra. In più, talvolta, mia moglie, prima di raggiungere l’orgasmo mentre facciamo l’amore (cosa che succede quasi sempre), mi accarezza ed accenna una penetrazione nel mio ano con il suo dito. Lei sa che questa cosa mi piace, ma non è il tipo di fare una cosa se non le và. Questo può essere un segnale che ho una speranza?

Elmar: Caro Toto, è un desiderio molto diffuso di voler provare, dopo anni di convivenza, delle pratiche sessuali nuove, spesso l’iniziativa parte dagli uomini e le donne li seguono oppure sono più restie come nel vostro caso, soltanto in una minoranza di coppie è il contrario.
Conosco diverse coppie, dove l’uomo ha chiesto per anni alla donna di fare sesso anale, finché lei finalmente l’ha fatto, talvolta più per soddisfare lui che per desiderio proprio. L’ano oltre ad essere una fonte di piacere è anche molto sensibile e la dilatazione inizialmente fa male. Soltanto una volta che ci si è abituati, il piacere prevale sul dolore. Inoltre l’ano è associato a pudore, timore di essere sporchi, e altri tabù che affiorano appena lo tocchi.
Secondo me puoi proseguire per due strade:
Invitare tua moglie a penetrare il tuo ano mentre fate l’amore, così fate entrambi confidenza con questa pratica. Lei fa l’esperienza di penetrarti e tu impari sulla tua pelle quale tipo di tocco fa bene e quale provoca fastidio. Oppure la puoi invitare a penetrarvi con il dito reciprocamente mentre fate l’amore orale. In ogni caso prima di introdurre il pene conviene iniziare con il dito che ha un diametro minore per abituare l’ano a essere dilatato. Dopo alcune volte puoi provare con due dita. Il principio da seguire è questo: più ci si rilassa nell’ano, meno fa male.
Ovviamente è utile un lubrificante: molta saliva, la secrezione della sua vagina oppure un gel vaginale. Dopo aver toccato l’ano non penetrare più con lo stesso dito la vagina per evitare che i batteri fecali possano infiammare la vagina che non ne ha difese.
Una seconda strada è quella di una trattativa. Chiedi a tua moglie se anche lei ha il desiderio di introdurre qualche novità nella vostra vita sessuale: per esempio un bel massaggio o 1/2 ora di carezze. E poi vi scambiate i favori in modo equo: io ti do qualcosa che desideri tu e tu fai qualcosa che desidero io.
Fammi sapere come è andato.

Toto: Gentilissimo Elmar, innanzitutto intendo ringraziarti per aver risposto in maniera così rapida
ed esauriente su quello che è un tema della mia vita sessuale che considero molto intimo e riservato.
A distanza di qualche giorno dall’invio della mia e-mail ho realizzato che è stata la prima volta che ho parlato di sesso in modo così esplicito ad una persona che non fosse mia moglie Susanna.
La cosa mi ha suscitato un misto di inquietudine e meraviglia che mi ha fatto riflettere molto riguardo a come vivo la sessualità e a come probabilmente avvertissi la necessità di affrontare la sessualità in modo più consapevole. Nei giorni a seguire, durante le vacanze di Natale, ho maturato, quindi, la convinzione di dover approfondire la conoscenza di me stesso e del mio corpo inteso quale strumento per toccare le vette dell’estasi sessuale. Al rientro da un breve giro in montagna, sono quindi andato in libreria per cercare qualcosa che potesse ispirarmi. Ho acquistato d’impeto un libro che solo dopo averlo iniziato a leggere, ho realizzato essere stato scritto da voi. Il testo in questione è Tantra per due. Ho letto con passione i primi due capitoli ed ho da poco iniziato il terzo. Trovo che sia proprio quello di cui avevo bisogno. Ho cercato di fare gli esercizi che proponete ma ho un problema: posso farli da solo, visto che Susanna è un po’, diciamo, scettica? E seppure io li possa fare da solo, come poi posso applicare quanto “studiato”? E come posso convincerla in maniera molto semplice che io credo nel “cammino” che voi proponete? Tanti saluti

Elmar: Caro Toto, mi pare che qualcosa si stia aprendo: una curiosità, il desiderio di parlare anche con altre persone degli aspetti intimi della tua vita, la voglia di sperimentare. E’ assai normale nelle coppie che nel momento che un partner fa dei passi verso un apertura, l’altro sia scettico (come Susanna), restio o vada in qualche modo cauto; non per frenare l’entusiasmo del primo ma per mantenere l’equilibrio nella coppia.
In questo senso puoi fare una proposta a Susanna lasciandole libera scelta di accettarla o no. Un buon esercizio in questa fase è quello di parlare a turno (che è anche descritto all’inizio del libro) 5 o 10 minuti ciascuno senza essere interrotto dal partner, dove ognuno parla liberamente di se, di come lui vive la relazione, della sua vita, dei suoi desideri o di come sta. senza iniziare subito con pratiche complicate. Poi, quando si è ristabilito un certo equilibrio tra la curiosità di provare nuove cose e di conservare le buone abitudini collaudare, potete anche spingervi un po’ più in là.
Un abbraccio a te e a tua moglie!


Condividi l'articolo

Articoli correlati

Eiaculazione precoce

Eiaculazione precoce

Sono molto emozionato e vengo presto

Alessandro: Salve, vi scrivo perché ho un problema a livello sessuale che sta compromettendo il rapporto che ho con la mia compagna. Il problema è che la durata dei miei rapporti è parecchio limitata e questo credo per via del fatto che non riesco a controllare le emozioni al momento dell’atto. Ho sentito parlare di meditazioni che rendono possibile il miglioramento della vita sessuale agendo sul controllo delle emozioni. Vi chiedo di mandarmi qualche documentazione sull’argomento, anche perché se non risolvo a breve questo problema, rischio di perdere una storia per me molto importante. Spero in un vostro aiuto. Grazie mille.

Elmar: Caro Alessandro. Trovi un capitolo sul tuo problema nel nostro libro Tantra per due edito da Mondadori. Più che meditazioni, sono delle modifiche del movimento e del respiro durante l’atto sessuale (le meditazioni vengono dopo, quando la sessualità è abbastanza soddisfacente). Se vuoi risolverlo ti possiamo offrire 2 opzioni:
Se vuoi veramente cambiare le cose, abbiamo anche un programma che dura circa 3-5 mesi composto da 2-3 corsi più esercizi a casa.
Intanto mi puoi anticipare alcune informazioni:
– Hai attualmente una relazione stabile con una donna? Se si, quante volte fate l’amore?
– Quanto tempo passa fra penetrazione e eiaculazione?
– E’ sempre stato così, o è apparso con la tua attuale compagna?
– E masturbare? Con che frequenza ti masturbi? Vieni velocemente anche nella masturbazione?

Alessandro: Salve, ecco le risposte:
– Attualmente ho una relazione da qualche mese con questa ragazza e anche se non la definisco stabile, ci tengo molto. Lei è spesso fuori per lavoro, ma quando c’è, lo facciamo 2 – 3 volte alla settimana.
– Tra penetrazione e eiaculazione passano circa 1-2 minuti.
– E’ successo con lei dall’inizio visto che è la prima ragazza con cui ho avuto rapporti completi. All’inizio pensavo fosse un problema “d’ ingranare un attimo”, ma poi ho visto che era sempre così. Per carità, forse non siamo compatibili sessualmente e quindi mi succede di venire così presto, ma vorrei almeno sapere se posso fare qualche esercizio specifico nella respirazione o modificare i movimenti.
– Per la masturbazione ti dirò: quando c’è lei non mi masturbo quasi mai, quando non c’è, una volta ogni tre giorni o più e qui vengo anche in 5 minuti circa. Spero di risolvere almeno parzialmente il mio problema.

Elmar: Caro Alessandro. Dai dati che mi fornisci ho l’impressione che tu non sia abituato a contenere un certo livello di eccitazione sessuale o carica energetica in generale. Ti puoi abituare, ma questi cambiamenti non si fanno in una settimana, dovrai sperimentare per qualche mese.
Prova con l’esercizio descritto nel capitolo “Quando lui viene troppo presto” nel libro Tantra per due. Puoi fare la rotazione descritta anche mentre ti masturbi, falla in modo rilassato e – questa è la cosa più importante – respirando profondamente. In questo modo prenderai confidenza con il respiro più pieno che inizialmente ti potrà sembrare un po’ strano, finché il corpo si sarà abituato a gestire anche una crescente eccitazione. Continua a fare questo esercizio anche quando farai l’amore con la tua ragazza, ma prima informala del tuo obiettivo, così lei non si stupirà se inizierai a respirare in modo molto profondo. Auguri!

Vengo dopo 10 secondi

Alex: Ciao, ho 24 anni e ho la ragazza da un anno, ho sempre avuto il problema di arrivare all’orgasmo in tempi brevi, però negli ultimi quattro mesi sto peggiorando sempre di più, cioè con 2 – 3 spinte vengo nell’arco di 10 secondi, mentre una volta la prestazione durava 4 – 5 minuti. Penso sia eiaculazione precoce il mio problema. Ho letto che con il tantra si può guarire, è vero?
Ti dirò, in un rapporto sessuale cerco di pensare ad altro, per non venire subito, ma non mi aiuta molto. Ti chiedo anche se può essere causato dal fatto che dormo poco ultimamente o dallo stress.

Elmar: Caro Alex, lo stress e dormire poco non giovano sicuramente, ma probabilmente hanno la medesima radice dell’eiaculazione precoce stessa. Nel nostro libro Tantra per due trovi delle informazioni su come affrontare il problema, ma smettila di pensare ad altro mentre fai l’amore: prima di tutto non serve a nulla come hai già capito e inoltre ti distoglie dal piacere. La soluzione sta nel dirigere la consapevolezza verso le sensazioni piacevoli nei genitali e nel bacino che vanno espanse in un respiro ampio e profondo accompagnato da un movimento descritto meglio nel libro Tantra per due.
Se con il libro non arrivi ad un miglioramento, puoi venire insieme alla tua ragazza al corso Weekend d’assaggio dove insegniamo praticamente come fare. Auguri e cari saluti!

Arrivo all'eiaculazione già dopo poche spinte

Antonio: Ho 39 anni e sono sposato da 14 anni. Credo di soffrire di eiaculazione precoce, uso il termine “credo” perché è quello che sono riuscito a capire leggendo qua e là qualche articolo laddove si accenna all’argomento. In pratica quando compio un atto sessuale la voglia è talmente tanta che dopo la penetrazione a malapena riesco a resistere 10 o 15 secondi ovvero circa 5 o 6 spinte pelviche. Ho sentito di persone che, dopo aver conosciuto tecniche del tantra, erano in grado di fare un atto sessuale anche per delle ore di seguito. Mi chiedevo quindi se questa tecnica potesse fare al caso mio e se ritenete opportuno l’ausilio di un testo da consultare, perché non potrò frequentare i vostri corsi.

Elmar: Il nostro testo Tantra per due dedica un capitolo all’eiaculazione precoce. Ti posso anticipare che l’eiaculazione precoce si risolve nel 94% dei casi dopo circa 4-6 mesi di esercizi. Visto che non puoi venire ai corsi, possiamo iniziare una consulenza via e-mail anche se non sarà così efficace, come per esempio la frequenza di alcuni corsi, con dei compiti erotici da fare a casa tra l’una e l’altra.
Ti chiedo alcune domande per poter inquadrare meglio il problema, poi ti darò dei consigli.
– Quando ha iniziato l’eiaculazione precoce?
– A parte il sesso, come va la nostra relazione?
– Conosci quella sensazione di avvicinarti al “punto di non-ritorno”, cioè, hai una percezione fisica del momento quando ti avvicini all’orgasmo, oppure vieni e te ne accorgi soltanto dopo?
Una domanda importante è anche: c’è una donna disposta a fare gli esercizi con te? A dedicarsi al tuo disturbo, nella prospettiva che una volta risolto avrà anche il suo ritorno e si sentirà più soddisfatta? Significa sperimentare un po’ con modi insoliti di fare l’amore, di fare “esercizi” almeno per un certo periodo. Significa perder un po’ la spontaneità, ma alla fin dei conti non è una grande perdita, visto che il modo spontaneo è talmente breve.

Antonio: A parte il sesso, il nostro rapporto funziona discretamente anche se spesso mi tocca sopportare alcuni atteggiamenti di mia moglie. In passato, dopo il primo anno di matrimonio, c’è stato un periodo di crisi coinciso con l’interesse mio verso un’altra donna. Per quanto riguarda le altre cose che volevi sapere ti dico che soffro di questo problema praticamente da quando ho avuto i miei primi rapporti con mia moglie che allora era solo la mia ragazza;
Mi accorgo benissimo di quando sta per arrivare l’orgasmo ed, infatti, non è molto bello dover dire in quei frangenti “aspetta, fermati”.
Forse una donna che mi aiuti c’è ed è mia moglie, dovrò cercare di convincerla che questo che sto facendo è anche per il suo bene, anche se credo che farà qualche opposizione credendo che io voglia fare tutto ciò solo per miei scopi personali, comunque penso che sarà disponibile.

Elmar: È ovvio che lo fai per il tuo piacere, ma è altrettanto ovvio che più l’uomo sta bene a letto, più piacevole diventa anche per la donna fare l’amore con lui. E se durerai di più, tua moglie avrà più tempo a disposizione per godere anche lei, non ti pare?
Se soffri di eiaculazione precoce non prendere subito le “prestazioni” di Sting come esempio, sarebbe passare da un estremo all’altro, ma considerale piuttosto come un buon messaggio e che è possibile allungare i tempi notevolmente.
Come prima tappa ti consiglierei di iniziare a ruotare il bacino quando fai l’amore, come descritto su pagina 146 di Tantra per due. Si tratta di inspirare profondamente, ma in modo rilassato, quando tiri il pube in dietro e di conseguenza il pene esce un poco, e di espirare in modo rilassato quando entri con la prossima spinta. Prova in questo modo a portare il respiro fino in fondo alla pancia. A proposito: respiri più nel petto o nella pancia o in tutti e due? Cioè hai un respiro alto o basso o uniforme?
Un’altra chiave per durare di più è quella di focalizzare la tua mente più sulle sensazioni corporee (il pene che scivola nella vagina, il movimento nei tuoi fianchi, l’inspirare e l’espirare) e non sui pensieri che di solito sono piuttosto ossessivi (“aspetta”, “fermati”, “questa volta speriamo di durare di più”, “voglio che lei sia in qualche modo soddisfatta”, “lo sapevo, non ci riesco mai.” ecc.). Il dialogo interno formato di pensieri ossessivi e ripetitivi e angosciosi fanno venire prima!
Anche la concentrazione fa venire prima, mentre l’estensione allunga i tempi.
Perciò non concentrarti su nulla, ma piuttosto lasciati andare. I pensieri concentrati restringono la mente e creano pressione, e pressione crea eiaculazione, come si sa. Quello che ci vuole è una mente distesa e un corpo disteso che gode: gode dell’entrare nella vagina, gode degli abbracci, gode del contatto con le gambe avvinghiate. Questo godimento avviene in due modi:
1. in tutto il corpo, non soltanto nel glande del pene. In ogni cm2 di pelle dalla tua fronte che tocca i suoi capelli fino alla punta dei piedi che toccano i suoi piedi.
2. in un modo rilassato, dove il piacere sessuale si può espandere in tutto il corpo e non concentrarsi nella zona pelvica.
E qui il respiro trova un ruolo fondamentale. Il respiro profondo e rilassato aiuta moltissimo a espandere il piacere in tutto il corpo, specialmente se è accompagnato da quella rotazione del bacino. Insieme sono degli elementi essenziali in tutte le pratiche tantriche.
Se parlo di espansione e di concentrazione, questi non sono concetti o principi ma vere sensazioni corporee, molto tangibili e molto concrete. Più ti rilassi nell’espirazione nel tuo bacino con un suono aaaaah mentre penetri la donna, più a lungo resisti. Anzi non si può neanche chiamarla più resistenza, la quale ha una qualità dura; è piuttosto un diffonderti piacevolmente all’interno del tuo stesso corpo.
L’errore, che molti uomini con una eiaculazione precoce fanno, è quello di stare molto attenti alla donna. Invece, è proprio l’attenzione al proprio piacere che ti fa durare di più, perché ti porta immediatamente nel corpo, mentre “il curarti della donna” ti porta fuori dal corpo, verso di lei. Ma nel momento in cui la tua coscienza esce dal tuo corpo, come può essere ancora in sintonia con esso, come può ancora gestire i suoi tempi? E’ impossibile. Più pensi a lei, più diventi teso, più pressione ti crei e prima eiaculerai.
Prova con queste chiavi a fare l’amore alcune volte:
1. respiro profondo e rilassato,
2. rotazione del bacino,
3. focalizzare sulle sensazioni fisiche e non sui pensieri
Prova per 3-4 volte a fare l’amore così e poi mi racconti come è andato.

Antonio: L’ho provato e mi sono accorto che al respiro fino ad ora non ci avevo mai fatto caso, ma queste ultime volte mi sono accorto che il mio respiro è alto cioè non arriva fino in fondo alla pancia, quindi ora sto cercando di abituarmi a respirare in modo profondo durante tutta la giornata però mi devi dire se sto sbagliando a farlo anche durante il giorno cioè se è un esercizio che devo fare solo durante l’atto sessuale.
Dimenticavo di chiederti per quanto tempo devo fare gli esercizi che mi hai proposto o se da adesso in poi il mio atteggiamento durante l’atto sessuale dovrà essere questo, inoltre tra quanto tempo devo aspettarmi dei risultati?

Elmar: Puoi tranquillamente provare a respirare più profondamente anche durante la giornata, come durante l’atto sessuale. Approfondirà anche il senso di presenza e i sentimenti.
Durante la giornata vedi, però, di non esagerare, non farlo diventare un’ossessione, fallo con piacere: qualche bel respiro profondo ogni tanto, aaaahhhhhh. Non ti farà male respirare più profondamente, puoi andarci tranquillo, ma prima di stufarti, riducilo.
Vai avanti con le tre chiavi per alcune settimane e poi ci risentiamo. Ricordati di focalizzare anche in questi “esercizi” il tuo piacere, non farli in modo asettico o meccanico.
Se trovi degli intoppi mi puoi chiamare anche prima.

Antonio: Volevo solo informarti che il libro l’ho dovuto prenotare e dovrebbe arrivare fra pochi giorni. Nel frattempo ho avuto dei rapporti con mia moglie, praticamente due di quelle che si chiamano sveltine, quindi non ho potuto provare bene la tecnica che mi hai indicato. Però devo dirti una cosa molto importante, e cioè: anche se la posizione era quella da dietro, dove di solito l’orgasmo mi arriva molto prima del solito, ho notato che se rallentavo il ritmo e cercavo di concentrarmi non andava poi così tanto male ma nel momento in cui ho cercato di aumentare il ritmo, l’orgasmo è arrivato in un attimo.
Volevo chiederti se sul tuo libro ci sono anche dei consigli per come cercare di trovare la concentrazione necessaria, quella che ti permette di entrare in sintonia col tuo corpo – come tu mi hai suggerito – la concentrazione che fa in modo che tutto ciò che ti sta intorno è relativo e contano soltanto le proprie sensazioni. Ecco, mi piacerebbe molto riuscire a trovare questo tipo di concentrazione.
Poi volevo chiederti una cosa: Guardare i film porno, dove si vedono prestazioni incredibili, può provocare dei problemi psicologici? Quando vedo delle immagini dove magari ci sono scene hard piuttosto violente ho notato che mi eccito di più, per esempio quando più di un maschio possiedono contemporaneamente una donna.

Elmar: Concentrarsi – o meglio dedicarsi (è un estensione e non una concentrazione) – sempre di più sulle proprie sensazioni richiede un certo esercizio, perciò non darti dei tempi troppo stretti, qualche mese è meglio. Lo alleniamo fra l’altro in molte maniere diverse durante i nostri corsi.
Quando aumenti il ritmo e arrivi al crescendo, prova a respirare molto più profondamente e più velocemente di quanto sei abituato a fare. Questa è la chiave reale per poter continuare anche in un ritmo veloce.
Non paragonarti con gli attori dei film porno. Nei film si possono montare tante cose. Come l’attore che interpreta James Bond in 2 ore della sua vita reale (la durata di un film appunto) non salta da 4 precipizi, rovina 3 macchine e scopa 2 donne bionde disinnescando una bomba appeso a un elicottero, così vale per gli attori porno.
Se le scene hard ti eccitano di più, vuole dire che queste scene liberano dell’energia sessuale repressa. Prova a rendere non soltanto la tua fantasia, ma anche la tua sessualità reale, più hard (sempre in modo consensuale con la tua compagna e senza violenza reale, si intende) per vedere se ha lo stesso effetto. Sono curioso!

Certe volte la durata dell'atto sessuale è soddisfacente, altre volte no

Poldo: Ciao, ho 25 anni ed ho un problema che spero di poter risolvere grazie a voi. La mia è una strana forma di eiaculazione precoce, strana perché non mi capita sempre, ci sono delle volte che le mie prestazioni soddisfano me e anche la mia ragazza, purtroppo però, la maggior parte delle volte la mia durata del rapporto è molto limitata. Come posso migliorare la durata dell’atto sessuale? Non pretendo di durare delle ore ma so che il Tantra permette di ottenere ottimi risultati, quali consigli potete darmi?
P.S. Frequentare i vostri corsi purtroppo per me è impossibile per la mancanza di tempo.

Elmar: Ciao Poldo, il testo della tua e-mail contiene la stessa contraddizione come il tuo corpo quando fai l’amore. Se vuoi risolvere il dilemma, il tempo te lo devi prendere, io ti posso dare gli strumenti, ma il tempo te lo devi prendere tu. Prova ad andare in un’ agenzia di viaggi e dire: vorrei fare un viaggio ma non ho il tempo per farlo. Quale pensi che sarà la risposta?
Detto questo possiamo iniziare dagli aspetti più facili: qual è la differenza tra le volte che la durata è soddisfacente e tra le volte che è limitata? Dipende dall’ambiente, dall’umore di lei, dal giorno della settimana, dallo stato d’animo tuo, da certi pensieri che hai, da altri fattori? Se non lo sai, osserva le prossime volte e osserva quali fattori ti aiutano nella durata e quali accelerano i tempi. Poi ne riparliamo. A dopo.

Poldo: Ciao Elmar, il problema principale è proprio questo, cioè che non c’è una regola, non c’è un giorno della settimana o un posto rispetto ad un altro che determinano la mia durata. Ci sono due cose però che posso dirti: la prima è che paradossalmente duro a lungo quando mi capita di aver fatto uno sforzo fisico poco prima (ad esempio un allenamento o una partita di calcio), la seconda è che se per sfortuna mi capita di pensare, durante l’atto sessuale, al mio pene e sperare che faccia il suo dovere, stai pur certo che in quell’occasione duro pochissimo! Spero che queste informazioni siano un punto di partenza per potermi dare qualche consiglio. Ti ringrazio in anticipo.
P.S. Sinceramente, se non frequenterò i vostri corsi, è perché vorrei che questo mio problema rimanesse una cosa riservata (non posso dire “vado a Padova un fine settimana a fare un giro” così come se niente fosse) e per questo motivo preferirei dei dialoghi con te via e-mail.

Elmar: Caro Poldo, allora hai già trovato la risposta: quando fai uno sforzo fisico prima, allora va bene; quando invece fai uno sforzo mentale durante l’atto, allora va male. Sei molto vicino alla soluzione!
Lo sforzo fisico, p.e. l’allenamento, ti porta ad essere più in contatto con il tuo corpo, a sentirti più nel corpo e allenta le tensioni muscolari croniche, solitamente anche il respiro è più fluido quando il corpo è sciolto. Tutti questi fattori aiutano all’energia sessuale aumentata durante l’atto sessuale a diffondersi ed espandersi nel bacino e in altre parti del corpo, così puoi fare l’amore più a lungo.
Se invece inizi con la mente a pensare “speriamo che faccia il suo dovere” aggiungi a quelle tensioni che ci sono già, un’altra ancora: il pensiero teso che a sua volta blocca il respiro. Forse non ti sei accorto, ma lo puoi osservare la prossima volta che c’è un pensiero di preoccupazione per la tua durata, il respiro si bloccherà. E questi sono i 3 fattori che ti fanno venire subito: la tensione del corpo, la tensione della mente e la tensione nel respiro. Per approfondire l’argomento, trovi molte informazioni nel libro Tantra per due.
PS: Perché il tuo problema dovrebbe rimanere una cosa riservata? Un uomo su tre soffre di eiaculazione precoce, è un fenomeno molto diffuso. E poi nascosta da chi? Dalla tua compagna? Penso che si sarà già accorta. Se successivamente vorresti allungare i tempi oltre i termini “normali” di 9-15 minuti, servono comunque delle pratiche che sono da fare insieme a lei e non di nascosto. Di solito le donne sono contente. Buoni esperimenti.

Per la mancata prestazione ho perso la mia fidanzata

Mirco: Il mio problema è che purtroppo vivo con paura la mia sessualità tanto che per questo evito anche di avere rapporti sessuali, ho 34 anni, ora sono single, ma ho avuto sempre relazioni con ragazze e l’ultima relazione è durata 6 anni ed è finita 2 anni fa. Lei mi ha lasciato “per cessato amore” dopo aver stabilito tutti i preparativi per il matrimonio. Bèh pazienza, sono cose che capitano, meglio prima che poi. Non ho mai avuto una soddisfacente vita sessuale per paura dell’eiaculazione precoce. Ora che vorrei e potrei vivere liberamente sono condizionato dalla perfida convinzione che bisogna saper fare bene l’amore per soddisfare una ragazza. Temo di essere criticato il giorno dopo quando si incontra con le sue amiche. Mi piacerebbe essere guidato e provare anche uno dei vostri corsi più opportuni alla mia situazione. So che spesso questi corsi coinvolgono i partecipanti in situazioni particolari: ma i timidi come me riescono a superare gli ostacoli psicologici? Grazie per l’aiuto e buon lavoro.

Elmar: Ciao Mirco,
La bella notizia: il problema nel 94% dei casi è risolvibile. I metodi ci sono, se li provi per 3-5 mesi, dovresti trovare un netto miglioramento.
La brutta notizia: dovrai affrontare anche quelle parti di te che non ti piacciono, ma che accompagnano l’eiaculazione precoce: la timidezza, le tue convinzioni di essere criticato, la paura di essere lasciato e altri “ostacoli psicologici”.
La bella notizia all’interno della brutta: la volta che affronterai con anima e cuore questi mostri interiori, comprenderai il sesso e l’amore in un’ottica più semplice, non dovresti più entrare in certe dinamiche disastrose con le donne e non dovresti più venire lasciato per “cessato amore” o arrenderti con un “bèh pazienza, sono cose che capitano”. Leggendo le tue righe provo più dispiacere per tutto questo che per il problema sessuale in senso stretto. Quest’ultimo si risolve con dei semplici esercizi, ma che peccato buttare via una relazione dopo sei anni.


Condividi l'articolo

Articoli correlati

Tantra: sessualità o spiritualità?

Tantra: sessualità o spiritualità?

Perchè i lama tibetani dicono sul tantra cose diverse dalle vostre?

Folk: Cosa c’entra quello che fate voi con il tantra? Per quello che ne so, il tantra non ha niente a che fare con il sesso, è una pratica solamente spirituale.

Elmar: Che il tantra non abbia niente a che fare con il sesso, è un informazione sbagliata. Il tantra è una delle poche vie spirituali che includono il sesso nel percorso. E’ vero invece, che nel tantra tradizionale il sesso non aveva quell’ importanza che ha nell’attuale neo-tantra diffuso in Europa e in America. Nel nostro libro Tantra e meditazione abbiamo preso posizione su questa eccessiva enfatizzazione sessuale.
Sul piano delle motivazione al percorso, le cose stanno così: su 100 domande che le persone ci fanno, 70 sono rivolte al sesso, 20 alla relazione di coppia e soltanto 10 alla meditazione. Ciò significa che l’energia è bloccata nel sesso. E i tantrici sono partiti sempre da ciò che c’è, e non da ciò che è ancora da raggiungere. Perciò dedichiamo molta attenzione al sesso e alla relazione.
In altri termini: finché una persona non è contenta negli affetti, nell’amore e nel sesso, meditare diventa un’impresa ardua, perché il pensiero ritorna sempre lì. Una volta che ha trovato un continuo senso del sé sul piano corporeo e affettivo, meditare diventa molto più semplice, il silenzio della mente si manifesta quasi da solo.

Folk: Per quello che ne so per come mi è stato insegnato dai Lama Tibetani, il tantra non ha niente a che fare con il sesso. Il fatto che le divinità siano in unione è solo una rappresentazione dell’unione di beatitudine e vacuità. Il fatto che al culmine del sentiero spirituale sia necessaria un’unione così come avete citato in un vostro libro, è vero. Ma naturalmente bisogna aver percorso lo stadio di generazione e di completamento, cosa che voi sembrate ignorare cosa sia.

Elmar: Caro Folk, leggo nelle tue righe che tra tante interpretazioni del tantrismo prendi solo quella lamaista come unico criterio. E’ lo stesso errore metodologico che fa il Papa, quando giudica le altre chiese cristiane secondo un criterio cattolico e arriva alla conclusione che siano delle fedi inferiori.
1. Abbiamo seguito diverse scuole tantriche (tibetane, indiane, kashmire, neo-tantra) e sappiamo che ci sono molte differenze tra le varie correnti.
2. I lama tibetani né sono gli unici detentori del tantra, né lo hanno inventato, ma lo hanno importato dall’Oddyana (leggi la biografia di Padmasambhava, il padre del tantra tibetano). A quei tempi il tantra era insegnato da donne, conteneva poca metafisica, molti esercizi sensuali (leggi Vijnana bhairava Tantra) e includeva delle pratiche sessuali. Pochi secoli dopo il lamaismo tibetano ha creato una gerarchia ecclesiastica simile alla nostra Chiesa, ha escluso in larga misura le donne dall’insegnamento e ha ri-interpretato i riti sessuali come mere rappresentazioni dell’unione di beatitudine e vacuità. Prima l’unione tantrica non era una metafora, ma una vera e propria pratica. (Leggi Miranda Shaw: Passionate Enlightenment – Woman in Tantric Buddhism, Princeton University Press).
3. In breve: i lama (specialmente i Gelug-pa) hanno stravolto il tantra trasformando una pratica essenzialmente semplice e sensuale in una serie di riti complicati corredati da un esubero di teologia, che non sono necessari per sperimentare la vacuità e la beatitudine.
Se vuoi sapere la mia opinione personale: Non importa come arrivi all’esperienza della vacuità, se meditando in unione sessuale o seduto da solo su un cuscino, basta che ci arrivi. Buona meditazione!

Perché avete tante risposte sulla sessualità e poche sulla meditazione?

Carola: Perché date più importanza alla sessualità che alla meditazione? In fondo il tantra è una via spirituale e non un metodo di consulenza sessuale.

Elmar: Sì Carola, il tantra in fondo è una via spirituale, ma è anche una delle poche che includono la sessualità nel percorso, e questo l’ha resa attraente per un largo gruppo di persone in Occidente.
Quello che le persone chiedono non dipende da noi. Noi rispondiamo alla domanda che ci arriva. Forse per molti una buona vita sessuale è prioritaria alla meditazione e questo va benissimo. Il tantra non è una via che per forza ti spinge a diventare meditativo, è una via molto aperta. Ti indica una strada che parte esattamente dal punto nel quale ti trovi, perché solo da lì puoi iniziare. Non puoi iniziare da un punto che è lontano dal tuo attuale stato della mente. Perciò se le tue domande in questo momento sono sessuali, cerca una risposta a queste domande; man mano che la sessualità diventerà più serena e più soddisfacente incontrerai da solo e naturalmente quegli spazi interiori che sono tipici per la meditazione. Molte persone toccano il silenzio interiore in un’occasione: dopo un bell’orgasmo. Allora da lì può nascere una curiosità: “forse potrei sperimentarlo anche al di fuori del sesso?”
Non è per tutte le persone così, ci sono persone che fanno le prime esperienze meditative nella natura, in un momento beato della vita, oppure in un momento travagliato quando al centro di un turbinio di emozioni contrastanti trovano quel punto di pace, che li conduce a qualcosa di più grande.
Per me e Michaela, essendo entrambi persone passionali, che diamo una grande importanza alla relazione di coppia, che amiamo il sesso, sono stati proprio questi argomenti dell’ego che ci hanno portato oltre l’ego, alla meditazione. Essendo questo il nostro percorso è anche quello che riusciamo a insegnare meglio. Se per te meditare è un’esperienza slegata dalla sessualità e dalle emozioni, ti consigliamo di cercare qualche altro insegnante più affine ai tuoi valori e al tuo modo di concepire te stessa.
Se invece sei interessata a unire la meditazione ai cosiddetti “piaceri della carne”, puoi leggere il nostro libro Tantra e meditazione e farti un’idea, se questa via è adatta a te.

Ho letto il vostro libro, ma non mi ci ritrovo nel vostro percorso.

Flavio: Cari Elmar e Michaela, ho letto il vostro libro che mi aveva consigliato un’amica che pratica massaggi shiatsu e purtroppo credo di non aver proprio capito il messaggio del libro. Forse per mia ignoranza, ma la scoperta del tantra e il poter risvegliare l’energia del 1° e del 2° chakra o il “serpente addormentato” della kundalini, mi era stato illustrato diversamente o forse l’avevo compreso in modo errato.
Non doveva essere così legato al sesso, anzi, al contrario, lavorare ad altri livelli e invece già il sottotitolo del libro “La via dell’estasi sessuale”, per non parlare dei suoi contenuti e degli esercizi mi sono sembrati indirizzati esclusivamente in quella direzione in modo esplicito. Non che io sia così entusiasta della mia vita privata e sessuale, ma credo che non sia proprio quello che cercavo.
Senza contare che spesso mi sento accusato d’essere troppo analitico, logico e razionale, ma per ora non mi ero neppure immaginato di poter disegnare la mia “curva orgasmica”, e pensare che sono pure un geometra!
Di tutto il libro ho salvato ben poche pagine, un po’ poco, vai ad aggiungere la mia natura scettica, potrei al massimo provare un week end di assaggio, ma non di più.

Elmar: Caro Flavio, sulle energie sottili e sulla kundalini puoi trovare un mare di libri che descrivono la stessa cosa in modi molto diversi, dipende delle esperienze che l’autore ha fatto. Tieni conto che la gran parte di questi testi sono trascrizioni di trascrizioni d’antichi testi, cioè fatti da commentatori, cioè da persone che non le conoscono in proprio, ma solo da sentito dire.
Anche noi non lavoriamo direttamente sulla kundalini, semmai prepariamo il passaggio. Già queste pratiche arrivano ad un’intensità emozionale ed energetica che uno non si aspetterebbe dopo la lettura di un libro.
Puoi lavorare sul corpo energetico con il sesso o senza il sesso, non importa il metodo, basta che tu abbia dei risultati. Come puoi costruire una casa in pietre, in legno o in mattoni, la struttura generale è la stessa e la sua funzione è identica. Noi personalmente preferiamo i lavori diretti con la sessualità, tutto lì. Se tu preferisci lavorare sulle energie sottili senza coinvolgimento sessuale, noi non siamo l’indirizzo giusto. Ti puoi fidare del tuo fiuto e cercarti una scuola dove spontaneamente ti senti attratto e i cui testi t’ispirano. Buona ricerca!

Cerco l'esperienza meditativa non collegata al sesso.

Mirko: Da poco più di un anno mi interesso di religioni e filosofie orientali. Ho sperimentato la meditazione Vipassana della tradizione Theravada, quest’estate sicuramente farò un’esperienza in un monastero Zen. Conosco poco il tantrismo, ma provo una certa curiosità verso questo percorso, quindi sarei interessato ad approfondirlo in un corso introduttivo.
Dall’impostazione del sito e dalle domande però trovo uno sbilanciamento verso la sfera sessuale. Essendo il mio fine principale l’esperienza meditativa non direttamente collegata al sesso, posso trovare all’interno del programma introduttivo ciò che cerco?

Elmar: Caro Mirko, anch’io noto uno sbilanciamento verso la sfera sessuale e me lo spiego così: per la maggior parte delle persone la sfera sessuale è più importante della meditazione. Noi rispondiamo alle domande come ci pervengono.
Nei nostri corsi non troverai mai delle sessioni meditative così lunghe come nelle 10 ore al giorno della Vipassana. Il percorso tantrico (e il nostro training lo riflette) è improntato in questa maniera: in una prima fase sblocchiamo tutte le emozioni e il sesso con metodi catartici, nella seconda fase ci focalizziamo sul trovare un’armonia affettiva e sessuale nella relazione uomo-donna. Nella terza fase, infine, dopo essere più consapevoli del corpo sottile, meditiamo sulle energie liberate nelle fasi precedenti. In questa fase l’unione tra uomo e donna diventa un forte sostegno per la meditazione.
Se il tuo fine principale invece è l’esperienza meditativa non collegata al sesso, perché ti rivolgi proprio a noi? La troverai più sviluppata nello Zen o nella Vipassana. Oppure puoi consultare il nostro maestro Daniel Odier che insegna il tantra in modo meno sessuale.


Condividi l'articolo

Articoli correlati

Spiritualità ed eiaculazione, meditazione e ritenzione del seme

Spiritualità ed eiaculazione, meditazione e ritenzione del seme

Come posso evitare la perdita di energia dovuta alle polluzioni?

Carlo: Sono un praticante di Qi gong da 22 anni e ho un problema di polluzioni notturne. La mia pratica mi sta dando risultati molto soddisfacenti, ma mi capita periodicamente (circa ogni 12-15 giorni) di avere delle polluzioni notturne. A volte riesco a controllarle con dei bhanda, ma altre volte mi distruggono letteralmente impedendomi l’accesso alle mie energie per almeno un paio di giorni. Come posso fare per impedire questi spiacevoli avvenimenti?

Elmar: Ciao Carlo, se chiedi a un taoista, ti dirà che le polluzioni come l’eiaculazione diurna devono essere controllate. Siccome hai chiesto ad un tantrico, ti dico il contrario: lascia i processi fisiologici avvenire come avvengono per natura, senza impedirli. Se durante la tua giornata con un respiro cosciente secondo per secondo ti carichi di energia (che abbonda nell’universo), la piccola perdita non sarà più un problema. Per approfondire l’argomento puoi leggere il libro Tantra e meditazione oppure Tantra – La via dell’estasi sessuale.

Carlo: C’è verità in ciò che dici. Grazie di cuore per la risposta e per lo scambio! In effetti, quando non dò peso all’avvenimento e continuo a rimanere centrato nel mio essere, non accuso più di tanto la mancanza di energia, né fisicamente né mentalmente. Comunque è stato prezioso, leggerò il vostro libro.

Posso eiaculare se sono su un cammino spirituale?

Cristiano: Sono felicemente sposato e ho letto il vostro libro Tantra – La via dell’estasi sessuale, l’ho trovato molto interessante e vorrei farvi una domanda: nel libro voi dite che si può giungere all’orgasmo con la perdita dell’ens seminis (energia del seme) senza che questo comprometta l’evoluzione spirituale o riduca la vita (come diversi altri autori tantrici dicono). Quindi vorrei una spiegazione più dettagliata su questo argomento: è possibile a volte, lasciare che avvenga l’orgasmo fisiologico?

Elmar: Caro Cristiano, è possibile. Basta osservare ciò che avviene effettivamente nella tua pratica sessuale e non nei libri. Dopo l’eiaculazione ti senti stanco per un certo periodo (il cosiddetto periodo refrattario) e poi ti ricarichi di nuovo. Più ti apri energeticamente, più velocemente ti ricarichi. Finché non sei malato o depresso quell’avarizia energetica di risparmiare il seme esiste più nei libri che nella realtà. Se fai per esempio l’amore con le 4 chiavi o inglobi l’atto sessuale nella consapevolezza dei chakra durante una meditazione tantrica (come descritta nel libro che hai in mano), non fa più alcuna differenza se eiaculi o no; rimani integro nel tuo campo energetico in entrambi i casi.
Puoi anche scegliere di venire all’orgasmo una o più volte energeticamente senza eiaculare e la successiva volta con l’eiaculazione e osservare l’andamento energetico.

Si può ottenere un orgasmo senza eiaculare?

Cristiano: Sono un ragazzo di 26 anni e mi piacerebbe sapere se è vero che si possa ottenere un orgasmo senza eiaculazione e, se sì, quali siano gli esercizi da fare per riuscire in questa pratica.

Elmar: Ciao Giuseppe, è vero – lo insegniamo anche nei corsi. Tieni però conto che non è un normale orgasmo, dal quale togli soltanto l’eiaculazione; è molto più coinvolgente sul piano emotivo e richiede una certa disponibilità di lavorare su se stessi non soltanto in senso sessuale, ma in un senso più totale. Non è una questione “idraulica”, ma piuttosto l’effetto di espandere la tua energia in modo rivoluzionario nel tuo corpo e nella tua mente; è una pratica che ha più da fare con la meditazione che con una “ginnastica sessuale”. Trovi più informazioni nel nostro libro Tantra – La via dell’estasi sessuale.

L'atto amoroso può portare oltre il semplice godimento fisico?

Cristiano: Ho 42 anni, vi scrivo per avere chiarimenti sulle tecniche di ritenzione del seme. Attualmente sto leggendo due libri al riguardo: “Sessualità e spiritualità nel tantra” di Sunyata Saraswati e “Tao Yoga dell’amore” di Mantak Chia. Sono arrivato a queste letture perché mi interessano le materie spirituali e credo veramente che possano dare un aiuto per migliorare la propria vita e il mondo in generale. Vorrei capire se l’atto d’amore può diventare qualcosa di più che un semplice “godimento” fisico, ma possa diventare una chiave d’ingresso per stati di benessere superiore. Vorrei capire se ci sono controindicazioni nel seguire i consigli dati dai libri sopra indicati, oppure se avreste altri testi da consigliare.

Elmar: Caro Luca, sulla ritenzione del seme è stato scritto molto; nelle varie scuole tantriche e taoiste trovi degli approcci molto diversi e, talvolta, contraddittori. Conosco entrambi i libri che citi e li ritengo validi sull’argomento.
Nella nostra pratica, seguiamo un altro metodo che porta il corpo maschile ad una tale scioltezza e sensibilità che la questione della ritenzione non si pone più. Semplicemente non vieni più, senza trattenere alcunché. Trovi una descrizione sommaria nei nostri due libri Tantra – La via dell’estasi sessuale e Tantra per due. La tua domanda “capire se l’atto d’amore può […] essere una chiave d’ingresso per stati di benessere superiore” è il nocciolo del tantra sessuale, perciò un elemento costante in tutti i nostri corsi.
Se vuoi avere la certezza, quale sia il metodo più adatto a te, puoi scegliere dai vari libri quelle tecniche, che ti ispirano di più e metterle in pratica per un certo periodo (1-2 mesi). Poi valuta qual è quella più piacevole e che ti ha dato il maggior successo.

Mi piace arrivare all'orgasmo senza eiaculare.

Marco: Ciao, ho 29 anni, sono fedelmente fidanzato da due anni e molto innamorato. Ho letto il vostro libro Tantra – La via dell’estasi sessuale che ho trovato molto interessante. Successivamente ho letto anche il “Tao dell’amore” di Mantak Chia. Il discorso della ritenzione dello sperma ha destato particolare interesse in me. Provando qualche volta e contraendo sempre con meno forza i muscoli della zona pelvica e il diaframma sono riuscito a raggiungere l’orgasmo senza espellere il seme che lui chiama ‘linfa vitale’. Effettivamente mi sento meglio non svuotato e sempre attratto dalla mia ragazza. Ma non sono comunque convinto che non sia una cosa contro natura e ho paura di eventuali controindicazioni, infatti non pratico la ritenzione per la maggior parte delle volte anche se ho notato che più la pratico, più riesco a rilassarmi godendo e sentire l’energia salire.
Anche se ho letto la tua battuta, Elmar, dove dici “se si avessero un numero limitato di eiaculazioni durante la vita, io sarei già morto da un pezzo” vorrei sapere se tu eiaculi a ogni rapporto (se non sono troppo invadente).

Elmar: Caro Marco, trovo molto interessante la tua mail, anche perché su questo tema se ne sentono di tutti i colori. Se a te fa bene praticare la ritenzione contraendo i muscoli pelvici e il diaframma, continua tranquillamente a farlo. Ogni tecnica che ti fa stare bene va bene.
Nel nostro libro abbiamo consciamente preso una posizione controcorrente, perché nella maggior parte dei testi sembra che la ritenzione del seme sia l’essenza delle pratiche tantriche, e non lo è.
Ogni tecnica va bene per alcuni uomini e non va bene per altri. Ciò dipende dal livello di energia, dalla struttura caratteriale, dalla costituzione fisica, dall’armatura muscolare, … Conosco uomini che, se lo fanno una volta, quasi “esplodono”, altri che trovano un buon equilibrio eiaculando una volta sì e una no, altri che possono praticare la ritenzione per diverse volte di seguito. In generale, il corpo ti dà dei segnali precisi, cosa vuole e cosa non vuole.
Personalmente, preferisco una pratica dove, in un atto molto lungo, si tira l’energia più in alto possibile e per un lungo periodo, e alla fine non importa più se eiaculo o no, non fa più alcuna differenza. Quello che però va bene a me non necessariamente è un bene anche per te: predi il tuo piacere come riferimento e non quello di un altro.

Pratico la ritenzione da un anno, ma ho un conflitto concettuale.

Primo: Ho praticato a lungo le tecniche insegnate da Mantak Chia, compresa la ritenzione prolungata del seme. Penso che non ci sia niente di male nell’eiaculazione, ma credo che per risvegliare certe energie sia necessario portare l’energia sessuale verso l’interno per attivare l’orbita microcosmica e gli altri canali energetici, per indirizzare l’esplosione energetica dell’orgasmo verso l’interno con alcuni bhanda e con la respirazione.
Le mie domande sono le seguenti:
1. So che Mantak Chia si è astenuto dall’eiaculazione per 10 anni di seguito. Io personalmente sono stato senza eiaculare per più di un anno, con una pratica sessuale quotidiana.
Esistono informazioni scientifiche sulla ritenzione prolungata del seme? A me soddisfa molto portare l’energia all’interno e stare senza eiaculare per diversi mesi di seguito, ma non so cosa accade esattamente alla produzione spermatica in questi casi.
2. Che dire della fantasia sessuale? Alcuni autori, fra i quali lo stesso Mantak Chia, tendono a demonizzarla. Che rapporto assumere con la nostra società cosi piena d’immagini sessuali?
3. Ho letto in parte i vostri libri e mi sono piaciuti, ma li ho trovati carenti dal punto di vista della riflessione sul “perché” del sesso. Trovo limitante parlare del piacere e della gratificazione come del fine più importante dell’esperienza sessuale.Cosa ne pensate dei tentativi di costruire una metafisica del sesso? Conoscete le idee di Julius Evola e di Aleister Crowley?

Elmar: Caro Primo, vedo che vuoi arrivare fino in fondo a questa questione.
1. Non so se ci sono ricerche scientifiche sulla ritenzione prolungata del seme, credo che Mantak Chia sia più aggiornato di noi che non la pratichiamo.
2. Le fantasie sessuali sono prodotti della mente come mille altri pensieri, sono idee che arrivano e che passano come tutti gli altri. E allora?
3. Questa domanda è legata alla precedente. Se demonizzo una categoria di pensieri, ne devo creare un’altra. In questo caso noi preferiamo le fantasie erotiche alla metafisica del sesso, perché le fantasie erotiche sono spontanee e naturali, la metafisica del sesso è tutta una costruzione fatta a posteriori. Conosciamo le idee di Julius Evola e di Aleister Crowley, non c’interessa pensare molto sul sesso, ma viverlo fino in fondo. Per chi entra nel piacere interamente dissolvendosi in esso, non trova più nulla da trascendere né da trasformare, perché è già diventato uno con l’esperienza. Lasciamo queste domande ai teologi del tantrismo e del taoismo, intanto noi continuiamo a praticare.

Primo: Grazie per la risposta gentile. Mantak Chia pensa, che l’instaurarsi di una possente orbita microcosmica faccia “evaporare” (termine simbolico) gli spermatozoi e i fluidi in eccesso dalla zona sessuale verso il resto dell’organismo. Il circuito si chiude verso l’interno, senza lasciar sfuggire niente né attraverso la vescica né attraverso le polluzioni notturne, che sono la prima cosa che il taoista si preoccupa di eliminare. In pratica, si dice che l’eiaculazione non si sfoga più, energeticamente e fisiologicamente, verso l’esterno, ma verso l’interno come un “fiume” d’energia vitale che scorre a ritroso, alimentando l’alchimia interna dell’organismo. Ho domandato la vostra opinione perché vi sapevo particolarmente critici nei confronti di quest’aspetto dello yoga sessuale.
Un’altra cosa: Il mio problema principale consiste soprattutto nel forte conflitto tra il mondo di concetti che la mia mente ha a disposizione e l’emergere di intuizioni ed esperienze profonde ma ignorate o contraddette da tali concetti. Tale conflitto ha assunto in alcuni periodi aspetti drammatici.

Elmar: Mi posso immaginare che i tuoi troppi concetti mentali ti possano portare al conflitto che descrivi. Una cosa non mi torna nelle tue lettere: l’effetto della non-eiaculazione dovrebbe esser proprio quello di mandare l’energia nei chakra alti, in modo da aprirli energeticamente spazzando via tutti i pensieri e svuotato la testa per fare posto a quegli stati meditativi che sono al di là di tutti i concetti mentali. Allora come mai tu – che fai queste pratiche – hai la testa piena di concetti?

Primo: Il mio problema non è la presenza di concetti: io amo la riflessione. Il vero problema è il forte conflitto tra diversi aspetti del mio essere, e io non vorrei “scacciare” i pensieri, ma chiarirli, perché riguardano l’impostazione di base della mia vita. L’apertura dell’orbita microcosmica facilita molto la meditazione, il silenzio interiore e lo sviluppo della coscienza, ma io sono purtroppo una persona strana e complicata. La stessa gestione dell’energia interna è collegata con atteggiamenti verso la vita sui quali mi sento in forte conflitto: l’etica del sesso, lo sport, che io amo praticare ma che non riesco ad accettare del tutto da un punto di vista mentale, l’alimentazione e i problemi posti dai vegetariani sull’etica dell’alimentazione, e tante altre questioni morali o conoscitive che mi fanno soffrire. Sono tutti argomenti che non si risolvono solo ignorandoli, e per una serie di circostanze mi sono trovato in un crocevia di pensieri e questioni piuttosto insidioso.

Elmar: Cosa ti dà la sicurezza che tutti queste questioni possano trovare una risposta nella riflessione? Qualsiasi risposta ti dai, anche questa “opinione” sarà un pensiero, anzi un meta-pensiero, cioè un pensiero sul mondo dei tuoi pensieri. Ma chi ti dice che la riflessione sia lo strumento più adatto? Questa scelta di metodo implica già una scelta di risultato.
Hai mai fatto un test per cui la danza o la mano sensuale di una donna sulla tua pelle potrebbero essere dei metodi più efficaci per risolvere una parte dei tuoi quesiti? Questa non è una battuta o un gioco di parole, lo puoi prendere alla lettera. Prova a fare questa prova per tre settimane: se finora sei abituato a riflettere per un’ora al giorno sulle tue questioni, prova a dedicare lo stesso tempo alla danza o alle carezze per osservare cosa cambia nel tuo sistema corpo-mente. Potresti rimanere sorpreso.

Primo: Alcune persone sopravvalutano il potere dell’intelletto, altre lo sottovalutano. Comunque, quando parlo di riflessione, intendo in realtà una meditazione – riflessione, che include anche un lavoro yoghico. Il tuo suggerimento è lo stesso interessante: per seguirlo dovrei trovare solo il tempo. In ogni caso, Gurdjieff diceva, riferendosi ai tre “centri” del pensiero, dell’emozione e della sensazione: capire con un solo centro è allucinare, capire con due centri è semi-allucinare, solo capire con tre centri è veramente capire. Saluti, e spero di poter venire a qualche corso!

Elmar: Benissimo, è esattamente il punto al quale ti voglio portare: bilanciare nella tua vita le tre attività di pensare, emozionarsi e sentire. Ad ora sei completamente focalizzato sul pensare e ogni domanda ti riporta nel regno dei ragionamenti, ti porta a pensare, a riflettere e a pensare sui pensieri. Questo è un metodo efficiente per tutte le questioni che seguono una logica lineare, come la tecnologia e la giurisprudenza, ma è completamente inutile per i massimi sistemi, come il senso della vita, la morte, il piacere, l’amore, l’orgasmo mistico, …
Quando inizierai con la pratica tantrica bilanciando i tre centri, noterai che molte domande diventeranno più leggere e sboccheranno non in una risposta pensata, ma in un’esperienza riflettuta-sentita che ti emozionerà per la sua totalità che coinvolge tutto il tuo essere.


Condividi l'articolo

Articoli correlati

Come stimolare il punto G?

Come stimolare il punto G?

Per poter stimolare efficacemente il punto G, dovrai prima metterti alla ricerca, piegando il dito in alto e tastando avanti e indietro sulle ore 12 nella vagina della tua compagna, lungo una linea immaginaria che va dall’osso pubico fino al collo dell’utero. Generalmente riconosci il punto G dal suo tessuto leggermente più rugoso e talvolta più turgido, più in rilievo rispetto alle zone limitrofe, come il tetto del palato. Gli uomini lo descrivono come un’oliva, una noce, una piccola isola. Se non sei sicuro di essere sul punto, prova la stessa pressione in un’area di 1 cm più avanti, più indietro o lateralmente, finché la differenza diventa palpabile. Per approfondire l’argomento, ti invitiamo a leggere questo articolo.
Non sempre il punto sacro è riconoscibile al primo contatto, anzi, spesso è dormiente e si inturgidisce soltanto quando viene stimolato. In quel caso ti ritrovi alle prese con un paradosso: per trovarlo bisogna stimolarlo, ma per stimolarlo bisogna prima averlo trovato. L’unica soluzione è continuare a toccare i diversi punti sulla linea delle 12 e con un po’ di pazienza, prima o poi, troverai una zona che cambierà consistenza sotto la tua pressione, gonfiandosi. Tastandolo potresti percepire anche delle piccole scariche. Nel dubbio chiedi conferma alla tua compagna.
Una volta che hai individuato l’area che ti interessa, rimani lì e mantieni un contatto dolce e benevolo immaginando di passare con il tuo respiro attraverso il dito. Il Koka Sastra indiano chiama questo gioco col dito ardhentu o “mezzaluna”. Se teniamo presente che sulle latitudini dell’India la luna è più “sdraiata” sull’orizzonte rispetto al cielo italiano, ne otteniamo una bella immagine del dito inserito nella vagina e curvato verso l’alto proprio come una mezza luna.

Come donna, riconosci di averlo trovato dall’inconfondibile sensazione di dover urinare anche se avevi svuotato la vescica poco tempo prima. E’ solo un’impressione passeggera, quindi prova a non assecondarla interrompendo il massaggio. Molte volte avverti anche un senso di fastidio, di bruciore, di fitte, o di scariche elettriche. Insomma, nulla di piacevole, ma almeno sai di aver trovato il punto giusto. Circa la metà degli uomini lo trova nell’arco di alcuni minuti, una percentuale leggermente inferiore ne impiega 2 o 3, altri cercano per più di 5 minuti.

Come uomo, se inizialmente esercitavi un tocco delicato, quando il punto G si inturgidisce puoi gradualmente aumentare la pressione per circa 5 minuti. Poi allentala di nuovo, anche se non del tutto, per far riposare un po’ il dito. Volendo, puoi inserirne un altro senza ritirare il primo (per esempio aggiungere l’indice al medio) e prepararti a una pressione ancora più decisa. Il punto G non è delicato come il clitoride, richiede molta più pressione. Per cambiare, puoi anche alternare il tocco costante con diversi movimenti accompagnati dal tuo respiro:

  • Lo stantuffo: avanti e indietro come un pistone
  • La fluttuazione: come lo stantuffo, con movimenti più dolci e più lenti
  • La vibrazione: movimenti ancora più dolci, ma più veloci, come quando tremi dal freddo
  • L’invito: piegando il dito in su verso di te come nel gesto che significa “vieni qua”

Rimani almeno 15-20 minuti sul punto G. Generalmente un movimento costante e continuo aiuta più a rilassarsi, mentre un movimento ritmato viene percepito come più stimolante, perciò è bello alternare i due. Con la mano libera accarezza qualche volta le gambe, le braccia, la pancia della donna per distribuire la carica, in modo che l’energia liberata possa diffondersi in tutto il corpo.
Un consiglio per l’uomo: se fai partire il movimento dal respiro, ti risparmi parecchia fatica. Hai presente la differenza tra uno sforzo muscolare e un movimento fatto con il respiro? Ricordarti quando con il cacciavite devi superare una filettatura arrugginita o quando devi aprire un barattolo di marmellata sottovuoto. Se ti concentri molto sullo sforzo nella mano, diventa faticoso. Se fai lo stesso movimento accompagnandolo dall’espirazione, il risultato è sorprendentemente facile. Con lo stesso principio i karateka spaccano mattoni senza farsi male. Tradotto nel massaggio del punto G questa armonizzazione tra movimento e respiro ti dà la capacità di stimolare la donna per un lungo periodo con una forte pressione senza stancarti. Lei non si sente in colpa vedendo la tua fatica o il tuo disagio e tu puoi godere dello spettacolo del suo piacere.
Se ti piacciono le visualizzazioni, ti puoi immaginare che nell’espirazione l’energia parta dal tuo gomito (non dal dito) per arrivare come un raggio fino al punto G e che l’aria uscente crei pulsazioni e vibrazioni stimolanti per la donna.
Molti uomini raccontano che non è facile rimanere centrati e presenti quando nella donna si svegliano le energie sessuali.
Quando la donna si permette di lasciarsi andare alle sensazioni più svariate, probabilmente ti arriveranno ondate di piacere femminile, di sentimenti che ti potranno incuriosire, infastidire o fare paura. In questi momenti, non reagire, ma osserva semplicemente quanto succede nel tuo corpo, mentre continui il massaggio rimanendo ben centrato nel tuo polo maschile e nel respiro. Non è necessario che tu capisca o sappia interpretare tutto quello che sta accadendo alla donna: assecondalo e lasciati sorprendere dalla ricchezza di emozioni e sensazioni alternanti.
Non aspettarti per forza le classiche contrazioni del tratto più esterno della vagina come avvengono durante l’orgasmo clitorideo. Qui potrebbe anche non accadere niente di simile, anzi, l’apertura si può addirittura allargare. Inoltre può – ma non deve – accadere, che la donna arrivi all’apice del piacere con un’eiaculazione. Per questa eventualità tieni preparato un asciugamano. E’ anche possibile che in certi momenti la donna ti chieda di muovere il dito più velocemente, di passare più in fretta alla fase successiva o di fare tutta un’altra cosa. Segui ugualmente i tempi indicati, non per essere pignolo, ma per svelare il punto G.

Alcuni autori descrivono il punto G come la parte interiore del clitoride. Tralasciando l’aspetto anatomico possiamo dire che i vissuti di queste due zone sensibili non riflettono affatto questa tesi.
Il clitoride ha una reazione lineare: il primo tocco è piacevolmente eccitante, e i successivi sono via via sempre più eccitanti fino a raggiungere l’orgasmo.
Il punto G è tutto il contrario, la sua reazione è ondeggiante, oscilla dal dolore al piacere, dal pianto al riso, dal non star più nella pelle fino alla pace più profonda; insomma, da un estremo all’altro. Attraverso la stimolazione di un unico punto la donna può sperimentare l’intero universo di sentimenti che il suo corpo le può offrire. Oltretutto, le sensazioni non rimangono limitate all’area pubica o al bacino, ma tendono a coinvolgere la totalità del corpo.

Se questo argomento ti interessa abbiamo scritto un libro a riguardo: “Il punto G – La ricerca iniziatica del piacere sessuale”.


Condividi l'articolo

Articoli correlati

Punizioni subdole e punizioni piacevoli

Punizioni subdole e punizioni piacevoli

Punire ed essere puniti è una tematica che tutti conoscono, dall’andare a letto senza televisione nell’infanzia fino alle multe dell’autovelox o a conseguenze disciplinari per errori combinati da adulti. Anche nella vita di coppia esistono diverse forme di punizioni che uomini e donne si infliggono reciprocamente tutti i giorni, senza mai dichiararle come tali:

  • Arrivare in ritardo agli appuntamenti
  • Minacciare di lasciarlo o lasciarla
  • Negare il sostegno emozionale quando ne ha bisogno
  • Raccontargli o raccontarle per filo e per segno tutta la giornata quando è già stanco o stanca
  • Fare una scenata
  • Negargli o negarle il sesso
  • Evitare il contatto, non abbracciarlo/a, ignorarlo/a, uscire senza dire nulla
  • Indovinare il suo punto debole e farlo/a sentire in colpa
  • Sabotare le sue iniziative e i suoi progetti
  • Ridicolizzare i suoi desideri
  • Prendere le proprie difficoltà sessuali come scusa
  • Indulgere nei propri problemi come lo stress o la depressione

Tutte queste azioni, talvolta subdole e manipolative, molto spesso hanno un obiettivo ben preciso: punire il partner per qualche ferita effettiva o immaginata che abbiamo subito. Avvengono però in modo indiretto, mascherato da buone ragioni e mille scuse come: “Non me la sento di…”, “Mi sento così male, che… ” o “Questo è il tuo problema e non il mio!”.

In questo modo nell’arco di una giornata di una coppia “normale” si accumulano più sadismi che in una intera sessione sadomaso. Specialmente nella vita intima, con le punizioni subdole, che fanno soffrire il cuore e il sesso, giochiamo un one for one, oppure un payback del tipo: “siccome tu ieri mi hai…, io oggi ti…” sapendo che “domani lui mi farà… ” ma sapendo pure che “allora io dopodomani…”.

Allora perché non giocarlo consapevolmente, dichiarando apertamente “Caro, accanto a te, con tutto l’amore che provo, sto anche soffrendo. Perciò ti voglio punire! E mi piace pure”? Con una tale frase chiara si sente l’aria cambiare! Quando ammettiamo le cose come stanno veramente, senza giustificazioni e buone scuse, improvvisamente nella nostra testa qualcosa si apre, fa spazio a un nuovo modo di relazionarci.

Se questo argomento ti interessa abbiamo scritto un libro che comprende anche questi aspetti: “Trasgredire con amore”.


Condividi l'articolo

Articoli correlati

Il piacere del sesso anale

Il piacere del sesso anale

Generalmente parlando, il sesso anale è più diffuso di quanto si pensa.

“Circa un quarto degli americani hanno avuto rapporti anali almeno una volta nel corso della vita. E il 10% hanno avuto rapporti anali nell’ultimo anno.” (1)

E come stanno le cosa in Italia? Molto simili: “Una donna su quattro ha conosciuto almeno una volta nella vita il coito anale, il 15% degli uomini e il 10% delle donne lo praticano abitualmente.” (2)

Nell’ano sono immagazzinate le nostre paure più profonde: la paura di lasciarsi andare, la paura di concedersi totalmente a un’altra persona, di abbandonarsi alle proprie energie, di darsi all’altro senza riserve. Esplorare l’ano o essere penetrato lì dal partner può essere un’esperienza che crea un’enorme intimità e rinforza la fiducia reciproca. Se non l’hai mai fatto, trovi qua alcuni consigli per renderlo più piacevole la prima volta.

Innanzitutto considera che la penetrazione anale richiede più pazienza di quella vaginale e che le prime volta ci vuole ancora più pazienza. Non è soltanto questione di allargare lo sfintere, ma è questione di abituarsi ad aprire anche a qualcosa che entra. L’ano è composto da due anelli muscolari: lo sfintere esterno è sotto il controllo del sistema nervoso centrale e lo possiamo influenzare con la nostra volontà, lo sfintere interno sta sotto il controllo del sistema nervoso autonomo. Nelle persone che hanno difficoltà a lasciarsi andare, l’ano è teso cronicamente come lo possono essere le spalle o la nuca.

“Sono sposata da 22 anni e ho due figli. Mi piace mettermi nuda davanti a mio marito e poi piegarmi. So che questa visione lo eccita subito. E anch’io ho la sensazione che il mio cervello attivi delle memorie di tempi ancestrali, quando esisteva una sola posizione: da dietro. Oggi considero il sesso anale tra le esperienze erotiche più belle in assoluto, e ne abbiamo provato tante.”
Paola

(1) Robert T. Michael e altri, Sexwende – Liebe in den 90ern – Der Report, München 1994, orig: Sex in America, p. 185
(2) Dino Cafaro, 2° Rapporto Asper – Sesso 2000 , Roma 1992, p. 121

Se questo argomento ti interessa abbiamo scritto un libro che comprende anche questi aspetti: “Trasgredire con amore”.


Condividi l'articolo

Articoli correlati

Come trasgredire senza turbare la relazione di coppia?

Come trasgredire senza turbare la relazione di coppia?

Se appartieni a coloro che hanno diverse fantasie sessuali e desideri erotici che non riescono a mettere in pratica, sappi che non sei solo.
Tutti, prima o poi, desideriamo sperimentare qualcosa di diverso nel sesso. Purtroppo molte persone con una relazione stabile vivono i desideri trasgressivi come un pericolo per l’armonia della coppia, trascinandoli per anni nella loro mente, senza mai comunicarli al partner. Li vivono di nascosto, nella fantasia o in un’avventura extraconiugale, e si sentono insoddisfatti.

Come comunicare la mia fantasia trasgressiva

Una volta che hai ammesso a te stesso le fantasie e i desideri più nascosti, sei pronto a fare anche il prossimo passo: comunicarli al partner. Se anche lui ha fatto l’elenco delle sue fantasie, potete scambiarvi gli elenchi e il racconto dettagliato della fantasia più energetica, osservando durante la lettura:

  • Con quale fantasia del mio partner mi trovo in sintonia?
  • Abbiamo fantasie simili o complementari?
  • Con quale fantasia del mio partner ho delle difficoltà: forti giudizi, sensazione di rigetto, di schifo, mi rendono nervose?
  • Cosa penso che il mio partner pensi delle mie fantasie: le accetta, mi comprende con questi desideri, si sente stimolato? Oppure non mi stima più, mi considera un porco, mi considera poco maschile o poco femminile, o pensa addirittura a lasciarmi?

Se osservi le tue reazioni corporee spontanee, i momenti che trattieni il fiato, i piccoli fulmini di eccitazione, le paure e ti accetti in queste reazioni, ricevi degli ottimi indizi su quello che saranno in futuro le difficoltà e i piaceri che troverai. Puoi osservare con la stessa accuratezza le strutture delle tua mente: quanta apertura ti permetti leggendo il segreto che il tuo partner ti ha appena rivelato? Un consiglio, che noi abbiamo sempre seguito in questa situazione, è: “Non ridere mai dei sogni degli altri”.
Se non hai un partner, o se per te è più facile confidarti la prima volta con qualcun altro che non sia il tuo partner, puoi anche rivolgerti alla miglior amica o al miglior amico o a un tuo terapista di ascoltare le tue fantasie erotiche.

Comunicare le proprie fantasie più intime al partner ha un effetto sulla coppia. Finché le hai tenute per te, nelle segrete della tua mente, lontane dal partner, una parte della tua mente è trattenuta lì e con essa una parte dell’energia vitale: il potenziale ci sarebbe, ma non viene usato. Nel momento che le condividi con il partner, quella parte di te che hai tenuto in serbo diventa disponibile nella relazione e ringiovanisce il rapporto. Questo non vale per fantasie di poca importanza o per pensieri passeggeri, ma per quelle fantasie che affascinano la tua mente e che sono una fonte di eccitazione e di piacere erotico. Mettendoli sul piatto, arricchisci la relazione.

Se preferisci non scambiarti le descrizioni, ma raccontare le tue fantasie a voce al tuo partner, ricordati che, indipendentemente da quali siano i tuoi timori, conviene esprimerle esattamente così come sono, come appaiono nei tuoi pensieri, come le hai descritte prima tra te e te nel tuo diario. Per molte persone è già trasgressivo ammettere al partner o a qualcun altro di avere fantasie che si discostano dal tradizionale modo di fare sesso. Quando ti accorgi che ti senti eccitato mentre stai per descrivere al tuo partner qualcosa che non gli hai mai detto, e subito dopo una censura interiore interrompe il flusso prima ancora che tu riesca a pronunciarlo, sappi che questo è assai normale. Arrivano frasi del tipo “Ma che sciocco” o “Questo non lo posso dire, altrimenti ferisco il partner” o “Questa idea me la tengo per me, tanto non mi capirebbe nessuno” che stroncano ogni impulso interiore, ogni desiderio, ogni novità. Se segui la tua censura, il risultato sarà che uccidi i teneri impulsi creativi che tendono a cambiare le dinamiche della coppia, e che questa con il passare del tempo diventerà noiosa, perché rimane ingabbiata nelle abitudini e nel conosciuto.

Invece inizia a comunicare anche gli ostacoli nel parlare, descrivi le emozioni che accompagnano il tuo racconto e i commenti che fai tra te e te, come: “in questo momento mi vergogno di dirti queste cose” o “ho paura che tu giudichi le mie fantasie perverse” oppure “ho timore, mi sento subito inferiore”. Comunicando apertamente questi stati, porti chiarezza e consapevolezza nel dialogo e ti apri in modo sincero verso il tuo partner. Comunicando non soltanto la fantasia, ma anche come ti senti con essa, raccontando le tue gioie e i tuoi dolori, una parte delle tua attenzione è anche rivolta a te stesso, e questo dona alla tua comunicazione una maggiore interiorità. Se l’emozione diventasse troppa e senti che inizi a trattenere il fiato, prendi alcuni respiri profondi, chiudi per un attimo gli occhi per riprendere le sensazioni dentro di te, e poi continua a raccontare con esse.
Allora ti esprimi su un piano che va oltre il controllare la comunicazione, va oltre il ponderare le parole, ma esprimi ciò che avviene dentro di te e con questo crei un ponte tra corpo, mente e sentimento. La parola, oltre a comunicare al partner la tua vita interiore, diventa anche un mezzo per unire le parti in te, per riconciliare ciò che finora era separato in te. Aprirti a te stesso e aprirti al partner diventano la stessa cosa.

Se questo argomento ti interessa abbiamo scritto un libro che comprende anche questi aspetti: “Trasgredire con amore”.


Condividi l'articolo

Articoli correlati

L’energia di una posizione

L’energia di una posizione

KAMASUTRA – Le posizioni del piacere

Tra tutte le opere sull’ars amandi orientale, il Kamasutra di Mallanaga Vatsyayana è il più conosciuto.
Tradotto letteralmente kama-sutra significa “insegnamenti sui piaceri”, intesi come piaceri del corpo, della mente e dell’anima.
Altri testi simili sono il Kokasastra, l’Ananga Ranga e il Kamasastra, tutti intesi ad allargare la mappa erotica, a trovare nuovi modi di baciarsi, di accarezzarsi, di unirsi e di muoversi, per uscire dall’abitudine.
Il pericolo consiste nel prenderle come semplici tecniche, come una specie di ginnastica amorosa, mentre si tratta di posizioni che inducono determinati stati d’animo, una certa atmosfera o energia, un certo gusto del sentirsi insieme.

Conosciamo due approcci estremi per quanto riguarda lo sperimentare le posizioni. C’è la coppia che dopo aver trovato una posizione piacevole per tutti e due, continua per anni a ripeterla sempre e soltanto in quel modo, magari meravigliandosi che il sesso sia diventato un po’ monotono. Poi esiste la coppia costantemente a caccia di nuove sensazioni, che cambia posizione anche quattro o cinque volte durante un amplesso. Chi si riconosce nel primo tipo finalmente potrà sperimentare qualche nuova posizione, con la sicurezza di non nuocere al rapporto. A chi appartiene al secondo tipo, possiamo invece dire con certezza che sensazioni più intense non si trovano nelle posizioni: il segreto è dare maggiore importanza ai diversi stati d’animo.

I nostri maestri Jack Rosenberg e Beverly K.M., che si occupano fondamentalmente della qualità energetica dell’atto sessuale, citano “alcuni criteri necessari perché in una particolare posizione si possa percorrere l’intera curva orgasmica”. Quelle che chiamiamo le cinque libertà sono indispensabili per caricare, contenere, estendere e infine rilasciare l’energia sessuale nell’orgasmo.

  1. La libertà di vedere e di entrare in contatto visivo: per mantenere intimità e per scambiarsi l’energia dobbiamo essere in touch attraverso gli occhi. Fare l’amore al buio non è proficuo in questo senso; mentre per le posizioni “da dietro” il problema può essere risolto con uno specchio posto di lato.
  2. La libertà di muovere il bacino: per ottenere un’alta carica energetica dobbiamo essere in grado di ruotare il bacino in modo orgasmico. Infatti, se i muscoli addominali sono in tensione, interrompiamo la carica diminuendo, se non trattenendo, l’orgasmo.
  3. La libertà di muovere la nuca e la testa: siccome queste parti sono correlate ai movimenti pelvici, il segmento cervicale (corrispondente al quinto chakra) deve potersi muovere liberamente per estendere l’orgasmo.
  4. La libertà di muovere il petto e di respirare pienamente: il petto è il luogo in cui il respiro può creare una forte carica. Deve essere altrettanto libero di provare i sentimenti del cuore e il senso corporeo di noi stessi. Senza la possibilità di aprire il cuore e di intenerirsi, il sesso rimane privo d’amore.
  5. La libertà di tenere un buon grounding (contatto con la terra) attraverso i piedi o le ginocchia. Finché non possiamo stabilizzarci spingendo con i piedi o con le ginocchia, è impossibile ruotare il bacino senza utilizzare i muscoli addominali. Il grounding è anche correlato agli occhi e all’osservatore interiore, perciò senza un buon grounding diventa difficile tollerare intensi livelli sessuali o intimi.”

Oltre a questi criteri, che sono necessari affinché l’energia sessuale scorra in modo soddisfacente attraverso il corpo fisico e quello energetico, ogni coppia ha ulteriori criteri emozionali e personali per apprezzare la qualità di un rapporto sessuale. Questi dipendono molto dal carattere dei partner, dal grado di intimità che vogliono raggiungere, dai sentimenti che entrambi vogliono provare e dalle tematiche correlate ai chakra che la coppia sta attraversando in quel periodo. Vediamo insieme quali possono essere questi criteri:

  • Le emozioni. Esistono posizioni che favoriscono alcune emozioni, mentre altre non le facilitano per nulla. Non tutte le posizioni, per esempio, favoriscono la sensazione di essere molto uniti, oppure avvolti dal partner.
  • I chakra. Anche se la posizione non è l’unico fattore per stimolare un determinato chakra, questa può favorire l’entrata in contatto con uno o più strati e dare una determinata nota o tonalità all’energia che si libera durante l’atto sessuale.
  • Libertà delle mani. Per alcuni è molto importante continuare le carezze, le coccole, i tocchi e le stimolazioni erotiche manuali durante tutto il rapporto sessuale, mentre altri li limitano ai preliminari. Il contatto e le carezze possono aumentare la presenza corporea e favorire l’espansione dell’energia nelle diverse parti del corpo.
  • Tipologia anatomica. In relazione alla distanza del clitoride dall’entrata della vagina, alcune posizioni aiutano più di altre la stimolazione. Lo stesso vale per il punto G.
  • Altri fattori. Durante la gravidanza si escludono tutte le posizioni che possono procurare pressione sulla pancia della donna. Alcune posizioni si prestano particolarmente per risolvere alcuni disturbi sessuali.

Partiamo dalla posizione cosiddetta “del missionario” che, anche se criticata da molte donne che si sono battute per una maggior libertà sessuale, è ancora la più usata. Malgrado la sua “celebrità”, questa posizione mostra però una serie di svantaggi dal punto di vista energetico che riguardano sia l’uomo sia la donna e che non permettono una curva orgasmica alta, benché essa corrisponda emotivamente al modo in cui molte coppie vivono il loro rapporto.

  • La posizione soddisfa entrambi se lui trova eccitante dominare attivamente l’atto sessuale e se a lei piace abbandonarsi all’emozione di essere presa e coperta da lui. L’uomo controlla il ritmo dei movimenti e può penetrare profondamente la donna, se lei tiene le gambe molto aperte.
  • In questa posizione il primo chakra si unisce all’energia del terzo: chi sta sopra decide il modo di provare piacere, dà l’impronta ai ritmi e ai tempi dell’atto ed è libero di esprimersi sessualmente. Il rischio, però, è che il primo chakra possa combinarsi con la strategia del terzo. In questo caso, attivo può essere solo lui, mentre lei è passiva.
  • Lei può accarezzare l’uomo, ma non viceversa, perché lui deve sorreggersi con le braccia. Inoltre, per la donna è molto difficile toccarsi il clitoride in modo rilassato.
  • Nella donna cerva e nella donna lupa il clitoride viene indirettamente stimolato attraverso la pressione che lui esercita col pube.
  • Questa posizione è valida quando lei è stanca e vuole lasciare che sia l’uomo a dirigere l’atto.

Se questo argomento ti interessa abbiamo scritto un libro che comprende anche questi aspetti: “Trasgredire con amore”.


Condividi l'articolo

Articoli correlati

Come trovare il punto G?

Come trovare il punto G?

Ti invitiamo a seguire questo massaggio (alcuni lo considerano un rituale) passo per passo. E’ un modo sicuro e collaudato per svegliare le potenzialità del punto G. Non è l’unico modo per entrarci in contatto, ma almeno la prima volta è consigliabile procedere in modo sistematico. Quando poi avrai preso confidenza, lo potrai sempre modificare a tuo piacimento. Una volta che hai identificato il punto G con sicurezza seguendo questi passi, tutte le sue emozioni ti saranno più familiari, riuscirai più facilmente a ritrovarlo quando ti masturbi e riconoscerai meglio le sue sensazioni tipiche quando farai l’amore.
Ma ora passiamo alla pratica, spiegando prima come individuare il punto G mediante la collaborazione di un compagno e poi come farlo da sola.
Un’avvertenza: seguire i 5 passi con metodo non significa farlo meccanicamente, anzi, fallo con emozione, con passione, con difficoltà, con piacere, fallo come viene, ma rimani nel ritmo, senza bruciare le tappe.
Certo, durante i corsi di Tantra questo massaggio dura più di quattro ore e i partecipanti vengono aiutati dal contesto, sostenuti dalla presenza di una guida passo per passo, dall’atmosfera di gruppo, dall’intenso lavoro sulla sessualità svolto nei giorni precedenti, insomma, da una serie di circostanze che aiutano a superare le possibili difficoltà della prima volta. Facendolo a casa con il tuo compagno (o con la tua compagna se vivi una relazione lesbica), un lasso di tempo di una o due ore può essere considerato più ragionevole. Quali sono i 5 passi?

1.Preparare il viaggio

L’uomo si prende cura dell’ambiente, per esempio accompagna i bambini dai nonni, porta la camera ad una temperatura gradevole, spegne il telefono e fa tutto ciò che serve per potersi dedicare per due ore esclusivamente alla sua donna. Prepara anche tutto il necessario che servirà durante il massaggio: olio e gel vaginale. Se siete tesi, potete iniziare con un po’ di movimento, stretching o danza, per entrare più in contatto con il vostro corpo, poi aprite il rituale con un saluto. Come prima cosa vi comunicate le paure, aspettative, preoccupazioni e pensieri rispetto all’esperienza che state per fare. Poi l’uomo fa alla donna un massaggio per rilassare tutto il corpo, e quando lei sarà sdraiata supina si siede tra le sue gambe.

2.Bussare alla porta

Bussare alla porta: in questa fase l’uomo si avvicina alla zona calda aiutando la donna a scendere con la propria coscienza nei genitali e a rilassarli. Massaggia i muscoli addominali, quindi massaggia l’inguine e il perineo. Poi distribuisce l’olio sui genitali e prosegue con il massaggio delle grandi labbra e infine delle piccole labbra. Durante tutti questi massaggi, con l’altra mano ogni tanto distribuisce l’energia a tutto il corpo.

3.Aprire la porta

L’uomo pone un dito all’entrata della vagina e, quando lei chiama, entra con delicatezza con la prima falange, premendo lateralmente in tutte le direzioni. Bisogna immaginare di toccare ogni ora di un orologio con le 12 verso il clitoride e le 6 verso l’ano. Dopodiché l’uomo entra con la seconda falange, premendo ancora tutte le ore, ma questa volta più in profondità. Alla fine entra con tutto il dito e facendo pressione aiuta la vagina a rilassarsi in tutte le direzioni, tralasciando per il momento le 12.

4.Togliere il velo

L’uomo può ora andare sulle ore 12 e cercare il punto G chiedendo feedback alla donna. Inizialmente esercita una pressione delicata, poi la fai aumentare in modo costante per alcuni minuti, quindi iniziare ad alternare una pressione costante sul punto G con delle pulsazioni o vibrazioni per un bel periodo.

5.Il femminile svelato

Dopo aver stimolato a lungo il punto G. l’uomo ritira lentamente il dito e lascia riposare la donna nelle sue sensazioni. Alla fine concludete il massaggio e lo spazio rituale con un saluto.
Come avrete notato, il metodo non è affatto complesso. Ciò che rende questo viaggio più imprevedibile non è infatti l’aspetto tecnico, ma le sensazioni e le emozioni che lo accompagnano. Come per Cristoforo Colombo, la vera sfida non era tenere il timone per orientare la sua nave verso ovest o trovare i venti giusti, ma quella dell’ignoto. Analogamente, anche il nostro viaggio ci porterà a scoprire un nuovo mondo, nuovi territori della nostra sessualità, stupendoci e disorientandoci con sensazioni curiose, emozioni profonde, e una più acuta consapevolezza di sé.

Se questo argomento ti interessa abbiamo scritto un libro a riguardo: “Il punto G – La ricerca iniziatica del piacere sessuale”.


Condividi l'articolo

Articoli correlati