L’uomo e l’orgasmo femminile

L’uomo e l’orgasmo femminile

Come posso portare la donna all'orgasmo?

Gigi: Sono Gigi di Venezia, ho 22 anni e stavo leggendo una delle vostre rubriche riguardo ai disagi sessuali. Ho una compagna da circa un anno. Lei ha un modo solo di raggiungere l’orgasmo, molto difficoltoso, nel senso che richiede tempo e una certa resistenza da parte mia, in quanto è un orgasmo vaginale. Questo fatto mi ha portato a “temere” questa cosa: ho paura di non riuscire più a portarla all’orgasmo e questo a volte mi porta a non riuscire nemmeno ad iniziare, tanta è la poca fiducia che ormai ho di me.

Elmar: Caro Gigi, l’orgasmo di lei è principalmente il suo tema, non il tuo. Quando come uomo ti senti responsabile per l’orgasmo della donna, sei già nei guai, perché t’intrometti in qualcosa che non puoi gestire e nemmeno controllare. Tu puoi stimolarla e amarla, ma poi è lei che si deve abbandonare all’orgasmo e lì non ci puoi fare proprio niente. Anzi, più ti dai da fare, più tensione crei in te e di conseguenza trasmetti questa tensione anche a lei.
Ma spiegami una cosa, non so se ho capito bene: la tua ragazza raggiunge l’orgasmo soltanto attraverso la stimolazione vaginale? Col clitoride no? Quanto tempo ci vuole?

Gigi: Ti ringrazio moltissimo per avermi risposto. L’orgasmo della mia compagna è di tipo interno o vaginale. Il tempo che ci vuole è variabile e dipende molto dal suo stato d’animo, dall’eccitamento e da mille altri fattori. Il fatto è che la mia ansia adesso fa sì che io non veda l’ora che finisca il ‘suo’ turno perché ho paura di non riuscire ad arrivare alla fine. Questo sta provocando molti problemi. Avrei solo bisogno di tornare il ragazzo sicuro che sono sempre stato, perché all’epoca non c’era nemmeno l’ombra del problema.

Elmar: Caro Gigi, vedo due vie d’uscita:

  1. La tua compagna inizia ad accarezzarsi il clitoride mentre fate l’amore, così viene stimolata doppiamente, dentro da te e fuori dalle sue dita
  2. Tu allunghi i tempi dell’atto amoroso. Abbiamo un programma che dura circa 3 – 4 mesi a questo scopo.

Quale opzione ti piace di più?

Gigi: Il problema non è la durata ma la fiducia in me, nelle mie capacità da amatore. Questo è il vero problema poiché di fisico non ho assolutamente nulla.

Elmar: Infatti non sto parlando di ginnastica, ma di un programma per lavorare sulla tua autostima e per riportare in sesto questa dinamica incastrata tra di voi. Te lo ripeto un’altra volta: ti stai accollando un problema che non ti compete e perciò stai minando la tua fiducia che una volta c’era. Tu non puoi (!) fare l’orgasmo per lei. Il suo orgasmo è il suo ed è lei che – se vuole – deve darsi da fare per raggiungerlo, finché lei non inizia a prendersi cura del proprio orgasmo, tu non puoi fare nulla, proprio nulla.
Chiedile cosa può aiutarla per raggiungerlo: carezze prima di penetrarla con la mano o la bocca, accarezzarsi il clitoride durante l’atto con movimenti circolatori, premere con due dita, cambiare angolatura, strofinare il tuo pube contro il suo… Ci sono tanti modi, ma trattandosi del suo orgasmo lo deve decidere lei.

L'orgasmo di mia moglie è più intenso del mio

Riccardo: Io e mia moglie abbiamo letto, un po’ di tempo fa, il vostro libro Tantra. La via dell’estasi sessuale e ne siamo rimasti molto colpiti. Lei ed io facciamo l’amore spesso (2-4 volte alla settimana) e lei viene ogni volta anche se con diverse intensità. Anch’io vengo sempre e riesco a durare quanto voglio (in genere 15 o 20 minuti) ma quasi mai il mio orgasmo è intenso come il suo. Provo un grande piacere a stimolare la sua fantasia e anche la mia in viaggi erotici mentali con altri uomini ma dopo l’orgasmo ne sono quasi geloso. Sento che mi sto perdendo qualcosa. Avete un consiglio da darmi?

Elmar: Caro Riccardo, non c’è nessun consiglio da darti. L’orgasmo della donna è “naturalmente” più intenso e più coinvolgente di quello maschile, invece la donna di norma trova più ostacoli nell’arrivarci; ma la tua è fortunata. Questo è il punto di partenza, ma entrambi, con le pratiche descritte nel libro che hai letto, potete aumentare la profondità dell’orgasmo.

La mia compagna non conosce l’orgasmo vaginale

Adel: Cari Elmar e Michaela, anche se quando facciamo l’amore c’è una buona armonia delle energie, la mia compagna non prova mai l’orgasmo vaginale (non l’ha mai provato in tutta la sua vita, anche con i suoi precedenti partner). Intuisco che la sua non sia un’assenza dettata da un fatto biologico, ma una qualche forma di blocco. Vorrei saperne di più sull’argomento, e sui primi passi da compiere per andarle incontro e poterla aiutare, per quello che mi compete.

Elmar: Caro Adel, più della metà delle donne non prova l’orgasmo vaginale. E’ assai normale. Se l’orgasmo clitorideo non è un problema e lei ci arriva facilmente, avete già una buona base di partenza. Se lei vuole godere di più, trovi una guida esatta all’orgasmo interiore nel nostro libro Il punto G. La ricerca iniziatica del piacere sessuale, che spiega come arrivare a un orgasmo situato nella vagina e non nel clitoride. Se vuole imparare a lasciarsi più andare in generale, si presta un corso come Ardore nel cuore.

Come posso procurare alla mia ragazza un orgasmo vaginale?

Stefano: Da tre anni sto con una ragazza meravigliosa che fra poco sposerò, ci amiamo ma c’è una piccola macchia nella nostra relazione: lei non raggiunge l’orgasmo con la penetrazione. Ci arriviamo soltanto attraverso la stimolazione manuale od orale, che comunque non è niente male lo stesso. Lei ha questo problema non solo con me ma anche con i suoi precedenti ragazzi.
Allora ho pensato che come regalo di nozze vorrei farle provare quanto bello sia raggiungere l’orgasmo anche attraverso la penetrazione. Mi chiedo quindi se a un vostro corso potrei imparare una tecnica per portarla all’orgasmo vaginale.

Elmar: Caro Stefano, se vuoi passare nozze felici, scordati questo regalo.
Ci sono molte donne che non arrivano all’orgasmo senza stimolazione manuale e queste sono la maggioranza, per questioni anatomiche. Per loro la distanza del clitoride dall’ingresso vaginale non permette una stimolazione diretta durante l’atto sessuale. Trovi una descrizione precisa nel nostro libro Tantra. La via dell’estasi sessuale a pagina 128.
Se la tua fidanzata volesse sperimentare altre forme di orgasmo, è benvenuta, però dovrete venire a un corso insieme, perché alla fine dei conti l’orgasmo femminile è suo e non tuo. Non sei tu che glielo procuri, anche se molti uomini sono convinti di “farla venire”, ma è lei che arriva all’orgasmo. Forse ti ho deluso un po’, ma l’ho fatto per risparmiarti un’ulteriore frustrazione con questa cosiddetta “macchia”. Invece la tua ragazza è del tutto naturale.
Se vuoi conoscere una tecnica per aiutarla a provare l’orgasmo nella vagina, le puoi fare il massaggio al punto G, ma sii preparato a delle sorprese: nemmeno questo tipo di piacere corrisponde a ciò che gli uomini si immaginano come orgasmo vaginale.

Stefano: Innanzitutto grazie per la risposta che non credevo così sollecita e poi nessuna delusione anzi, con poche parole mi hai sollevato dalla preoccupazione atavica dell’uomo di dover “dare” piacere alla donna. A parte gli scherzi, noi siamo molto felici anche così, eppure qualche piacere in più non avrebbe certo guastato. Per quanto riguarda il massaggio al punto G, ho parlato con lei e lo faremo presto.


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Anatomia vaginale, eiaculazione e vaginismo

Anatomia vaginale, eiaculazione e vaginismo

Mi interessa la tipologia anatomica femminile che usate nel tantra

Markus: Buongiorno Michaela, vorrei avere delle informazioni sulla “classificazione animale” che il Tantra assegna alle donne. Una mia amica me ne ha parlato e ricordo vagamente una “donna elefante”, ma non altre.
Grazie.

Michaela: Ciao Markus, La classificazione alla quale ti riferisci è quella del kamasutra che divide le donne in relazione alla profondità della vagina in donna-cerbiatta, donna-giumenta e donna-elefante.
Noi preferiamo un’altra caratterologia che proviene dal Quodoushka (il tantra degli sciamani d’America) perché con 9 animali descrive i caratteri sessuali femminili (esiste l’analogo per gli uomini) in modo più diversificato, in un’ottica che tiene anche conto della dinamica del piacere femminile. La trovi nel nostro libro Tantra. La via dell’estasi sessuale, alle pagine 127-132. Buona lettura!

Come affrontare il vaginismo?

Miriam: Come affrontare e superare il problema del vaginismo? Premetto che il partner con cui sto cercando di affrontare il discorso, non è molto presente (viviamo in città diverse) sia fisicamente che psicologicamente. Grazie per le eventuali indicazioni.

Michaela: Cara Miriam, per il vaginismo c’è un programma che ti spieghiamo meglio in una consulenza diretta invece che per e-mail, perché viene adattato alle tue esigenze personali.
La poca presenza del tuo partner combacia perfettamente con la tua chiusura sessuale; perciò potrete intraprendere il percorso di aprirvi insieme: tu impari ad aprirti sessualmente e lui impara ad aprirsi psicologicamente. Nel momento in cui uno di voi inizia ad aprirsi, l’apertura diventa un invito all’altro ad aprirsi a sua volta.

Mi chiedo se sto eiaculando

Chiara: Salve, ho un buon rapporto di coppia sia a livello sentimentale che a livello sessuale. Fino a qualche anno fa non sapevo cosa fosse un orgasmo, pur essendo arrivata alla veneranda età di 33 anni, ma con il mio nuovo compagno credo di aver trovato quella felicità sessuale alla quale ognuno di noi aspira. In coincidenza con questa nuova fase ho iniziato ad avere anche delle abbondanti perdite ogni qual volta sono al massimo del piacere e questo può succedere anche più volte durante il rapporto. Inizialmente mi sono anche preoccupata e vergognata, ho pensato di aver fatto pipì, poi ho realizzato che invece era un fenomeno che accadeva ogni volta che sentivo prima i miei muscoli vaginali contrarsi e poi nel momento che si rilassavano c’era questa enorme fuoriuscita di liquidi. Anche il mio compagno asserisce che queste perdite sono più abbondanti della norma. Che spiegazione potete darmi al riguardo?

Michaela: Ciao Chiara, si chiama “eiaculazione femminile” ed è una cosa normale, ce l’ha circa un terzo delle donne. Nel nostro libro Il punto G. La ricerca iniziatica del piacere sessuale abbiamo dedicato un intero capitolo a questo fenomeno. Spero che ti sia utile.

Chiara: Cara Michaela, grazie per la tua risposta, sino ad ora tutte le donne con le quali avevo parlato di questa eiaculazione femminile, mi avevano detto che era una cosa anomala, tanto che quasi me ne vergognavo. Io ho letto molti libri di Osho, mi entusiasmavano, mi sentivo diversa mentre li leggevo, ma poi chiuso il libro, pur provando a seguire le sue indicazioni per iniziare delle meditazioni non sono mai riuscita ad arrivare a nulla, provando solo una grande delusione. Arrivare a questa consapevolezza di se stessi di cui sia lui che voi parlate mi rimane qualcosa di inarrivabile. Mi sono avvicinata, come un po’ tutti credo, a questa disciplina per ciò che avevo sentito dire sull’amore tantrico. Mi affascina l’idea di perdermi nel fare l’amore con il mio uomo che amo tanto e che so che fa di tutto per darmi la massima felicità durante l’atto sessuale. Però non riesco quasi mai a far rilassare la mente: a far sì che sia lei a seguire il mio corpo e non viceversa; rimane sempre vigile, spettatrice, mentre io vorrei tanto provare con la testa ciò che provo con il mio corpo: lasciarmi andare. Non so se sono riuscita a spiegarmi, so solo che amo il mio uomo e vorrei avere e dare molto di più durante l’atto d’amore. Le nostre unioni mi danno tanto amore e mi mettono tanta allegria dentro, mi sembra che il cuore mi diventi più grande al solo pensare di fare l’amore con lui. Forse sono un po’ folle, o forse è proprio per questa nostra comunione che vorrei andare “oltre”, dove neanche io so.

Michaela: Ciao Chiara, ti posso dire da personale esperienza, che tutto questo è fattibile. Non sono illuminata come Osho, ma chiunque lavori su se stesso può arrivare all’estasi.
Questo cammino non dipende solo dalla buona volontà, è anche una questione di pratica e di continuità nella pratica. Non a caso il nostro training che ha questo obiettivo, di arrivare a uno stato di coscienza sottile accompagnato da una mente libera, dura 52 giorni, come puoi leggere nel programma.
Ma se intanto vuoi iniziare, puoi metterti un grande asciugamano sul letto e la prossima volta che fate l’amore provare a lasciarti completamente andare. Successivamente annusa il liquido. Scommetto che non sa di urina.

Quando faccio l’amore ho delle perdite

Lorella: Ho 23 anni e da 2 anni sono in una relazione con il mio compagno, ma non sono sicura di aver mai raggiunto un orgasmo. Quando facciamo l’amore a volte ho delle perdite, ma pur amandolo non provo quel piacere immenso; mentre quando durante la masturbazione mi tocco il clitoride sento un brivido che parte dall’interno coscia fino alla vagina, mi si contraggono tutti i muscoli delle pelvi e il clitoride diventa sensibilissimo ma non ho nessuna perdita! Ho sentito dire che quando si raggiunge un orgasmo si possono avere delle perdite, perciò desidero sapere qualcosa di più particolare sull’orgasmo femminile e su come si manifesta!

Michaela: Cara Lorella, se chiami perdita la fuoriuscita di un liquido trasparente con un odore diverso dal lubrificante vaginale, è tutto a posto.
Sembra che durante l’atto sessuale con il tuo ragazzo venga stimolato il tuo punto G che provoca questa “perdita”, mentre non viene stimolato durante la masturbazione, e allora non esce nessun liquido. Toccandoti il clitoride arrivi all’orgasmo, ma senza “perdita”, perché il liquido viene prodotto da una ghiandola parauretrale che si tocca soltanto insieme al punto G. Sono due eventi diversi e la gran parte delle donne le vive così. E’ tutto normale.
Se ti piace sperimentare con i tuoi orgasmi puoi fare due esperimenti:

  1. Mentre ti masturbi sul clitoride, prova a toccare anche il punto G con la mano libera, oppure con un vibratore se non lo raggiungi con le dita.
  2. Mentre fai l’amore e senti che il pene del tuo ragazzo stimola il punto G, toccarti il clitoride con la mano. In questo modo puoi arrivare a una combinazione delle due sensazioni e probabilmente avrai una “perdita” e il tipo di orgasmo che conosci.

Buon divertimento!
PS: Nel nostro libro Il punto G. La ricerca iniziatica del piacere sessuale trovi una descrizione dettagliata dell’orgasmo femminile.


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Masturbazione maschile e femminile

Masturbazione maschile e femminile

Con le 4 chiavi la masturbazione è diventata un vero piacere. Come continuare?

Markus: Ciao, ho 22 anni, sono più di due anni che soffro di eiaculazione precoce. Tutto iniziò quando in un brutto periodo provavo a fare l’amore e mi accorgevo che “non mi si alzava”. Allora mi sforzavo a tal punto per farlo funzionare che da allora soffro di eiaculazione precoce. L’ultima storia è finita per questo motivo.
Allora ho iniziato a leggere il vostro libro Tantra. La via dell’estasi sessuale e mi ha aperto un nuovo orizzonte stupendo. Finalmente un libro che non mi dice di controllarmi e di spremere il muscolo “pubo-coccigeo” fino a farlo esplodere (che stress). Ho iniziato a mettere in pratica quello che ho letto sul libro: il movimento del bacino, gli esercizi per sciogliere il bacino e le 4 chiavi del piacere. Il tutto solo durante la masturbazione e vi dico che “è stata più bella la sensazione provata con la nuova masturbazione” che con il sesso fatto con una ragazza fino ad ora. Sono 3 settimane che non ho una ragazza e in questo periodo sto cercando di scoprire tutte le raffinatezze della mia sessualità. Ora che non mi devo preoccupare di qualcuno finalmente mi piace masturbarmi e non lo faccio solo per sfogo, ma per il piacere di sentire quel nuovo brivido di energia che mi sale dai genitali fino alla punta dei capelli.
Vorrei sapere una cosa: secondo voi ora che sto provando queste nuove sensazioni, dovrei provare con una ragazza, oppure continuo fino a quando mi sento completamente sicuro? La voglia di provare con una ragazza c’è, ma la paura di fare una brutta figura permane. Che cosa mi consigliate?

Elmar: Caro Markus, complimenti! Hai risolto un bel po’ di problemi mettendo in pratica ciò che hai capito dai libri.
Se aspetti finché ti senti completamente sicuro, può darsi che dovrai aspettare il giudizio universale; di fronte alla donna è abbastanza naturale diventare un po’ insicuri, fa parte del gioco amoroso. Un’alternativa migliore è comunicare alla donna molto apertamente la tua insicurezza. Vedrai che il mondo non cadrà, perché anche le donne spesso nel sesso si sentono un po’ insicure e comprendono bene come si sente l’uomo. Quell’ idea di avere tutto sotto controllo è un mito maschile che rende la vita molto complicata agli uomini, specialmente nella sessualità che, per la sua intensità emotiva ed energetica, è il momento dove è più consigliato lasciarsi andare. Una volta che hai espresso la tua insicurezza alla donna, non puoi più fare “brutta figura” e ti togli un’ansia inutile. Successivamente puoi introdurre nell’atto amoroso tutte le chiavi che hanno funzionato bene nella masturbazione.

Esistono diversi modi di masturbarsi per provare più piacere?

Adam: Ciao, ho 19 anni e dopo aver letto il vostro sito, vi vorrei chiedere un consiglio. Io e la mia ragazza abbiamo deciso di aspettare ancora prima di fare sesso, però spesso ci masturbiamo a vicenda. Ecco la mia domanda: esistono tecniche o modi di masturbarsi per provare più piacere?

Elmar: Sì Adam, esistono. Un modo molto bello per masturbarsi si chiama “orgasmo del cuore”, perché convoglia tutta l’energia sessuale al cuore per alimentare l’amore. Lo trovi nel nostro libro Tantra. La via dell’estasi sessuale a pagina 237.
Molte altre indicazioni riferite all’atto sessuale, come il respiro, la mobilità nel bacino, la focalizzazione sulle sensazioni, ecc. li potrai tradurre facilmente anche nel vostro modo di eccitarvi. Vanno benissimo per aumentare il piacere anche durante la masturbazione. Buon divertimento!


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Quando la donna non raggiunge l’orgasmo

Quando la donna non raggiunge l’orgasmo

Non riesco a raggiungere l'orgasmo vaginale. Sbaglio qualcosa?

Anna: So che esistono due orgasmi femminili: l’orgasmo clitorideo e quello vaginale. Io raggiungo quello clitorideo sia con il sesso orale che con l’auto-stimolazione durante il rapporto, ma non ho mai raggiunto l’orgasmo vaginale, sbaglio in qualche cosa?

Michaela: Cara Anna, non sbagli niente. La maggior parte delle donne arriva all’orgasmo come lo fai tu. L’orgasmo vaginale dipende per una buona parte anche dall’anatomia. Trovi informazioni dettagliate nel nostro libro Tantra. La via dell’estasi sessuale nei capitoli a pagina 128 e 174. Se questo non ti bastasse, mi puoi chiamare per telefono.

Ho 39 anni e non ho mai avuto orgasmi

Cecilia: Ho 39 anni e in 25 anni di attività sessuale (in cui 11 di matrimonio) non ho mai avuto orgasmi. Ho una forte eccitazione cerebrale, desiderio di trasgressione, mi piace certo avere rapporti sessuali ma non ho mai conosciuto l’orgasmo. Mi domando se il tantra mi può aiutare a raggiungere questo mio grande desiderio. Inoltre devo confessare che sono afflitta dalla bulimia. Mio marito dice che questa grande fame interiore che ho, la tramuto in fame bulimica e in fame di sesso, però questo buco non trova mai fondo. Potrò mai trovare una maniera per disgregare questo problema? Io da dieci anni mi sono data alla meditazione, al rebirthing, alla dinamica mentale e devo dire che sono molto migliorata rispetto a prima, ma ancora sono lontana dai miei obiettivi prefissati. Potete aiutarmi? Io farei i corsi di tantra con mio marito, tanto per cominciare il Weekend d’assaggio. Mio marito è d’accordo di farlo con me.

Elmar: Cara Cecilia, si, un corso ti può aiutare. Non è una garanzia per raggiungere il tuo obiettivo, ma ti può insegnare nuovi approcci alla tua sessualità che ti porteranno a quella porta che tanto desideri vedersi aprire. Se poi tuo marito ti accompagna in questa scoperta, meglio ancora. Quando ci vediamo al corso, ricordami il tuo desiderio, così vi darò degli esercizi disegnati a misura per la vostra situazione. Intanto puoi fare già una cosa: osservare se in momenti d’intensa eccitazione noti qualche contrazione involontaria dei muscoli vaginali o del perineo. Mi raccomando, non focalizzare troppo la tua mente su questo fenomeno per non perderti il piacere del momento, un’attenzione sfiorante è sufficiente. Auguri!

Posso venire a un corso di tantra se non ho mai provato l'orgasmo?

Claudia: Sono interessata ai vostri corsi, ma ho un problema per cui non so se sono idonea alla partecipazione: non ho mai provato un orgasmo. Pensate che eventualmente i corsi possano aiutarmi a risolvere questo problema?

Michaela: Cara Claudia, come ti ha già detto la nostra segretaria per telefono, puoi tranquillamente venire ad un corso. Come ci dicono le statistiche sessuologiche le difficoltà ad arrivare all’orgasmo sono molto diffuse e più frequenti di quanto si pensi.
Se vuoi iniziare subito a fare più luce sul problema, possiamo iniziare già via e-mail. Ti pongo alcune domande per poterti dare delle indicazioni più mirate:

  • Quanti anni hai? Vivi attualmente in una relazione stabile? Se si, da quanto tempo?
  • Ti sei già consigliato con qualcuno come p.e. ginecologo, psicologo…..sulla tua difficoltà? Se si, cosa hanno detto?
  • Quando dici di non aver mai provato un orgasmo, questo vale solo per il rapporto sessuale o anche per la masturbazione?

Claudia: Cara Michaela, ti illustro brevemente la mia situazione. Ho 37 anni e al momento non ho alcuna relazione di coppia. In passato sono stata “fidanzata” un certo numero di volte, ma nessuna storia ha mai superato l’anno e mezzo di durata. In ogni caso in nessuna relazione la mia mancanza di orgasmo è stata vissuta in maniera negativa, né io l’ho mai considerata un problema.
Questa mancanza è presente anche nel caso della masturbazione. Da qualche anno ho deciso di provare a vedere se era possibile cambiare la situazione. Ho fatto analisi a mediazione corporea per circa un anno e mezzo. Attualmente faccio analisi Gestalt con un omeopata. Ovviamente, tra le altre cose, gli ho esposto anche la carenza d’orgasmo, che è tra “quelli in scaletta” da risolvere. Ho però pensato che nel frattempo potevo provare a seguire anche un’altra strada, ed è per questo che vi ho contattato. Pensate che eventualmente i vostri corsi possano aiutarmi a risolvere questo problema? Sono interessata. Un abbraccio.

Michaela: Cara Claudia, se hai già lavorato tanto su di te, direi di saltare il Weekend d’assaggio
e di venire direttamente ad uno dei primi corsi del training di Tantra. In Ardore nel cuore e in Comprendersi nel corpo lavoriamo molto sulla capacità di lasciarsi andare abbandonandosi alla saggezza del proprio corpo. In Intimità e carattere sull’andare oltre le proprie barriere nelle relazioni intime, in modo che diventino anche più durature nel tempo. Mi pare che questi siano i corsi più indicati per te. Ti darò poi anche degli esercizi da fare a casa per aumentare la probabilità di arrivare all’orgasmo. Per altre informazioni chiamaci pure per telefono.

Non ce la faccio a raggiungere l'apice con mio marito

Petra: A 19 anni ho conosciuto l’amore e l’orgasmo nel rapporto sessuale. Dopo questa prima esperienza durata due anni non sono più riuscita ad avere l’orgasmo con la penetrazione, ma solo con la masturbazione, da sola o in coppia. Ora ho 44 anni e dopo un divorzio ho ritrovato l’amore. Quello che mi manca è questa capacità di godere con il mio compagno durante la penetrazione, vorrei tanto che accadesse di nuovo dopo 20 anni, so che è possibile perché lo ho già provato, e ne sarei felice non solo per me ma per lui, per noi. Lui crede di non essere in grado di darmi piacere, ma io so che il problema è nella mia testa, perché dopo la mia prima esperienza sessuale ho sempre avuto questo problema.
Vorrei sapere se la conoscenza e la pratica tantrica possono aiutarmi. Vorrei iniziare un cammino con il mio compagno, quale tipo di corso mi consigliate?
Vorrei iniziare un cammino con il mio compagno, quale tipo di corso mi consigliate?

Michaela: Cara Petra, si, la pratica tantrica ti può aiutare. Se ti riconosci nella tipologia anatomica a pagina 132 del nostro libro Tantra. La via dell’estasi sessuale, puoi vedere se per un motivo anatomico il tuo clitoride durante l’atto sessuale non venisse stimolato. In tal caso oltre al pene ci vuole una stimolazione in più, per esempio con il dito, come lo fa la gran parte delle donne. Se invece è più una questione di abbandonarti al piacere, allora puoi sperimentare con le quattro chiavi descritte nel capitolo 2. Per iniziare a lavorare consapevolmente sulla tua questione si prestano i corsi Ardore nel cuore e Comprendersi nel corpo.
Una mia domanda a te: cosa era diverso tra il primo amore a 19 anni e quelli successivi?

Petra: Molte sono le diversità e molte anche le somiglianze ma io credo che il problema sia: “cosa c’è in me di diverso?” In quel primo amore io mi sono abbandonata completamente e mi sono data anima e corpo a quell’uomo. Nelle relazioni successive non sono più riuscita a farlo e penso che il mio problema sia il non riuscire più ad abbandonarmi, a rilassarmi, a fidarmi, a consegnarmi completamente all’altro. Eppure non sono mai riuscita neanche ad usare l’altro per il mio piacere. Mi sento bloccata, osservata, il mio cervello non smette mai di pensare quando faccio l’amore. Il mio orgasmo poi non è solo clitorideo. Quando arrivo all’orgasmo, esso parte dal profondo della vagina e si irradia intensamente fino al clitoride. Lo aumento e ne prolungo il piacere contraendo i muscoli vaginali e stimolandomi il clitoride, mentre il mio partner mi tocca la vagina e l’ano con le mani oppure con la lingua. Quindi non ho problemi di orgasmo vaginale, né problemi anatomici. Il mio dilemma è: “Perché non riesco a ottenere lo stesso piacere durante la penetrazione?” Ho provato, durante il coito, a stimolarmi il clitoride. Mi sono detta: se può riuscire un dito o un oggetto qualsiasi perché non il pene dell’uomo che amo? Eppure sono 3 anni che stiamo insieme e non è mai successo. Il mio partner è molto scoraggiato perché è convinto sia colpa sua e non riesco a fargli cambiare idea. Questo problema sta minando il nostro rapporto. Pensi che dovremmo accettare questo mio tipo di sessualità o pensi sia giusto insistere per un cambiamento? Ti ringrazio tanto.

Michaela: Cara Petra, non ti conosco di persona e perciò è difficile fare uno screening accurato, ma dalle informazioni dettagliate che mi hai dato nell’ultima mail, ho l’impressione che il tutto non sia un problema sessuale, ma un problema di abbandonarsi emotivamente nella coppia che si manifesta nella sessualità, perché diventa il momento dove oltre a essere eccitati sessualmente siete anche più intimi. Se raggiungi degli orgasmi soddisfacenti in tutti i modi tranne con il pene dell’uomo, allora non è una questione di stimolazione, ma è l’abbandonarsi in presenza dell’uomo che manca.
La chiave per uscirne non è di abbandonarsi totalmente all’uomo come hai fatto a 19 anni, oggi come donna matura si tratta più di abbandonarti a te stessa mentre sei in rapporto con l’uomo, il che è diverso. Nel tuo caso ritengo l’orgasmo soltanto l’espressione fisiologica bloccata in seguito ad un blocco energetico a monte, cioè l’abbandonarti alla vibrazione intima che potrebbe scuotere la tua anima e la tua mente. Sul piano relazionale lo stesso blocco si manifesta nell’attaccamento a quel giovane amore un po’ idealizzato che t’impedisce di vivere le stesse sensazioni con il tuo uomo di oggi.
Prova a completare le seguenti frasi velocemente senza riflettere prima scrivendo la prima cosa che ti viene in mente:

  • Gli uomini sono…
  • Le donne sono…
  • Il vero amore è…
  • Un vero uomo è…
  • La monogamia è…

Petra: Grazie per la tua risposta, mi ha fatto riflettere su alcune cose. Ti mando le frasi completate:

  • Gli uomini sono insensibili.
  • Le donne sono sole.
  • Il vero amore non esiste.
  • Un vero uomo ama incondizionatamente.
  • La monogamia è amore e rispetto.

Michaela: Mi sembra proprio che il problema origini nella tua testa: con queste convinzioni è difficile lasciarsi andare. Con l’idea in testa di “rimanere sola” e “senza amore” accanto ad un “uomo insensibile” è difficile abbandonarsi completamente, non ti pare? Non mi stupisce che stai con un uomo che si sente in colpa, questo conferma le tue convinzioni completando così il quadro.
Ora mi è anche chiaro perché ti puoi abbandonare benissimo all’orgasmo quando sei da “sola” o comunque non penetrata, ma non quando sei con lui. Se tu ti dovessi lasciare completamente a quell’onda orgasmica che toccherebbe il tuo cuore, quando sei con lui, necessariamente inizieresti ad amarlo. Ma siccome nella percezione della tua realtà soggettiva “l’amore non esiste”, devi tenere a bada il culmine del piacere sessuale che altrimenti potrebbe spazzare via tutte le certezze che hai nella testa. Insomma: una bella fregatura! Quando verrai al corso, lavoreremo prima su queste dinamiche mentali e poi sull’abbandono completo.
Nel frattempo, vuoi fare una cosa paradossale? Fai l’amore con lui e ti masturbi con la mano mentre lo fai, e quando l’eccitazione è alta, ti immagini nella fantasia di essere da sola e di avere un vibratore dentro di te. Provalo e poi ci sentiamo.

Petra: Ci ho provato tante volte, ma non ci riesco. Quando faccio l’amore con lui ho sempre l’orgasmo mentre lui mi masturba l’interno della vagina ed io il clitoride, ma con il pene non ce la faccio. Voglio venire presto al corso, il mio partner mi sta facendo la guerra per questa cosa.

Michaela: Cara Petra, se mi dici che “non ce la fai”, questo diventa il punto dove iniziare il lavoro. Come esattamente fai a non riuscirci? Ti invito di raccogliere del materiale tra oggi e il corso osservando attentamente cosa fai, pensi, senti quando “non ce la fai”. Osserva quel momento accuratamente secondo per secondo: le sensazioni corporee nei genitali, le sensazioni corporee in altre parti del corpo, la qualità del respiro (profondo, superficiale, trattenuto, sospiri…). Osserva i vari pensieri che ti passano per la testa, i sentimenti che provi per te, i sentimenti che provi per lui.
Annota tutti gli elementi che riesci a individuare nel tuo diario. Così al corso non devi partire con l’analisi, ma possiamo arrivare subito al sodo. Buone osservazioni!

Non so nemmeno cosa mi piace quando faccio l’amore

Suki: Ciao Michaela, mi chiamo Suki e sto leggendo il vostro libro Tantra per due. Mi sono pienamente riconosciuta nell’esempio riportato a pagina 149 “Quando lei non viene”, e vorrei chiederti un chiarimento o un’indicazione su come proseguire. Esattamente io mi trovo in questa condizione:

1° Chakra
mentale: il sesso è vergognoso e sporco
strategia: blocco il mio corpo, rigidità e insensibilità
emozione: paura delle energie forti, insicurezza, paura di perdere il controllo
2° Chakra
mentale: sesso si, ma solo con affetto
strategia: molte coccole per non eccitarsi e fare l’amore come compito
emozione: vergogna, timore degli aspetti erotici
3° Chakra
mentale: le donne dipendono dall’uomo per il piacere
strategia: vittima
emozione: paura di essere attiva
4° Chakra
mentale: non mi merito il piacere, il piacere non fa per me
strategia: agency, l’importante e’ il benessere del partner
emozione: tristezza e finta allegria

L’aspetto che considero più grave è che non ho realmente idea di cosa mi faccia piacere e quindi anche passando a una fase più attiva con il mio partner non so cosa chiedergli. Se lascio fare a lui, dopo un po’ fingo piacere per velocizzare i preliminari e finire con la penetrazione così almeno lui è soddisfatto. Ho provato a rimanere consapevole in quei momenti e mi attraversano pensieri del tipo: ” lui sta perdendo tempo, lui non sta veramente provando piacere nel toccarmi, quello che lui vuole è solo la penetrazione, lui lo fa per me, io non arriverò mai.”
Ho anche provato a masturbarmi, da sola. Ho provato un po’ più di eccitazione solo concentrandomi su fantasie in cui subivo violenza e procurandomi del dolore stringendomi i capezzoli, però ho sentito che continuare questo tipo di pratica non mi faceva bene e ho smesso. Raramente sento come il desiderio di abbandonarmi a un piacere voluttuoso, ma poi non so cosa fare e in genere è il mio partner che prende l’iniziativa e che sente più spesso il desiderio di fare sesso. Per rimanere più in contatto con le mie sensazioni gli ho detto recentemente anche dei no, ma questo ha rafforzato il suo essere agent nei miei confronti e preoccuparsi ancora di più per il mio benessere.
Vorrei sperimentare delle tecniche di respirazione per innalzare la probabilità di un mio orgasmo e vorrei anche chiederti come posso esprimermi liberamente a livello corporeo in presenza del mio partner, visto che non so da che parte cominciare. Un caro abbraccio.

Michaela: Ciao cara Suki, grazie della lettera sincera e precisa. Sincerità e precisione sono già due “ingredienti” fondamentali per proseguire nella tua ricerca.
Leggo che hai molta voglia di provare cose nuove e che ne hai già provato alcune di tua iniziativa.
Come hai intuito nella lettura del libro il respiro è una cosa essenziale per innalzare il piacere e ti consiglio vivamente di dedicarti alla sua scoperta. Prova a diventare sempre più consapevole del tuo respiro, cioè osservare come entra l’aria, come si alza il petto o la pancia (dipende con quale parte sei abituata a respirare). Successivamente fallo anche durante l’atto amoroso: come cambia il ritmo, dalle prime carezze fino ai momenti più caldi? Lo trattieni o lo lasci fluire liberamente? Ti permetti di sospirare, di ansimare, di respirare forte, di respirare con passione? Anche l’esercizio di comunicazione con tuo marito può essere un valido sostegno in un rapporto, quando comincia a cambiare o rinnovarsi. In questo, uno parla per 5 -10 minuti della propria sessualità (come la vive, cosa vuole intraprendere, come si sente…) e l’altro ascolta soltanto. Lo trovi nel libro Tantra – La via dell’estasi sessuale a pagina 92.
Nella tua lettera ci sono alcuni temi che si intrecciano. Non vorrei mettere troppa carne al fuoco per ora, ma proseguire gradualmente. Come primo passo prova con i due esercizi che ti ho detto prima, poi potrai dare un occhio sul tema dell’agency: quante cose fai per far star bene tuo marito? Fra due mesi, a settembre abbiamo un corso specifico su questo tema, Comprendersi nel corpo, dove potremmo fare il secondo passo. Lì possiamo anche dare degli esercizi personalizzati per la vostra coppia.

Suki: Grazie, proverò a conoscere meglio il mio respiro. Con il dialogo, dove uno ascolta l’altro, abbiamo già iniziato. Verremo sicuramente a settembre.


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Mantenere l’erezione

Mantenere l’erezione

Vivo il rapporto con stress e non mantengo l'erezione

Alberto: Ho 42 anni e sono sposato da 20. Da circa 6 mesi durante la penetrazione non riesco a mantenere una normale erezione. Se mi masturbo non ho nessun problema di erezione e di mantenimento. Non riesco a capire cosa mi succede. Vivo il rapporto con un fortissimo stress. Non penso che sia un problema fisico e se mi potete dare qualche consiglio ve ne sarei grato. E’ possibile fare un corso individualmente? Quale mi consigliate?

Elmar: Caro Alberto, se la difficoltà dell’erezione si presenta soltanto quando fai l’amore e non durante la masturbazione, non è dovuta a una disfunzione fisica o organica, altrimenti ci sarebbe sempre. Per fare un po’ più luce sulla faccenda ti chiedo queste domande:

  • Quale è lo stress che vivi nel rapporto?
  • Cosa pensi durante l’atto sessuale? Cosa provi emotivamente?
  • Ti preoccupi e se sì, di che cosa?
  • Cosa è successo 6 mesi fa? E’ cambiato qualcosa nella vostra relazione?
  • Come lo vive tua moglie? Cosa dice lei?

Alberto: Nel ringraziarvi vedo di rispondere alle domande:
Lo stress che vivo nel rapporto è quello di non poter mantenere un’erezione durante l’atto.
Questo pensiero m’ irrigidisce e provo un grande senso di inadeguatezza.
Mi preoccupo dell’incapacità mia e dell’insoddisfazione o delusione che posso arrecare al partner. Arriviamo al dunque, 6 mesi fa è entrata un’altra donna nella mia vita in seguito ad una crisi con mia moglie. Con lei ho lo stesso problema anche se mi eccita di più e la frustrazione è maggiore. Con mia moglie non avevo tanti rapporti sessuali e questa situazione, lei, la vive come un distacco da parte mia.

Elmar: Caro Alberto, è sempre difficile uno screening via e-mail ma considerando le tue parole direi che la disfunzione erettile è la punta dell’iceberg di un processo che è già iniziato molto prima: cioè: la crisi con tua moglie, le seconda donna, l’immagine di te di non essere adeguato ecc. A proposito: tua moglie è al corrente? Se tieni la seconda relazione segreta, questo crea un’ulteriore pressione mentale che in questo caso è deleteria per l’erezione.
Tutto il problema mi pare in prima linea una difficoltà di abbandonarsi al piacere in due, di essere intimo, di mantenere una relazione intensa e che soltanto di riflesso si riversa sul piano sessuale. Penso che in questo caso bisogna lasciare l’e-mail e passare ad una consulenza personale.

Alberto: Grazie per la risposta. Mia moglie non è al corrente della relazione con l’altra donna. Comunque rifletterò sul coinvolgerla a fare una consulenza insieme, ti farò sapere. Ma indipendentemente da mia moglie vorrei arrivare a vivere una sessualità serena senza stress e condizionamenti.

Elmar: Beh, in questo caso potresti intanto iniziare con una parte del problema, cioè quello della disfunzione erettile nel senso stretto. Trovi un capitolo dedicato a questo tema nel nostro libro Tantra per due a pagina 157. Prova insieme alla tua compagna a seguire le indicazioni quando fate l’amore e poi dimmi com’ è andato. Buone sperimentazioni

Alberto: Grazie per il consiglio, acquisterò immediatamente il testo. Domani parto per un lungo viaggio di lavoro e quando tornerò proverò a seguire le indicazioni e ti terrò informato.

Dopo un grande desiderio iniziale l'erezione diminuisce

Nicola: Durante i rapporti sessuali, mi succede di avere un grande desiderio iniziale e di conseguenza un’ottima erezione del pene, ma questa situazione non dura a lungo, quasi mi passa l’eccitazione mentale e di conseguenza anche l’erezione del pene diminuisce. Pensi che possa migliorare questa situazione e migliorare l’erezione? Ciao e grazie in anticipo

Elmar: Caro Nicola, prima di tutto dobbiamo chiarire se la tua disfunzione erettile (o impotenza, come si dice) è dovuta a fattori organici o non. Nel primo caso devi fare una terapia medica, nel secondo caso ti posso consigliare io.
Il prossimo passo perciò è di vedere un andrologo o urologo e fare i test relativi al tuo disturbo.

Nicola: Mi dispiace, sono stato dal medico con la diagnosi che la perdita di erezione è dovuta a una fuga venosa. Inizierò la terapia con lui, farà un piccolo intervento. Ti ringrazio lo stesso.

Desideriamo un figlio, ma mio marito fa cilecca

Robie: Mio marito ed io, sposati da circa due anni, desideriamo avere un figlio e, forse, proprio perché lo desideriamo così intensamente (e lo consideriamo come l’espressione più profonda del nostro intenso amore), quando siamo insieme, spesso mio marito fa “cilecca” (cosa mai avvenuta prima). Cosa possiamo fare? Io gli ho detto che dobbiamo cercare di essere più rilassati e non pensare allo scopo di fare un figlio, ma non è così facile. Per favore, suggeritemi qualcosa.

Elmar: Cara Robie, puoi trovare qualche indicazione utile nel nostro libro Tantra per due e faccio alcune domande a tuo marito per riflettere:

  • Vuoi anche tu ardentemente un figlio o è più il desiderio di tua moglie?
  • Questo obiettivo gli crea una certa pressione o tensione mentale?
  • Potete fare un figlio tranquillamente con la penetrazione morbida?
  • L’erezione è il vero problema?

Tutto sommato però il vostro dilemma mi sembra difficilmente risolvibile via e-mail, ma che abbia bisogno di una consulenza personale, per esempio con uno psicoterapeuta di vostra fiducia.

Robie: Mio marito ha fatto le analisi dall’urologo e sono tutte negative. Ho letto il vostro libro e ho avuto l’impressione che dobbiamo affrontare certe questioni di fondo del nostro matrimonio. Ci sentiamo presto.


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L’orgasmo femminile

L’orgasmo femminile

E' possibile che una donna pianga quando viene all’orgasmo? Vorrei capire!

Blu: La mia ragazza, con la quale sto da 3 anni, ha una “reazione” molto particolare in un momento altrettanto “speciale”; piange quando raggiunge l’orgasmo. Si mette letteralmente a piangere, un pianto breve ma intenso.
Più volte ho cercato di avere una risposta ma nemmeno lei è in grado di darmene una; dice semplicemente che non sa il motivo di questa sua reazione. Nessuno è riuscito ancora a darci una risposta. All’inizio temevo che fosse generato dal dolore, ma così non è; in quei momenti (sue parole) si trova all’estremo del piacere, il ché si vede e si sente, ma quando raggiunge il “culmine” scoppia a piangere.
Vorrei capire, se per vergogna o per timore si trattiene al punto tale, per poi scoppiare in lacrime. Ma lei dice di no. La mia reazione? Per ora accetto che sia così, con la speranza che la mia ragazza in un momento cosi bello possa reagire in un modo meno “strano” (concedetemi l’uso di questo termine). Vorrei semplicemente capire.

Elmar: Caro Blu, come la tua ragazza ci sono alcune donne (forse 1 su 15 – 20) che al momento dell’orgasmo scoppiano in lacrime.
Non c’è una risposta al tuo voler capire, perché già la domanda che associa il pianto al dolore, è sbagliata. Lei semplicemente piange, e va bene così. Non è né un pianto di vergogna, né di tristezze, come lei ti sta confermando; semmai si avvicina al pianto di gioia, benché non sia nemmeno esattamente questo. Potresti chiamarlo il “pianto dell’orgasmo”, il “pianto del piacere”, il “pianto della massima gioia”, oppure una “eiaculazione dagli occhi” (scusami il termine umoristico).
1. E’ tutto a posto. Per l’uomo può essere difficile da capire, ma per le donne l’orgasmo è più emozionale, e il pianto è una delle sue possibili manifestazioni. Altre donne scoppiano in una risata, altre sono pervase da ondate di forza, da lampi d’intuizioni, da sentimenti teneri. Tutte queste emozioni si equivalgono e il pianto è tanto autentico quanto e come qualsiasi altra.
2. Lasciala piangere, non associarlo a dolore…, rimani con il tuo piacere, lasciati toccare dai suoi sentimenti e ispirale in un abbraccio; un abbraccio forte, dolce, passionale, tenero o come ti pare. Se lei si lascia andare in modo spontaneo, lo puoi fare anche tu. Come maschio troverai altre forme, di abbandonarti al sommo piacere, come gemiti, urla, movimenti forti, espansioni energetiche… Ti puoi fidare del tuo corpo: ciò che viene spontaneamente, va benissimo.

Il mio orgasmo non mi piace

Carola: Sto leggendo il vostro interessante libro Tantra – La via dell’estasi sessuale. Mi piacerebbe sapere se farete dei corsi nella mia città. Vorrei inoltre chiedervi un consiglio su un mio problema. Raggiungo l’orgasmo solo accavallando le cosce e stringendo ripetutamente i muscoli delle gambe. Solo in questo modo, non ce n’è un altro. Riuscire a venire in questa modalità, non mi permette di riportarla nel rapporto di coppia. Può un esercizio tantrico, come per esempio il mula banda, risolvermi il problema?

Michaela: Ci sono diversi modi per raggiungere l’orgasmo. Da come lo descrivi hai trovato un modo che funziona per te e poi hai usato sempre questo solo modo, dal quale si è formata un’abitudine. Siccome il tuo modo che funziona è basato su una contrazione muscolare, in questo caso stringere le gambe ripetutamente, dubito che un esercizio basato sullo stringere il muscolo pubi-coccigeo possa risolverti il problema.
Prima di darti una risposta ho bisogno di qualche informazione in più:

  • Hai una relazione fissa? Se si, il tuo partner è disponibile a sperimentare con te?
  • Come mai lo stringere le gambe durante il rapporto sessuale è un problema?
  • Quali posizioni avete provato finora?
  • Come vivi la masturbazione: più rilassata o più tesa dell’atto sessuale?

Carola: Ho una relazione da circa un anno e mezzo, e penso che il mio partner sarebbe disposto a sperimentare. Non è che debba poi tanto accavallare le gambe, ma devo stringerle ripetutamente più volte ed in modo abbastanza energico. Abbiamo sperimentato posizioni diverse, ed in una nella quale io sono sdraiata sul fianco e lui è dietro di me sono anche riuscita ad incrociare le gambe come faccio di solito. Per ora niente.
Provare l’orgasmo da sola, per me, non è una masturbazione; è uno sfogo nervoso, mi scarico semplicemente, allento la tensione, lo facevo anche a scuola durante le interrogazioni. Anche stringendo le gambe durante il rapporto, ad ogni modo, sarei più io che provoco l’orgasmo anziché il mio compagno…..Non mi sento completa.

Michaela: Dalla tua descrizione mi sembra meno una questione di trovare “la tecnica giusta”, ma un tema molto più intimo ed emozionale che si sta cristallizzando intorno all’orgasmo: lasciarti andare fidandoti del tuo corpo, abbandonarti al tuo piacere. Direi che prima o poi dovrai intraprendere un percorso di crescita per risolverlo con noi o con un sessuologo. Perché lasciandoti andare di più incontrerai tutta una serie dei emozioni, fra le quali alcune non saranno piacevoli.
Il fatto che lamenti “sono più io a provocare l’orgasmo anziché mio compagno…. Non mi sento completa.” è assai diffuso tra le donne, anzi, è la normalità. Più della metà delle donne devono aggiungere un gesto attivo (masturbarsi il clitoride, fare certi movimenti, stringere le gambe, …….) per raggiungere l’orgasmo durante l’atto sessuale. La versione che “lui me lo procura” sembra essere più un mito che la realtà. L’arte sta nel rimanere ricettiva, aperta e rilassata anche quando divento attiva per arrivare al picco del piacere, senza entrare in tensioni rigide. Questa arte si può imparare, purtroppo non via e-mail.
Se prima di venire a un corso di tantra vuoi già fare qualcosa e preparare il terreno, puoi provare per un periodo di alcune settimane la rotazione del bacino (vedi nel libro Tantra p. 57) insieme a un respiro profondo nella pancia mentre fai l’amore. Durante questa rotazione è importante rilassare completamente la pancia nell’inspirazione e di lasciare emergere un suono spontaneo durante l’espirazione aaaahhhh… o ooooh, o come viene a te. Queste tre chiavi (respiro, suono e rotazione) ti aiuteranno a aumentare la carica energetica nel bacino, a sentirti di più nella zona pelvica, e a sentirti eccitata e rilassata in tutta la parte bassa del corpo. Le tensioni col tempo dovrebbero trasformarsi in una carica più piacevole, un qualcosa di nuovo. Se sorgono emozioni o tensioni o sentimenti teneri, non cacciarli via, ma da loro il benvenuto, accogli qualsiasi cosa scopri dentro di te, apriti a te stessa, anche in momenti difficili.
Durante l’atto sessuale continua in questo modo per un periodo che consideri piacevole, per arrivare poi all’orgasmo puoi sempre stringere le gambe o accarezzarti il clitoride o fare tutto ciò che ti aiuta a scaricare la carica. Informa il tuo compagno e digli di continuare nell’atto amoroso anche se tu improvvisamente ti mettessi a piangere, a picchiare il cuscino, a lasciarti andare o a fare altre cose che non hai mai fatto prima.

Non mi sono mai posta il problema dell’orgasmo, ma ora ho mille dubbi

Pamela: Adoro fare l’amore con il mio fidanzato, ma credo di non raggiungere l’orgasmo. Ho 26 anni ed è la seconda storia importante che sto vivendo. Con il mio ex non mi ero mai posta il problema di cosa fosse veramente l’orgasmo. Dato che mi piaceva, pensavo fosse tutto lì. Con il mio attuale, invece, mi sono posta un sacco di dubbi. Lui è dolcissimo e fa di tutto per farmi piacere e ci riesce, ma non in maniera netta. A me piace ogni secondo del nostro “atto d’amore” ma non ho il cosiddetto “apice”. Mi potreste aiutare per cortesia?

Michaela: Cara Pamela, per completare il quadro ti faccio alcune domande:

  1. Non conosci proprio l’orgasmo o lo hai solo raramente?
  2. Se non conosci proprio l’orgasmo, come te lo immagini?
  3. Arrivi all’orgasmo quando ti masturbi?
  4. Cosa ti eccita maggiormente quando fate l’amore? Metti queste cose anche in pratica?
  5. Quanto dura mediamente il vostro atto sessuale?

Pamela: ARispondo immediatamente ai tuoi quesiti:
1. Credo di non avere mai provato un orgasmo. Fino ad un anno e mezzo fa, fin tanto che stavo con il mio ex, non mi sono posta il problema, mi piaceva e basta.
Con il mio partner attuale invece sono nate mille domande. A volte mi prende in giro dicendomi che il mio clitoride è morto. In effetti non è sempre sensibile, anzi, lo è raramente. Anche in base alle sue esperienze precedenti con altre ragazze siamo giunti alla conclusione che io possa essere “vaginale”. Ma dai racconti di amiche non mi sembra di avere mai provato certe sensazioni. Eppure, ripeto, mi piace, mi sento in armonia, ma a questo punto non mi ritengo soddisfatta!
2. M’immagino l’orgasmo come un momento di piacere assoluto: il cuore ti batte forte, ti senti un tutt’uno con il tuo lui, insomma l’estasi! E poi, da quello che ho sentito dire, dovrei provare un po’ fastidio, ma ovviamente a me non succede. Mi sento confusa e se prima mi sono sempre sentita appagata ora inizio a dubitare.
3.Non mi masturbo, non mi capita di toccarmi, magari penso ad altro, non mi concentro sulla mia vulva.
4.Sembrerà sciocco ma mi eccitano le sensazioni di pelle. Per intenderci: adoro quando mi benda gli occhi. Credo che la vista rubi le sensazioni che gli altri sensi possono trasmettere. Mi piace non vederlo, mi piace ricevere inaspettatamente una carezza, uno sfioramento, un bacio, adoro l’odore della sua pelle, muoio quando mi sorprende!
5.Il nostro rapporto dura mediamente una mezz’oretta. So che non è lui il problema, lui cerca di capire e la cosa m’imbarazza perché ora mi sento “diversa”, quasi inferiore. Non ne ho mai parlato con nessuno, in un certo senso me ne vergogno. A volte mi viene persino da piangere quando sono sola.
Non capisco quale possa essere la causa. Spero possiate chiarirmi un po’ le idee.

Michaela: Per il momento ti posso dare alcuni consigli, le altre cose le vedremo all’incontro:

  1. Non prenderlo come una crisi, ma come una scoperta. Finora sei stata contenta della tua vita sessuale e come dici “non ti sei mai posta il problema”. Se da ora in poi ti avvii alla scoperta dell’orgasmo, ben venga: sarà qualcosa in più a quello che conosci già.
  2. Dì al tuo ragazzo di non prenderti in giro, la sessualità femminile è più variopinta e più complessa di quanto lui pensi. Non ti può proprio paragonare con le sue ex e trarre delle conclusioni affrettate. Addirittura, gli scienziati che hanno esaminato la sessualità di migliaia di donne, non sanno ancora tutto sui misteri femminili.
  3. Non fissarti su un concetto puramente mentale come “sono una vaginale”, ma esplora tutta la gamma che il tuo sesso ti offre. Per esempio puoi fare il massaggio al punto G per scoprire il piacere della vagina. Puoi iniziare anche a masturbarti per conto tuo, per poter vivere la “tua” sessualità senza essere influenzata dal partner; per scoprire quali movimenti, quali carezze ti danno più piacere; nel nostro libro TTantra. La via dell’estasi sessuale puoi trovare delle indicazioni.
  4. Ricordati in tutte le esplorazioni di respirare profondamente. Quando il respiro è trattenuto, anche la maggior frizione sul clitoride serve a poco.
  5. Sappi che il sesso per la maggior parte delle donne è una continua scoperta. A 26 anni è in un modo, a 30 sarà più ricco, non poche donne scoprono piaceri nuovi anche dopo i 40 anni!

L’unione estatica esiste, ma non si manifesta ogni volta che facciamo l’amore. Può avvenire spontaneamente, oppure con certe pratiche che, appunto, s’imparano nel tantra.

Una donna può godere anche senza arrivare all’orgasmo?

Claudia: Vorrei fare tante domande sui corsi, sulla meditazione e tutto il resto. Credo che prima leggerò il vostro libro Il punto G.
La cosa che mi ha colpita di più è il discorso sulla ritenzione dell’eiaculazione. Non ne avevo sentito mai parlare prima d’ora, ma mi chiedo se la stessa cosa può valere per una donna? Nel senso di provare un intenso piacere e di essere soddisfatta e beata senza individuare un momento preciso di un orgasmo.
Ho letto in un testo spirituale che la bellezza di tutto non sta nell’arrivare alla fine ma nel godersi il viaggio. A queste parole la mia mente si è illuminata di gioia, perché è esattamente quello che intendo: adoro fare l’amore, non arrivare alla fine… Mi chiedo se ha senso o se ho una chiusura verso il mio stesso orgasmo.

Elmar: Cara Claudia, si tratta di due piaceri diversi: il primo è quello di arrivare all’orgasmo inteso come esplosione energetica, nel quale ti godi il culmine e la soddisfazione dopo.
Il secondo piacere consiste nel lasciar fremere l’eccitazione di plateau per un periodo prolungato nel tuo corpo, e di espanderlo in tutta te stessa. Puoi sperimentare questo tipo di piacere durante una prolungata stimolazione del punto G, che dopo alcune volte ti lascia con un incredibile senso di espansione.
Ciò che hai letto in quel libro è un atteggiamento indicato per entrambi i modi, anche per il primo modo mirato a un orgasmo a forma di picco. Perché perdersi la bellezza del viaggio nel concentrarsi troppo sull’arrivo?
Notiamo che nella letteratura tantrica, sia quella tradizionale che quella del neotantra, si discute troppo sul “tipo giusto” di piacere. Noi siamo del parere che, chi uno sperimenti tutti i piaceri che esistono, per decidere dopo quale forma di piacere vorrebbe curare prevalentemente. Buona lettura e buoni esperimenti!


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Erezione e impotenza

Erezione e impotenza

A causa dell’ansia spesso non riesco ad avere un'erezione

Fulvio: Il mio problema sta nel fatto che, a causa della mia ansia, spesso non ottengo l’erezione. Quando so che devo avere un rapporto comincia a battermi forte il cuore e arriva la spiacevole conseguenza. Sono giovane, ho 27 anni, e vorrei avere qualche informazione e se veramente secondo voi il tantra può dare una soluzione ai miei problemi. Saluti.

Elmar: Ciao Fulvio, se hai letto le risposte agli altri uomini, avrai notato alcune domande chiave come: sei stato dall’urologo o andrologo? Hai erezioni quando ti masturbi? Ecc. Quando mi risponderai, possiamo continuare.

Fulvio: Sì sono stato da un andrologo e dopo avermi visitato mi ha detto che non ci sono cause organiche, che il mio problema è dovuto solo all’ansia. Quando mi masturbo, ho delle erezioni senza alcun problema. E’ solo una condizione psicologica che mi mette in agitazione durante l’atto sessuale. C’è qualche possibilità di togliere questa ansia? La mia compagna sarebbe contenta.

Elmar: Caro Fulvio, puoi venire con la tua compagna ad uno dei primi tre corsi del training e ti daremo delle indicazioni più precise. Nel frattempo leggi Tantra per due dove troverai molti spunti per ridurre l’ansia sessuale. Mettile in pratica la prossima volta che farai l’amore, così prepari un po’ il terreno prima di venire al corso.

Davanti ai siti porno ho un’erezione, con la moglie invece no

Sam: Ho un problema di deficit erettile ho anche subito recentemente un piccolo intervento della legatura vena dorsale del pene con un buon esito, il tutto è migliorato. Però a volte nel rapporto con mia moglie le cose non vanno come dovrebbero; se mi masturbo, invece l’erezione è ottima. Cosa mi succede non lo so, eppure amo mia moglie e non la tradisco, mi piace molto guardare i siti porno in internet e spesso mi masturbo davanti al computer, poi la sera a letto è diverso. Forse è questo il problema? Vorrei sapere se il tantra mi può aiutare a venirne a capo da questa situazione che oltretutto vivo con stress. Desidererei anche avere maggiori informazioni sui vostri corsi.

Elmar: Caro Sam, se la tua erezione è buona quando ti masturbi con o senza computer, ma calante quando sei con la moglie, non può essere più un difetto organico. Il fatto che tu la ami, può anche essere ininfluente alla situazione, il fattore sarà qualcos’altro, probabilmente è da trovare nelle vostre dinamiche sessuali ed energetiche. Quando verrete al corso, potremo lavorare subito approfonditamente sulla questione e darvi degli esercizi su misura.

Sam: Penso anch’io che un corso di tantra andrebbe bene. Però mia moglie non sa niente di questo mio particolare problema e non ho assolutamente il coraggio di affrontarlo con lei. Mia moglie pur essendo di mentalità aperta, è molto tradizionalista sul sesso, non so come proporglielo un corso di tantra, datemi qualche consiglio. Inoltre io sono piuttosto imbarazzato a parlarne “de viso” con altri, con internet, è tutto diverso.

Elmar: Ti voglio fare alcune domande per riflettere:

  • Quando fai l’amore con tua moglie lo fai “de viso” o lo fai “con internet”?
  • Come fa tua moglie a non accorgersi di un deficit erettile?
  • Se si fosse già accorta, cosa cerchi ancora di nascondere?

Quando vieni al corso, non ti devi presentare alla prima sessione con “Mi chiamo Sam e ho un deficit erettile”. Fai gli esercizi insieme al gruppo, mentre in sessioni personalizzate t’indicherò come modificare la tua vita sessuale.
Un consiglio? Prima di parlare con tua moglie potresti leggere Tantra per due che affronta questo e altri problemi in un ottica molto femminile, (e non tecnica), mettendo la relazione tra uomo e donna in primo piano.

Sam: Ciao Elmar, forse mi sono spiegato male, mia moglie sa benissimo del mio deficit erettile, tanto che mi sono anche fatto operare con la sua approvazione. Invece, non sa del fatto che io traggo piacere dalla masturbazione e quando succede ho un’erezione maggiore. Questo proprio non glielo posso dire, e non me lo spiego, ad ogni buon conto ho cestinato tutti i siti porno che custodivo nei preferiti, cerco di non pensarci più, però non è facile.
Nell’attesa di partecipare ad un corso leggerò il libro che mi suggerisci. Sei molto gentile a rispondermi senza neanche conoscermi, ti ringrazio molto, come puoi immaginare questo è un problema di non poco conto per me.

Elmar: Caro Sam, in non pochi casi la disfunzione erettile è sostenuta da un “segreto”, dove l’uomo nasconde qualcosa alla partner, come lo stai facendo tu, però aprire il segreto giova all’erezione!
Non sarà un complimento per lei, sentire che un sito internet ti eccita più del suo corpo, ma è la verità, che non puoi negare a te stesso. Comunicare a tua moglie come stanno davvero le cose significherà aprirti a lei emotivamente, di conseguenza anche il centro sessuale si aprirà di nuovo.
Potresti per esempio eccitarti con lei davanti ai siti porno e fare poi l’amore sulla scrivania del computer. Come ti sembra l’idea? Non sto scherzando: più onesto sei con tua moglie, più libero puoi essere mentalmente mentre la ami. Il tuo pene ti sarà grato!

Ho fatto cilecca e poi la relazione è precipitata

Jack: Ciao Elmar. Da quando ho lasciato la mia ragazza non ho avuto più sesso per diversi mesi, allora mi sono messo in testa di andare dalle prostitute. Nel pensarci la cosa mi eccitava ma al dunque mi sono reso conto che c’era un qualcosa che mi fermava, mi venne da tremare e il mio pene si ritirava in se, questa è stata la sorpresa. Mi sono fatto fare qualche pompino, ma le prime volte niente da fare, non si alzava proprio anzi rimaneva ritirato come se avesse paura. Un’altra volta la prostituta non aveva i soldi per cambiare un biglietto da 100.000 Lire, così siamo andati in camera e ho pensato di almeno spendere bene questi soldi, allora mi sono rilassato e tutto è andato molto meglio, c’era l’erezione, non completa ma c’era, poi abbiamo fatto un 69, ma al momento che mi sentivo pronto per penetrarla il mio pene si è fatto sempre più morbido e dopo un altro bel po’ di tempo è tornato duro e sono venuto ma non sono riuscito a penetrarla. Il giorno dopo ho avuto una sensazione bellissima: la parte alta della testa si era schiarita, la mente era liberata e da allora sento molta più energia e uno spazio molto più grande, la stanchezza cronica di una volta ora non c’è più come se la mente si fosse tolto un qualcosa, mi sento molto più sereno ma vedo che c’è ancora da lavorare.
Adesso non vedo l’ora di avere una nuova ragazza per poter affrontare le cose con lei, o comunque sia, devo uscire da questa situazione. La mia ex forse ha un ragazzo e non so se potrò fare qualcosa con lei, anche se ci vediamo regolarmente e abbastanza spesso proprio perché ci piacciamo come persone in tutti i sensi, ma vorrei una ragazza con la quale cominciare una nuova vita; una che mi veda per quello che sono, cambiato già senza problemi. Dammi qualche dritta, queste cose non le ho dette a nessuno, ma ho una forza dentro che vuole liberarsi e non vedo l’ora di farlo.

Elmar: Segui pure il tuo desiderio, Jack, quello di una relazione dove tutto trova il suo posto. Se il sesso con le prostitute ti fa bene, come mi sembra capire dalla tua lettera, fallo pure (usando il preservativo!), in tal modo sei anche più equilibrato e la ricerca di una donna diventa meno tesa. Ci risentiamo.

Jack: E’ passata una settimana e mentre sto cercando una donna per iniziare una nuova vita con lei, da quando sto bene, devo continuamente pensare alla mia ex. Cerco di distrarmi con la musica e lo sport, ma non funziona, la mente torna a lei.

Elmar: Caro Jack, allora hai ancora qualcosa in sospeso con la tua ex. Quando l’hai lasciata, avete parlato della vostra separazione? Le hai detto perché la lasci? Come vi siete lasciati? Nel libro Tantra per due trovi alcune informazioni sulle dinamiche di coppia, tra l’altro anche su un modo di separarsi che consente a entrambi ad avere un ricordo sereno, liberi e pieno di gratitudine. Pertanto non cercare di distrarti con altre cose periferiche, torna al centro della tua vita che è il punto intorno al quale la tua mente gira e rigira anche se vorresti evitarlo: la tua ex.

Jack: Faccio yoga da diverso tempo e sono un appassionato dell’insegnamento di Krishnemurti, ora mi piacerebbe fare un percorso tantrico per andare fino in fondo a tutta la faccenda dei miei condizionamenti.
Per quanto riguarda la separazione, non le ho detto nulla, ho troncato il rapporto, mi vergognavo da morire, tra l’altro perché avevo fatto cilecca anche con lei.

Elmar: Allora prima di cercare una nuova vita con un’altra donna incontra la tua ex e dille tutto quello che non le hai mai detto!

Jack: Ho paura, non so se ci riuscirò, preferisco di no.

Elmar: E’ l’unico passo che devi fare, prima di farne altri. Se non fai questo passo, non ha senso continuare a scrivermi, io non posso andare dalla tua ex per dirle “Jack ti ha lasciato per questo e quel motivo”. Fallo con paura, puoi anche tremare davanti a lei dalla paura folle, ma fallo!!!

Jack: Caro Elmar, innanzi tutto voglio ringraziarti per avermi ascoltato e consigliato, ho seguito il tuo consiglio, ho rintracciato la mia ex ragazza e le ho parlato di tutto:
Del fatto che sono fuggito da lei, che l’amavo ma non riuscivo a reggere più la situazione, non riuscivo a sopportare il fatto di essere importante per una ragazza così bella, che sono scappato da lei inventando scuse per aggirare il fatto che avevo paura di affrontare il problema, che mi sembrava di essere incapace di amarla e quanto più l’amavo tanto più mi facevo problemi. Le ho detto che sentivo il mio pene come un qualcosa di diverso da me, che si comportava come voleva lui, lo vedevo come una cosa da controllare e tutte le giornate le tenevo sotto occhio cercando di pensare ad immagini pornografiche e cose del genere, ma soprattutto quando ero con lei, pensavo solo a farlo alzare e naturalmente lui non si alzava ed io ero in un vero e proprio inferno.
Dopo averle detto tutto questo lei mi ha detto che mi amava ancora e che non aveva mai capito il perché l’ho lasciata così, non aveva capito tanti miei comportamenti e che era rimasta male per tanto tempo, anche perché io non mi ero più fatto sentire. Mi ha detto che per lei l’erezione non era un problema, che non era così importante e che ora conoscendo il problema sarebbe stata pronta a risolverlo insieme a me. Così io le ho detto che ho sempre pensato che con il bene che le volevo avrei superato questa cosa, infatti l’amavo tantissimo e non mi spiegavo il perché di questo problema. Prima di fare cilecca, quando ero con lei, avevo delle erezioni incredibili, per tutto il tempo che ci vedevamo e lei se lo ricordava bene. Fino a quella fatidica sera che avevo bevuto un bel po’ di birra e poi la cilecca e da lì le crisi più buie, ho pensato alle cose più brutte, ma dopo qualche mese ci rivedemmo e siccome ci piacevamo ricominciammo a frequentarci ma io non ho mai avuto il coraggio di affrontare la questione e speravo che prima o poi l’amore mi avrebbe aiutato. Quando questo non avvenne, due anni dopo sono fuggito senza dirle nulla sulla vera ragione della mia crisi, non ce la facevo più.
Quando mi ha detto che anche lei pensava di risolvere la cosa con l’affetto, che non lo considerava poi un problema così grande e che mi amava lo stesso, mi sono sentito come se avessi scaricato una tonnellata dalla mia mente. Io che avevo provato in tutti i modi a nascondere la cosa, a risolverla con le mie forze, che tenevo stretto il mio segreto, mi sono sentito nudo, trasparente, mi sono finalmente lasciato vedere dentro me da lei, che mi amava con le lacrime negli occhi, era una situazione bellissima.
Poi ho cominciato a dirle tutto il percorso che ho fatto per cercare di risolvere il mio problema, dopo che l’ho lasciata ho pensato che con l’amore non potevo risolvere le cose, ma dovevo diventare più aggressivo e quindi oltre alla musica (suono il sax e la batteria) ho iniziato con arti marziali, body building. Poi le ho parlato delle prove con altre ragazze e dello yoga che mi ha aiutato tantissimo, ma come hai detto tu il centro della vita non stava in queste cose, e così continuava a mancarmi qualcosa……. Non avrei mai pensato che mi accettasse così e che per lei non era un così grande problema, ero meravigliato e mi sono sentito anche un po’ stupido!
Il giorno dopo è venuta a casa mia, ti confesso che è bello sapere che lei conosce il mio problema, da quando gliel’ho detto c’è stata una leggerezza per tutta la giornata, e rivederla scherzare sul problema è stato bello. Ora la continuerò a vedere e non so come comportarmi, ma sento che sto affrontando davvero la cosa, spero che un giorno farò di nuovo l’amore con lei, sono attratto tanto da lei, ma ho ancora paura e lei lo sa.
Da quando ho parlato con te, Elmar, ho capito che dirigevo le energie nel posto sbagliato e ti ringrazio di nuovo, volevo comunicarti subito la cosa, perché sono molto contento.

Ho il pene piccolo

Massimo: Cosa si può fare per aumentare le dimensioni del pene

Elmar: A parte la chirurgia che regala circa un centimetro, non mi risulta nulla di efficace. Sul piano psichico invece puoi spostare l’importanza che dai a quest’idea su delle domande più realistiche e più fattibili, come:

  1. se hai un dubbio di non essere abbastanza maschile, cosa puoi fare nella tua vita per sentirti un vero uomo?
  2. hai provato tutti i piaceri che il tuo piccolo pene ti può dare?
  3. ami il tuo pene?
  4. scopi la tua donna con forza quando senti la voglia di farlo?

Un abbraccio!


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Chiede l’uomo: come riaccendere la passione?

Chiede l’uomo: come riaccendere la passione?

I nostri rapporti sono rari

Massimo: Convivo con la mia ragazza Laura da tre anni. Le voglio un bene dell’anima ma ultimamente, cioè da 8-9 mesi, l’attrazione sessuale é molto diminuita e mi manca lo stimolo o la fantasia. Direi che abbiamo un rapporto 1 o 2 volte al mese circa. Comunque é un rapporto intenso, ma purtroppo raro; questo fisiologicamente non pesa tanto a me, anche perché io vado a cercare rapporti occasionali fuori casa, come ho sempre fatto, ma noto che alla Laura manca, anche se lei non mi chiede niente. Mi da una grande pena, e per questo prego Dio di stimolarmi verso di Lei, perché tengo troppo al nostro rapporto. Cosa ne pensi?

Elmar: Nel momento in cui tu desideri fare l’amore con Laura perché pensi che manca a lei, e non perché percepisci lo stimolo dentro di te, il desiderio è destinato a diminuire. Il corpo non risponde con passione finché il desiderio non parte veramente da te. Fare l’amore per accontentare il partner è tra i modi più efficaci per uccidere il desiderio.

Mia moglie è addormentata dalle passioni

James: Siamo una coppia di trent’anni. Mia moglie, spesso, si dimentica di amarmi, come addormentata dalle passioni. Io, invece, vado sempre in cerca di sensazioni forti e coinvolgenti, almeno nei desideri, e temo la noia e la routine. Eppure mi sembra di essere attento nei suoi confronti, quasi più che nei miei. Inoltre provo difficoltà a manifestare liberamente i miei desideri, come se dovessi vergognarmene. La mia domanda è: fino a che punto i desideri e la passione devono fermarsi di fronte alle esigenze dell’altro? Il rispetto fino a dove deve giungere nel rapporto di coppia? E se è davvero impossibile cambiar la situazione, fermo restando che il rapporto ha ben altre basi, molto solide e belle, come comportarsi?
Occorre dire, in verità, che mia moglie sente molto l’esigenza di aprirsi, anche attraverso la “vostra” pratica. E’ molto curiosa e desiderosa di capire il suo corpo e l’arte di amare. Ma forse “chi nasce tondo, non può morire quadrato” e la volontà non sempre può far tutto.

Elmar: Caro James, la tensione esterna tra te che cerchi delle sensazioni forti e tua moglie “addormentata nelle passioni” si riflette in una analoga tensione in te: tra la voglia di chiederle e la vergogna di chiederle. Una volta che hai risolto la tensione tra te e te, la tensione tra te e tua moglie si risolverà da sola. Se invece insisti sulla prima, il rischio di litigare aumenta, perché è più facile proiettare una tensione interna sul rapporto che risolverla in se stesso. Su queste dinamiche di coppia trovi molte indicazioni nel nostro libro Tantra per due.
I desideri non si devono mai fermare di fronte alle esigenze dell’altro, altrimenti la coppia si addormenta. Ma una cosa è mantenere vivo il desiderio, un’altra cosa è metterlo in pratica. Il rispetto implica anche rispettare i desideri dell’altro che non combaciano con i tuoi, forse non li realizzi praticamente ma li rispetti. In questo senso puoi prenderti una 1/2 ora e iniziare un dialogo con tua moglie con questo tono:

Senti cara, ti voglio parlare di una cosa importante. Mi vergogno di chiedertelo, ma per me è un desiderio importante. Per me la nostra vita di coppia è diventata troppo di routine e ho bisogno di sensazioni forti. Per ora voglio comunicartelo indipendentemente dal fatto che poi lo mettiamo in pratica o no, almeno lo voglio dire per sapere che ho fatto la mia parte del prendermi le responsabilità per i miei desideri.

In questo modo non imponi nulla a tua moglie ma glielo comunichi e ti liberi dal peso di dover trattenere i tuoi desideri. Puoi anche invitarla a esprimere i suoi desideri, sicuramente ne avrà. Poi sarà lei a decidere cosa ti vuole dire dei suoi e forse da questo dialogo nasce una terza cosa, che non è né il tuo né il suo desiderio, che potete realizzare insieme.

Mia moglie è troppo passiva

Dario: Mia moglie quando facciamo sesso partecipa passivamente ma sono convinto che fa così perché le è stato imposto. A me piacerebbe che fosse molto più partecipe e mi piacerebbe anche praticare lo scambio di coppia. Cosa devo fare?

Elmar: Prima di tutto chiedi a tua moglie, perché “partecipa passivamente”. O meglio: come percepisce lei l’atto sessuale? Talvolta ciò che per un partner è passivo per l’altro è già molto intenso e spesso ci facciamo un’idea del partner che è diversa dal suo vissuto.
Poi puoi chiarire con lei cosa intendi per “più partecipe” che può significare tante cose, come ad esempio: più movimenti attivi, più sentimento, iniziare per prima, toccarti di più, eccitarti in un certo modo (quale?), gemere, arrivare all’orgasmo, parlarti di come sta…
Prendetevi almeno 20 minuti per parlare della vostra sessualità e prendi le sue parole sul serio anche in quei momenti che fra te e te pensi che sia diverso. Perciò è meglio che in questi 20 minuti tu parli soltanto di te e lei soltanto di sé, senza interpretare l’altro.
Poi ci possiamo risentire.

Ci piacerebbe ritornare ad amarci

Paolo: Io e la mia futura moglie, abbiamo problemi di coppia, non abbiamo più quel feeling di una volta, abbiamo provato in mille modi ma i problemi si manifestano sempre. Abbiamo letto molte recensioni sul tantra e siamo convinti che ci possa dare un aiuto, ci piacerebbe ritornare ad amarci.
Ormai per noi il sesso è diventato una routine, la maggior parte delle volte proviamo fastidio, rabbia e risentimento. Ci accorgiamo di avere questi problemi, ma è difficile superarli. Non sappiamo dove rivolgerci per iniziare.

Michaela: Ciao Paolo e Daniela. Prima che veniate a un corso potreste già fare un po’ di luce sulla vostra problematica rispondendoci ad alcune domande:

  • Da quanto tempo state insieme?
  • Quali mille modi avete provato finora?
  • Chi di voi prova fastidio, rabbia e risentimento? Tu, Daniela o tutti e due?
  • Cosa esattamente cercate? Desiderio, eccitazione, sentimenti, amore, orgasmo, comunione, emozioni in generale…?

Paolo: Grazie mille per la risposta. Innanzitutto io e Daniela stiamo insieme da 3 anni, abbiamo provato a rilassarci, cercare di non addossarci le colpe reciprocamente, abbiamo provato a prenderci dei giorni di riposo, siamo andati in diversi posti per cercare l’intimità che ormai ci manca. È un fastidio e risentimento reciproco, troviamo mille scuse, ad esempio quella dei preliminari, “tu vuoi solo fare sesso, ti interessa la penetrazione e basta” oppure “tu non hai più quella passione di una volta, sei diventata ostile” ecc. Nel sesso abbiamo sempre cercato amore, abbiamo vissuto il sesso come un cammino che ci ha portato piano piano a conoscerci e ad amarci, ora invece abbiamo perso questo feeling e la voglia di stare insieme.

Michaela: Da quello che mi raccontate, ho l’impressione, che non si tratti di un problema sessuale, ma piuttosto che il sesso sia diventato il campo di battaglia per una difficoltà che avete di essere intimi e di nutrire e mantenere il vostro amore. Se il sesso una volta era una fonte di amore, ora può di nuovo diventare il terreno sul quale fare il prossimo passo verso una ricostruzione dei vostri affetti.
Vi consiglio di leggere i primi due capitoli di Tantra per due, di fare alcuni esercizi descritti nei capitoli successivi e di dirmi quali di questi esercizi trovate facili e quali difficili. Così, quando ci incontreremo, vi potrò dare dei consigli più specifici e potremo lavorare su tutti quegli ostacoli che vi rendono la vita difficile in questo periodo.

Tutti e due ci desideriamo, ma ci scontriamo nei preliminari

Patrizio: Ciao Elmar, dopo aver partecipato a Ardore nel cuore insieme a mia moglie ci siamo iscritti al training che inizierà in settembre e ti chiedo, cosa possiamo fare in questi mesi di attesa prima della serie di corsi? Abbiamo difficoltà nell’approccio, nei preliminari e questo ci porta qualche volta a non fare l’amore anche se entrambi lo desideriamo. Desidero fare qualcosa e non restare solo in attesa. Ti ringrazio qualunque sia la tua risposta (compreso il silenzio, altrettanto significativo, ho imparato).

Elmar: Ciao Patrizio, ok, ambedue avete desiderio, questo è un buon punto di partenza. Siccome il desiderio porta nella sua natura una pulsione verso lo stato desiderato, che nel vostro caso non avviene, vedrei come prossimo passo scoprire quale ostacolo si è messo tra il desiderio e l’impulso di “seguire il desiderio”. Scoperto questo, il passo successivo sarà quello di rimuovere o scavalcare l’ostacolo. Una domanda a te: con quale ritmo iniziate i preliminari: col ritmo fluido o staccato?

Patrizio: Il mio ritmo iniziale è qualche volta fluido altre volte staccato.
Ieri sera io avevo voglia di fare l’amore ma era tardi (le 23.00), lei no perché era tardi. Io avevo timore che mi dicesse di no, ma ho comunque allontanato questa paura e ho iniziato ad accarezzarla. Quando eravamo già nel letto seminudi, mi ha detto con rabbia che si è sentita l’ultima cosa della giornata, e che voleva dirmi di no già dai preliminari, ma si sente in difficoltà ogni volta a dirmi di no. Io mi sento respinto, perché spesso mi dice di no. Non riesco ad uscire da questa trappola e lo vorrei tanto.

Elmar: Ciao Patrizio, ora siete entrati nella lotta della difesa caratteriale, dove potete continuare a ferirvi reciprocamente all’infinito. Oppure potete riconoscere le vostre ansie: la tua di essere abbandonato e la sua di essere invasa. Tracciate quei cerchi con le mani (senza corda) come lo abbiamo fatto al corso, lasciati sentire il cerchio corporeamente e ben centrato nel tuo cerchio inizia a parlare del tuo (e lei quando tocca a lei, del suo) bisogno. Quando sarete in contatto con il bisogno, le cose saranno più facili.
Se anche da questo luogo interiore, dove sei centrato in te e connesso con il bisogno anziché con la difesa, non è ancora possibile scivolare in un approccio fluido, allora potete come soluzione di riserva fare un accordo di questo tipo: una volta lo facciamo come piace a te e la prossima come piace a me.

Patrizio: Grazie mille, per ora ha funzionato, ci vediamo al corso Comprendersi nel corpo.

La sessualità cambia con l'età?

Giorgio: Così come cambia la meditazione con l’età, anche la sessualità cambia?

Elmar: Assolutamente sì! Ci sono persone che dicono di fare sesso a 50 anni così come lo facevano a 20. Sono le stesse persone che dicono di essere innamorati ancora come quando si erano conosciute. Sono le stesse persone che dicono che l’età anagrafica non conta, ma che si sentono ancora giovani. Senza offendere persone che si illudono, ma non è così, cambia; cambia molto. Già sul piano fisico e ormonale cambia. Io, per esempio, a 65 anni, sento di avere meno testosterone di una volta. Non lo faccio più tutti i giorni. Questo è stato un periodo breve, forse 3 o 4 anni. Poi è diventato 2 o 3 volte alla settimana, ora va bene una volta alla settimana e sono soddisfatto. Diventa anche più lento, almeno per me. Una volta dovevo usare pratiche tantriche per non arrivare all’eiaculazione dopo 10 minuti. Oggi questo problema è risolto. Esiste il cosiddetto orgasmo della valle, cioè un lento tuffarsi, rimanere in unione sessuale per ore, soltanto sentendo, senza tanti movimenti. Il tutto diventa molto fine, molto sottile ed è praticamente una meditazione in due.

Michaela: Questa è un’ottima tecnica, la pratichiamo nel corso avanzato Maithuna.


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Chiede la donna: come riaccendere la passione?

Chiede la donna: come riaccendere la passione?

Il rapporto con mio marito si è addormentato, con un altro invece...

Beatrice: Vivo una storia che dura da 10 anni. Abbiamo avuto alti e bassi. I nostri rapporti sono molto frequenti, ma mancano di passionalità e io non riesco a raggiungere l’orgasmo. Ma oltre a questi problemi, ho cominciato a provare qualcosa nei confronti di un altro uomo. Quando parlo con lui o solamente quando gli sto accanto sento un’energia fortissima salire dal basso verso l’alto. La cosa è reciproca, ci siamo scambiati un bacio ma nient’altro. Sento che con questa persona c’è molta più sintonia che con il mio compagno. Anche questa persona è impegnata. A lui ho espresso chiaramente i miei sentimenti e le mie sensazioni, lui condivide, ma non riesco a capire perché questa situazione rimane statica e non si evolve. Quando siamo insieme nella stessa stanza, comincio a essere irrequieta. Quando cerco di reprimere l’energia che sale, provo un fortissimo desiderio di avere almeno un contatto fisico, sia pure una carezza, uno sfioramento. L’impossibilità di far ciò mi fa stare male fisicamente. Poi succede che magari per mesi non lo incontro più e queste sensazioni si vanno quasi a placare, ma non appena capita di ritrovarci questo ciclo ricomincia, con sempre più forza e sempre più desiderio.
La mia domanda è: sto vivendo qualcosa di banale o veramente ho a che fare con una persona speciale? Come mi devo comportare col mio partner, verso il quale provo solo un profondo affetto? Non vorrei gettare al vento 10 anni di rapporto che magari posso recuperare, solo per una notte di sesso ben fatto.

Elmar: Cara Beatrice, in fondo a tutto c’è anche una buona notizia. Come hai sentito, la passione in te non si è addormentata, ma è andata in letargo soltanto nella coppia. E’ molto frequente nelle coppie, che dopo anni di convivenza provano molto affetto e poca passione l’uno per l’altro, mentre con una terza persona il fuoco nella pancia e nelle pelvi si riaccende.
Ciò non vuol dire che queste terze persone sono in qualche modo speciali, ma che il rapporto con loro è ancora fresco. Non è appiattito da abitudini, rituali, routine, da tante cose da fare, ecc. Con lui ti puoi sentire veramente nel corpo! Se desideri risvegliare la passione anche insieme al tuo compagno, i corsi più adatti sono Ardore nel cuore e Comprendersi nel corpo. Nel primo imparerete a fidarvi di più del vostro corpo e a sciogliere alcune corazze, nel secondo a uscire dalla trappola tipica delle coppie annoiate dalla routine. Quando venite, ricordatemi il problema e possiamo farvi una consulenza personalizzata oltre alle pratiche del corso.

Il mio partner sfugge all'intimità. Più sfugge, più io lo desidero.

Rosy: Ciao, ho una relazione molto bella col mio partner. Siamo insieme da circa due anni (io 40 anni e lui 43). Entrambi siamo impegnati in percorsi spirituali. Il problema che abbiamo nella sessualità è che il mio partner spesso non ha alcun desiderio. Trascorrono talvolta diverse settimane senza che abbiamo rapporti. Io ne soffro terribilmente, anche perché fare l’amore con lui mi appaga moltissimo, e mi sento deprivata in queste troppo lunghe pause. Ho anche preso in considerazione l’idea di cercarmi un partner sessuale diverso, ma sono perplessa. E’ una soluzione che non mi convince, anche se lui non ha nulla da obiettare. Avete qualche suggerimento? Qualche lettura o corso che ci aiuti per il problema specifico? Grazie.

Elmar: Cara Rosy, ho due domande: è sempre stato così con lui? Hai avuto altre relazioni prima?

Rosy: Si, è sempre stato così con lui. Persino nella relazione precedente tendeva a sfuggire, quando la sua compagna lo desiderava. Non era mai completamente disponibile, sempre un po’ irraggiungibile e si ritirava spesso. Lo so, perché la sua ex è una mia cara amica.
Ho un matrimonio alle spalle, ora sono separata.

Elmar: Sento che, quando parli di lui, usi un linguaggio più emotivo, più coinvolto, mentre quando parli di te, mi dai delle informazioni più secche. Per esempio non mi dici nulla sul tuo matrimonio.

Rosy: Beh, più lui sfugge con i sentimenti, più io lo desidero, è sempre così. Non voglio fare sesso con un altro, voglio condividere tutto, ma proprio tutto, con lui. Io non ho paura di affrontare le nostre dinamiche, lui invece è più titubante. Quale corso ci consiglieresti?

Elmar: Ora ho un quadro più chiaro: mi pare che sia proprio il suo sfuggire ad incoraggiarti a desiderarlo. Mi chiedo come le cose andranno nel momento in cui lui resterà e dirà: “Ti desidero molto e voglio fare l’amore con te!”. Tu cosa penseresti?
I corsi che posso consigliarvi sono Comprendersi nel corpo e Intimità e carattere per entrare in questi schemi di relazione in un senso più profondo, più sentito, più corporeo. Su questo livello, l’ottica può cambiare completamente. Direi di giudicare solo allora chi di voi ha più paura.

Dopo 14 anni si è spenta la passione

Eva: Cara Michaela, sto con Dante da 14 anni e abbiamo 2 figli. Se una volta era molto divertente con lui, ora andiamo a letto si e no una volta al mese. Io cerco di coinvolgerlo, ma non c’è nulla da fare, non si cura più di me, non mi accarezza come mi piacerebbe, non si avvicina nel modo giusto. L’unica attenzione che ricevo è che qualche volta mi guarda in modo malizioso, non funziona più nulla; allora leggiamo ognuno il suo libro e ci addormentiamo. Ma io non voglio andare avanti così, ho 37 anni e non 73!

Michaela: Cara Eva, ora faccio una domanda a tuo marito: Ciao Dante, cosa provi quando guardi tua moglie con quello sguardo malizioso?

Dante: Mi piace guardare Eva, specialmente quando è nuda, ammiro le sue curve, mi piace il suo sedere leggermente formoso, vedere come si toglie gli abiti e si prepara per la notte mi eccita molto.

Eva: Io invece trovo il suo sguardo fastidioso e inopportuno, mi viene subito da parlare di altre cose. Penso che mi critichi e che dovrei diminuire di peso. Mi vergogno anche un po’ del mio aspetto.

Michaela: Cara Eva, mi pare che da parte di tuo marito ci sia la passione, ti guarda volentieri e trova le tue curve eccitanti. Sei tu che non sopporti il suo approccio che – come per molti uomini – inizia con lo sguardo. Per le prossime volte che andate a letto insieme provate con queste 5 chiavi:

  1. Dante, tu continui a guardarla come ti piace
  2. Continui a guardarla e ad eccitarti anche nel caso in cui lei si lamentasse o ti criticasse
  3. Eva, non iniziare a “parlare di altre cose”, ma rimani con la vergogna mentre Dante ti guarda sapendo che è tutta tua. Lui non ti ha criticato, anzi gli piacciono le tue curve e il tuo sedere, sei soltanto tu che non accetti il tuo corpo e che vorresti avere un altro aspetto.
  4. Continua a respirare profondamente nei momenti di vergogna e osserva tutti i pensieri giudicanti che ti vengono in mente senza seguirli. Se oltre alla vergogna emergono altre emozioni o irritazioni, non tagliarle via, continua a respirare con l’emozione e ad espanderla nel corpo.
  5. Mentre Dante ti guarda, mantieni il contatto visivo con lui, non guardare da un’altra parte, ti lasci vedere con tutto quello che sei: il tuo corpo, la tua vergogna, le tue emozioni…

EvaAbbiamo praticato i 5 punti, per me non è facile, ma devo ammettere: ho più problemi a “reggere” il suo desiderio che inizia con lo sguardo e poi continua nei tocchi, di quanto mi immaginassi. Un po’ mi piace anche, ma è ancora coperto da uno strato di vergogna. Ho capito che dipende più da me che da lui, da parte sua è ritornato il desiderio e abbiamo fatto l’amore 2 volte in una settimana. Quello che ancora non sopporto è che lui mi guarda mentre facciamo l’amore, non riesco a lasciarmi andare.

Michaela: Questo è già un buon inizio. Inizialmente, guardalo soltanto con i 5 punti che sembrano funzionare. Poi quando fate l’amore, usa una posizione dove non ti vede, per esempio la “pecorina” e vedi se è sostenibile.

Eva: L’ultima volta mi ha preso da dietro, ed è stato decisamente meglio. Piango e un po’ mi ribello, ma dopo ritorna anche la passione e alla fine è liberatorio. Ora mi ricordo che tutto è iniziato durante la prima gravidanza, mi tornavano delle frasi di mia nonna e di mia madre “Durante la gravidanza non si fanno certe cose” e “la mamma è una santa donna”, ecc. Ho capito che mi porto dietro molti condizionamenti del passato e al prossimo corso vorrei andare in fondo a questa cosa.

Come migliorare la sessualità dopo il cinquant’anni?

Carlotta: Come migliorare la sessualità dopo i cinquant’anni, quando si ha avuto un’educazione che vede il sesso come sporco?

Elmar: Quasi tutti noi, di questa generazione, abbiamo avuto una educazione di questo tipo: c’è chi vede il sesso sporco, e chi lo vede come peccato. A casa mia, per esempio, di sesso non si parlava, non c’era, come se non esistesse. So che i miei genitori l’hanno fatto, altrimenti non sarei qua e nemmeno i miei fratelli. Ma era un tabù, come se non ci fosse. Quando la Chiesa era ancora forte, il sesso era considerato peccato. Non in senso assoluto: il sesso nel matrimonio era permesso, ma tutto il resto no. Verso la fine dell’Ottocento, quando le scienze hanno iniziato a prendere il sopravvento e il concetto del peccato è venuto meno, il sesso venne considerato sporco, per emarginarlo di nuovo. Questa volta in modo più prepotente, perché lo sporco dipende da una religione, è laico, vale per tutti. C’è stato addirittura un medico tedesco che postulava che la masturbazione rendesse cieco, senza averne prove empiriche. E tutti gli altri trascrissero la sua “teoria”.

Michaela: Cara Carlotta, anche oggi, per la collettività il corpo in sé è diventato un oggetto, un qualcosa da tenere in forma, da allenare, da rendere bello. Dunque siamo distaccati dalla sessualità, che fa parte del corpo. Non la viviamo più come “essere il corpo”, ma ci approcciamo al corpo da una certa distanza, chi più e chi meno. Non a caso si dice “il mio corpo”, come si dice “la mia penna, la mia macchina, la mia borsa”. Il corpo è qualcosa che io possiedo, non sono io il corpo. Dunque la sessualità ci è già lontana. Puoi fare un esperimento semplice: stasera quando vai a letto, sotto le coperte e nessuno ti vede, metti una mano sui tuoi genitali, con un tocco leggero. Se porti le mutande, non importa, fai un contatto con i tuoi genitali e prendi dei respiri consapevoli in modo che cominci a diventare un po’ più amica del tuo corpo. Se questo contatto con i genitali è troppo, allora puoi iniziare con un’altra parte del tuo corpo. Il corpo, per come lo insegniamo noi, è una cosa preziosa che ci tiene in vita, che ci permette tante belle esperienze. Dunque di sporco, quando ti permetti di sentire tutto il corpo, non c’è nulla. Questa è soltanto un’idea, una convinzione tramandata.

Elmar: Esatto. Michaela non intendeva invitare alla masturbazione. Intendeva dirti di tenere una mano tra le gambe per sentire “Ah questi sono i miei genitali, eccoli qua”. Possono fare questa cosa anche gli uomini. Se vuoi, puoi portare l’altra mano sul cuore, al centro del petto per sentire il cuore, la sede dell’amore, mentre la prima mano rimane sui genitali, la sede del piacere. Tutti e due fanno parte di te. Respira con questi due parti di te e così ti puoi anche addormentare. Se lo farai più volte diventerà una parte del corpo come il gomito o la mandibola. Anzi, diventerà una parte più interessante perché produce grandi piaceri.


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La filosofia e le pratiche del Tantra

La filosofia e le pratiche del Tantra

Cosa c’entra la creatività col tantra?

Alixa: Ho 24 anni e ho letto i vostri libri grazie a un professore universitario che mi ha fatto conoscere queste tematiche, per me diventate d’interesse vitale. Volevo domandarvi cosa ne pensate della “creatività nei rapporti tra uomo e donna”? Sarei interessata ad approfondire l’argomento dal punto di vista filosofico per una tesi di laurea! Se potreste darmi qualche idea e consiglio bibliografico vi ringrazio!
Ho letto entrambi i vostri testi e sperimentato molti esercizi; ora mi è aumentata la voglia di venire a partecipare ad uno stage con il mio compagno. Un sorriso abbracciato a voi

Elmar: Cara Alixa, per quanto riguarda la creatività tra uomo e donna penso che sia uno degli elementi essenziali del rapporto, ma per darti delle risposte più precise avrei bisogno di una domanda più precisa.
So da propria esperienza che tutte le pratiche tantriche che mandano energia nei chakra superiori, specialmente il 5° e il 6° aumentano molto la creatività intellettuale, emozionale e comportamentale.
Un buon testo sul tema: Eva Pierrakos, Unione creativa, ed. Crisalide.
Se vieni a uno stage dove pratichiamo questo movimento energetico verso l’alto, per es. Ardore nel cuore, possiamo riprendere l’argomento della creatività dopo una reale esperienza. Così le riflessioni filosofiche possono prendere corpo e anima. Buone ricerche!

Nel tantra c'è una contraddizione di fondo?

Euclide: Caro Elmar, da 40 anni pratico hatha yoga e recentemente, volendo ampliare le mie conoscenze sullo yoga, ho letto i tuoi libri. Fra altre cose ho trovato anche una complicatissima metafisica (chakra, aura, ecc.) che sinceramente non capisco, di cui non ho la minima prova sperimentale a nessun livello e quindi per me perfettamente inutile.

Il mio modo di pensare è composito, un mosaico; alle volte io stesso mi meraviglio che tante influenze (cinesi, indiane, greche-antiche) riescano a convivere e a conciliarsi nella mia testa: non esiste una giustificazione teorica, riesco a fare cose diverse senza mescolarle. Anche la mia esperienza mistica è decisamente lontana dalla tua: se io dovessi credere a qualche dio, costui sarebbe decisamente Shiva Nataraja, il dio della danza.

Mi sembra che nel tantra ci sia una contraddizione di fondo: da un lato vuol parlare all’uomo comune e quindi fa appello all’amore e al sesso, dall’altro vuol parlare all’asceta tipo Buddha e quindi trascende o elimina proprio la pratica amorosa e sessuale come nel Buddhismo bianco tibetano. In definitiva il vostro punto di riferimento, l’esperienza ultima, l’estasi, mi appare un travestimento in chiave sessuale del nirvana o del samadhi. Una volta raggiunta, tutta la metafisica dei chakra e lo stesso partner, mi sembra si possono tranquillamente gettare, anzi, è doveroso gettarli, se non ci si vuole attaccare o “intrappolare”, come dite voi in qualche “vortice mentale”.

Quanto a me, tengo separate le due sfere: quando ho bisogno di starmene tranquillo da solo, siedo in padmasana, assumo una respirazione profonda e pacata, e mi lascio andare; quando riemergo dopo mezz’ora o un’ora, non so se era samadhi, comunque mi basta, sto bene e posso fare qualcos’altro. Se invece ho bisogno di fare l’amore, cerco mia moglie e fra preliminari, evoluzioni e varianti, anche qui passa da mezz’ora a un’ora; quando riemergo, non so se era l’orgasmo che dite voi, comunque mi basta. Per me mescolare le due sfere sarebbe assolutamente impossibile come voler guidare la macchina e contemporaneamente leggere un libro.

Elmar: Caro Euclide. Considerandoti un uomo che di studi e di percorsi ne ha fatti, ti rispondo sinteticamente, anche perché sono più interessato nella pratica spirituale che nell’argomentazione sulla pratica.

  1. I chakra non appartengono alla metafisica, non sono fenomeni pensati, ma sentiti. Finché non li percepisci come senti il calore di un abbraccio, la dolcezza di una carezza o il bruciore di uno schiaffo, rimangono perfettamente inutili.
  2. Condivido il tuo fascino per Shiva Nataraja, in alcuni corsi danziamo per giorni interi, non per credere in un dio, ma per unire attraverso la danza il corpo con lo spazio, l’io col divino.
  3. Se vuoi tenere separati il Buddha dall’uomo comune, l’ascesi dall’amore-sesso, è meglio non avvicinarti al tantra, perché quest’ultimo ha come fine dichiarato una stato non-duale, dove tutte le contraddizioni create dalla mente si fondono nell’esperienza di un unico spazio.
    Per concludere direi che il tuo modo di catalogare le cose (vie spirituali incluse) riflette la scissione interiore in due anime che si sono incrostate nella dualità e cambierei la tua espressione “Nel tantra c’è una contraddizione di fondo” in “Il tuo approccio al tantra rispecchia la tua contraddizione di fondo”.

Buon viaggio verso l’unione!

Non ho mai fatto l'amore. Posso iniziare con il tantra?

Lello: Ciao Elmar e Michaela, mi chiamo Lello e avrei alcune domande particolari da farvi. Sono un ragazzo di 23 anni, non ho mai avuto esperienze sessuali e sono ancora vergine:

  1. Per un ragazzo come me, è utile avvicinarsi al tantra senza aver provato prima delle normali esperienze sessuali?
  2. Un ragazzo che ancora non l’ha fatto, è più ricettivo verso il tantra rispetto ad altre persone che provengono da anni facendo l’amore in maniera diciamo “tradizionale”?
  3. Quali vantaggi può avere una persona vergine che vuole praticare il tantra?
  4. Da quel poco che ho letto sul tantra ho capito che è più importante “essere” che “fare”, che il piacere di coppia e le sensazioni aumentano. Ma ci sono solo vantaggi nel tantra oppure c’è anche qualche svantaggio rispetto al sesso tradizionale? Non si rischia di adagiarsi troppo sul non ricercare l’orgasmo, “rischiando” di perdere completamente nel tempo questa piacevole sensazione?
  5. Ho letto che tra uomo e donna ci sono poli positivi e poli negativi. Che nell’uomo il polo positivo è nel pene e nella donna quello negativo nella vagina (e così si attraggono). Nell’uomo il polo negativo è nel petto-cuore e nella donna quello positivo nei seni. E’ vero che per stimolare maggiormente la donna bisogna massaggiare adeguatamente questi ultimi in modo che il polo positivo (i seni, appunto) attivino quello negativo (la vagina)?

Creandosi un flusso energetico che passa tra pene, vagina, seni e petto, questo non rischia di interrompersi se il sesso viene fatto in posizioni diverse rispetto alla posizione tradizionale che mette appunto in contatto petto maschile con seno femminile e pene con vagina?

Elmar: Caro Lello, ti rispondo alle tue domande una per una:

  1. Ritengo più utile fare prima l’amore per alcuni anni e poi avvicinarsi al tantra. Prima di iniziare a sperimentare il sesso seguendo una pratica precisa iniziamo un po’ a scoprire quello che la natura ci ha già dato.
  2. Se fai l’amore con naturalezza, affidandoti al tuo personale modo di farlo, con freschezza e “innocenza”, ti trovi già più vicino al tantra. Non seguire nessun modo, né il tantra, né la tradizione, né un’altra idea prefissata. Fallo come ti viene, seguendo la tua verità che si manifesta attimo per attimo.
  3. Una persona vergine ha tutti i vantaggi tranne uno (l’esperienza): è fresca, non condizionata, curiosa, aperta, attenta alle sensazioni del momento…
  4. Non so cosa tu abbia letto sul tantra, ma l’atto amoroso senza orgasmo è soltanto una tra le tante pratiche, ci sono altre dove si cerca l’orgasmo eccome! Viene addirittura aumentato, ampliato ed esteso.
  5. Ripeto: prova a seguire ciò che il tuo corpo e la percezione del momento ti dicono in tutta la loro limpida freschezza della prima scoperta. Dimentica tutte le tecniche! Di queste ne possiamo riparlare fra qualche anno.
    Ti auguro una buona prima volta!

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