Spiritualità ed eiaculazione, meditazione e ritenzione del seme

Spiritualità ed eiaculazione, meditazione e ritenzione del seme

Come posso evitare la perdita di energia dovuta alle polluzioni?

Carlo: Sono un praticante di Qi gong da 22 anni e ho un problema di polluzioni notturne. La mia pratica mi sta dando risultati molto soddisfacenti, ma mi capita periodicamente (circa ogni 12-15 giorni) di avere delle polluzioni notturne. A volte riesco a controllarle con dei bhanda, ma altre volte mi distruggono letteralmente impedendomi l’accesso alle mie energie per almeno un paio di giorni. Come posso fare per impedire questi spiacevoli avvenimenti?

Elmar: Ciao Carlo, se chiedi a un taoista, ti dirà che le polluzioni come l’eiaculazione diurna devono essere controllate. Siccome hai chiesto ad un tantrico, ti dico il contrario: lascia i processi fisiologici avvenire come avvengono per natura, senza impedirli. Se durante la tua giornata con un respiro cosciente secondo per secondo ti carichi di energia (che abbonda nell’universo), la piccola perdita non sarà più un problema. Per approfondire l’argomento puoi leggere il libro Tantra e meditazione oppure Tantra – La via dell’estasi sessuale.

Carlo: C’è verità in ciò che dici. Grazie di cuore per la risposta e per lo scambio! In effetti, quando non dò peso all’avvenimento e continuo a rimanere centrato nel mio essere, non accuso più di tanto la mancanza di energia, né fisicamente né mentalmente. Comunque è stato prezioso, leggerò il vostro libro.

Posso eiaculare se sono su un cammino spirituale?

Cristiano: Sono felicemente sposato e ho letto il vostro libro Tantra – La via dell’estasi sessuale, l’ho trovato molto interessante e vorrei farvi una domanda: nel libro voi dite che si può giungere all’orgasmo con la perdita dell’ens seminis (energia del seme) senza che questo comprometta l’evoluzione spirituale o riduca la vita (come diversi altri autori tantrici dicono). Quindi vorrei una spiegazione più dettagliata su questo argomento: è possibile a volte, lasciare che avvenga l’orgasmo fisiologico?

Elmar: Caro Cristiano, è possibile. Basta osservare ciò che avviene effettivamente nella tua pratica sessuale e non nei libri. Dopo l’eiaculazione ti senti stanco per un certo periodo (il cosiddetto periodo refrattario) e poi ti ricarichi di nuovo. Più ti apri energeticamente, più velocemente ti ricarichi. Finché non sei malato o depresso quell’avarizia energetica di risparmiare il seme esiste più nei libri che nella realtà. Se fai per esempio l’amore con le 4 chiavi o inglobi l’atto sessuale nella consapevolezza dei chakra durante una meditazione tantrica (come descritta nel libro che hai in mano), non fa più alcuna differenza se eiaculi o no; rimani integro nel tuo campo energetico in entrambi i casi.
Puoi anche scegliere di venire all’orgasmo una o più volte energeticamente senza eiaculare e la successiva volta con l’eiaculazione e osservare l’andamento energetico.

Si può ottenere un orgasmo senza eiaculare?

Cristiano: Sono un ragazzo di 26 anni e mi piacerebbe sapere se è vero che si possa ottenere un orgasmo senza eiaculazione e, se sì, quali siano gli esercizi da fare per riuscire in questa pratica.

Elmar: Ciao Giuseppe, è vero – lo insegniamo anche nei corsi. Tieni però conto che non è un normale orgasmo, dal quale togli soltanto l’eiaculazione; è molto più coinvolgente sul piano emotivo e richiede una certa disponibilità di lavorare su se stessi non soltanto in senso sessuale, ma in un senso più totale. Non è una questione “idraulica”, ma piuttosto l’effetto di espandere la tua energia in modo rivoluzionario nel tuo corpo e nella tua mente; è una pratica che ha più da fare con la meditazione che con una “ginnastica sessuale”. Trovi più informazioni nel nostro libro Tantra – La via dell’estasi sessuale.

L'atto amoroso può portare oltre il semplice godimento fisico?

Cristiano: Ho 42 anni, vi scrivo per avere chiarimenti sulle tecniche di ritenzione del seme. Attualmente sto leggendo due libri al riguardo: “Sessualità e spiritualità nel tantra” di Sunyata Saraswati e “Tao Yoga dell’amore” di Mantak Chia. Sono arrivato a queste letture perché mi interessano le materie spirituali e credo veramente che possano dare un aiuto per migliorare la propria vita e il mondo in generale. Vorrei capire se l’atto d’amore può diventare qualcosa di più che un semplice “godimento” fisico, ma possa diventare una chiave d’ingresso per stati di benessere superiore. Vorrei capire se ci sono controindicazioni nel seguire i consigli dati dai libri sopra indicati, oppure se avreste altri testi da consigliare.

Elmar: Caro Luca, sulla ritenzione del seme è stato scritto molto; nelle varie scuole tantriche e taoiste trovi degli approcci molto diversi e, talvolta, contraddittori. Conosco entrambi i libri che citi e li ritengo validi sull’argomento.
Nella nostra pratica, seguiamo un altro metodo che porta il corpo maschile ad una tale scioltezza e sensibilità che la questione della ritenzione non si pone più. Semplicemente non vieni più, senza trattenere alcunché. Trovi una descrizione sommaria nei nostri due libri Tantra – La via dell’estasi sessuale e Tantra per due. La tua domanda “capire se l’atto d’amore può […] essere una chiave d’ingresso per stati di benessere superiore” è il nocciolo del tantra sessuale, perciò un elemento costante in tutti i nostri corsi.
Se vuoi avere la certezza, quale sia il metodo più adatto a te, puoi scegliere dai vari libri quelle tecniche, che ti ispirano di più e metterle in pratica per un certo periodo (1-2 mesi). Poi valuta qual è quella più piacevole e che ti ha dato il maggior successo.

Mi piace arrivare all'orgasmo senza eiaculare.

Marco: Ciao, ho 29 anni, sono fedelmente fidanzato da due anni e molto innamorato. Ho letto il vostro libro Tantra – La via dell’estasi sessuale che ho trovato molto interessante. Successivamente ho letto anche il “Tao dell’amore” di Mantak Chia. Il discorso della ritenzione dello sperma ha destato particolare interesse in me. Provando qualche volta e contraendo sempre con meno forza i muscoli della zona pelvica e il diaframma sono riuscito a raggiungere l’orgasmo senza espellere il seme che lui chiama ‘linfa vitale’. Effettivamente mi sento meglio non svuotato e sempre attratto dalla mia ragazza. Ma non sono comunque convinto che non sia una cosa contro natura e ho paura di eventuali controindicazioni, infatti non pratico la ritenzione per la maggior parte delle volte anche se ho notato che più la pratico, più riesco a rilassarmi godendo e sentire l’energia salire.
Anche se ho letto la tua battuta, Elmar, dove dici “se si avessero un numero limitato di eiaculazioni durante la vita, io sarei già morto da un pezzo” vorrei sapere se tu eiaculi a ogni rapporto (se non sono troppo invadente).

Elmar: Caro Marco, trovo molto interessante la tua mail, anche perché su questo tema se ne sentono di tutti i colori. Se a te fa bene praticare la ritenzione contraendo i muscoli pelvici e il diaframma, continua tranquillamente a farlo. Ogni tecnica che ti fa stare bene va bene.
Nel nostro libro abbiamo consciamente preso una posizione controcorrente, perché nella maggior parte dei testi sembra che la ritenzione del seme sia l’essenza delle pratiche tantriche, e non lo è.
Ogni tecnica va bene per alcuni uomini e non va bene per altri. Ciò dipende dal livello di energia, dalla struttura caratteriale, dalla costituzione fisica, dall’armatura muscolare, … Conosco uomini che, se lo fanno una volta, quasi “esplodono”, altri che trovano un buon equilibrio eiaculando una volta sì e una no, altri che possono praticare la ritenzione per diverse volte di seguito. In generale, il corpo ti dà dei segnali precisi, cosa vuole e cosa non vuole.
Personalmente, preferisco una pratica dove, in un atto molto lungo, si tira l’energia più in alto possibile e per un lungo periodo, e alla fine non importa più se eiaculo o no, non fa più alcuna differenza. Quello che però va bene a me non necessariamente è un bene anche per te: predi il tuo piacere come riferimento e non quello di un altro.

Pratico la ritenzione da un anno, ma ho un conflitto concettuale.

Primo: Ho praticato a lungo le tecniche insegnate da Mantak Chia, compresa la ritenzione prolungata del seme. Penso che non ci sia niente di male nell’eiaculazione, ma credo che per risvegliare certe energie sia necessario portare l’energia sessuale verso l’interno per attivare l’orbita microcosmica e gli altri canali energetici, per indirizzare l’esplosione energetica dell’orgasmo verso l’interno con alcuni bhanda e con la respirazione.
Le mie domande sono le seguenti:
1. So che Mantak Chia si è astenuto dall’eiaculazione per 10 anni di seguito. Io personalmente sono stato senza eiaculare per più di un anno, con una pratica sessuale quotidiana.
Esistono informazioni scientifiche sulla ritenzione prolungata del seme? A me soddisfa molto portare l’energia all’interno e stare senza eiaculare per diversi mesi di seguito, ma non so cosa accade esattamente alla produzione spermatica in questi casi.
2. Che dire della fantasia sessuale? Alcuni autori, fra i quali lo stesso Mantak Chia, tendono a demonizzarla. Che rapporto assumere con la nostra società cosi piena d’immagini sessuali?
3. Ho letto in parte i vostri libri e mi sono piaciuti, ma li ho trovati carenti dal punto di vista della riflessione sul “perché” del sesso. Trovo limitante parlare del piacere e della gratificazione come del fine più importante dell’esperienza sessuale.Cosa ne pensate dei tentativi di costruire una metafisica del sesso? Conoscete le idee di Julius Evola e di Aleister Crowley?

Elmar: Caro Primo, vedo che vuoi arrivare fino in fondo a questa questione.
1. Non so se ci sono ricerche scientifiche sulla ritenzione prolungata del seme, credo che Mantak Chia sia più aggiornato di noi che non la pratichiamo.
2. Le fantasie sessuali sono prodotti della mente come mille altri pensieri, sono idee che arrivano e che passano come tutti gli altri. E allora?
3. Questa domanda è legata alla precedente. Se demonizzo una categoria di pensieri, ne devo creare un’altra. In questo caso noi preferiamo le fantasie erotiche alla metafisica del sesso, perché le fantasie erotiche sono spontanee e naturali, la metafisica del sesso è tutta una costruzione fatta a posteriori. Conosciamo le idee di Julius Evola e di Aleister Crowley, non c’interessa pensare molto sul sesso, ma viverlo fino in fondo. Per chi entra nel piacere interamente dissolvendosi in esso, non trova più nulla da trascendere né da trasformare, perché è già diventato uno con l’esperienza. Lasciamo queste domande ai teologi del tantrismo e del taoismo, intanto noi continuiamo a praticare.

Primo: Grazie per la risposta gentile. Mantak Chia pensa, che l’instaurarsi di una possente orbita microcosmica faccia “evaporare” (termine simbolico) gli spermatozoi e i fluidi in eccesso dalla zona sessuale verso il resto dell’organismo. Il circuito si chiude verso l’interno, senza lasciar sfuggire niente né attraverso la vescica né attraverso le polluzioni notturne, che sono la prima cosa che il taoista si preoccupa di eliminare. In pratica, si dice che l’eiaculazione non si sfoga più, energeticamente e fisiologicamente, verso l’esterno, ma verso l’interno come un “fiume” d’energia vitale che scorre a ritroso, alimentando l’alchimia interna dell’organismo. Ho domandato la vostra opinione perché vi sapevo particolarmente critici nei confronti di quest’aspetto dello yoga sessuale.
Un’altra cosa: Il mio problema principale consiste soprattutto nel forte conflitto tra il mondo di concetti che la mia mente ha a disposizione e l’emergere di intuizioni ed esperienze profonde ma ignorate o contraddette da tali concetti. Tale conflitto ha assunto in alcuni periodi aspetti drammatici.

Elmar: Mi posso immaginare che i tuoi troppi concetti mentali ti possano portare al conflitto che descrivi. Una cosa non mi torna nelle tue lettere: l’effetto della non-eiaculazione dovrebbe esser proprio quello di mandare l’energia nei chakra alti, in modo da aprirli energeticamente spazzando via tutti i pensieri e svuotato la testa per fare posto a quegli stati meditativi che sono al di là di tutti i concetti mentali. Allora come mai tu – che fai queste pratiche – hai la testa piena di concetti?

Primo: Il mio problema non è la presenza di concetti: io amo la riflessione. Il vero problema è il forte conflitto tra diversi aspetti del mio essere, e io non vorrei “scacciare” i pensieri, ma chiarirli, perché riguardano l’impostazione di base della mia vita. L’apertura dell’orbita microcosmica facilita molto la meditazione, il silenzio interiore e lo sviluppo della coscienza, ma io sono purtroppo una persona strana e complicata. La stessa gestione dell’energia interna è collegata con atteggiamenti verso la vita sui quali mi sento in forte conflitto: l’etica del sesso, lo sport, che io amo praticare ma che non riesco ad accettare del tutto da un punto di vista mentale, l’alimentazione e i problemi posti dai vegetariani sull’etica dell’alimentazione, e tante altre questioni morali o conoscitive che mi fanno soffrire. Sono tutti argomenti che non si risolvono solo ignorandoli, e per una serie di circostanze mi sono trovato in un crocevia di pensieri e questioni piuttosto insidioso.

Elmar: Cosa ti dà la sicurezza che tutti queste questioni possano trovare una risposta nella riflessione? Qualsiasi risposta ti dai, anche questa “opinione” sarà un pensiero, anzi un meta-pensiero, cioè un pensiero sul mondo dei tuoi pensieri. Ma chi ti dice che la riflessione sia lo strumento più adatto? Questa scelta di metodo implica già una scelta di risultato.
Hai mai fatto un test per cui la danza o la mano sensuale di una donna sulla tua pelle potrebbero essere dei metodi più efficaci per risolvere una parte dei tuoi quesiti? Questa non è una battuta o un gioco di parole, lo puoi prendere alla lettera. Prova a fare questa prova per tre settimane: se finora sei abituato a riflettere per un’ora al giorno sulle tue questioni, prova a dedicare lo stesso tempo alla danza o alle carezze per osservare cosa cambia nel tuo sistema corpo-mente. Potresti rimanere sorpreso.

Primo: Alcune persone sopravvalutano il potere dell’intelletto, altre lo sottovalutano. Comunque, quando parlo di riflessione, intendo in realtà una meditazione – riflessione, che include anche un lavoro yoghico. Il tuo suggerimento è lo stesso interessante: per seguirlo dovrei trovare solo il tempo. In ogni caso, Gurdjieff diceva, riferendosi ai tre “centri” del pensiero, dell’emozione e della sensazione: capire con un solo centro è allucinare, capire con due centri è semi-allucinare, solo capire con tre centri è veramente capire. Saluti, e spero di poter venire a qualche corso!

Elmar: Benissimo, è esattamente il punto al quale ti voglio portare: bilanciare nella tua vita le tre attività di pensare, emozionarsi e sentire. Ad ora sei completamente focalizzato sul pensare e ogni domanda ti riporta nel regno dei ragionamenti, ti porta a pensare, a riflettere e a pensare sui pensieri. Questo è un metodo efficiente per tutte le questioni che seguono una logica lineare, come la tecnologia e la giurisprudenza, ma è completamente inutile per i massimi sistemi, come il senso della vita, la morte, il piacere, l’amore, l’orgasmo mistico, …
Quando inizierai con la pratica tantrica bilanciando i tre centri, noterai che molte domande diventeranno più leggere e sboccheranno non in una risposta pensata, ma in un’esperienza riflettuta-sentita che ti emozionerà per la sua totalità che coinvolge tutto il tuo essere.

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