Relazione di coppia e difficoltà

Relazione di coppia e difficoltà

Mi preoccupa invitare mio marito al corso

Giuliana: Una parte di me attende con curiosità e piacere di partecipare al corso Ardore nel cuore, un’altra parte si preoccupa per ciò che succederà al mio compagno. Ho paura che non capisca e pensi “male” di me, che l’ho convinto (o costretto) a seguirmi.

Michaela: Cara Giuliana, mi ricordo che questo era il tuo timore già quando ci siamo incontrati l’altra volta. Il tuo compagno attualmente pensa male di te? Quanto peggio potrebbe ancora pensare? Lo hai verificato, gli hai chiesto se si sente veramente costretto, o ti fai la domanda e la risposta da sola?
Quando scopri in te un pensiero del tipo “So cosa lui vuole da me, perciò non glielo chiedo nemmeno” oppure “Questa cosa non glielo chiedo, tanto so già cosa mi risponde” significa che:
a) interrompi la comunicazione con lui;
b) ti illudi di conoscere tuo marito meglio di quanto lui conosca se stesso;
c) anticipando la sua risposta in base ai discorsi fatti nel passato, non gli dai la possibilità che ti possa rispondere in modo diverso. Se lui nel frattempo fosse cambiato, non ti accorgeresti nemmeno. Alla fine, gli potresti fare il classico rimprovero “Tu mi dici sempre le stesse cose, non cambi mai”.
Prova a chiedere semplicemente a tuo marito se vuole venire con te al corso di agosto. Poi prendi per buona la sua risposta senza aggiungere le tue interpretazioni. Successivamente gli puoi chiedere cosa pensa di te e di nuovo credi alle sue parole. In fondo è così semplice come chiedere “Vuoi mangiare un gelato insieme a me?”. Finora sei stata tu a complicare le cose, non tuo marito. Lui non sa nemmeno che vuoi fare il corso con lui.

La mia ragazza è difficile, ingrata e cambia spesso idea

Stefano: Ho 31 anni e vivo a Treviso, di carattere sono molto sensibile, apprensivo e teso. Visto che nessuno da un anno riesce a risolvere il mio problema, vi chiedo cortesemente di leggere la mia lunga lettera.
Un anno fa sono tornato assieme alla mia ex ragazza che nella precedente separazione mi ha fatto soffrire in maniera indescrivibile. Questa ragazza è molto instabile e continua a creare nella mia vita continui cambiamenti, sconvolgimenti e situazioni stressanti. Proprio per questo i miei genitori hanno creato una condizione ancora più stressante, poiché lei voleva che andassimo a vivere insieme, perché con i suoi non ne poteva più. Io, per non perderla, ho preso la difficilissima decisione di andare a vivere con lei, facendo soffrire incredibilmente i miei genitori, ai quali tengo moltissimo. Siamo andati a vivere assieme dopo un trasloco faticoso e infinite discussioni coi miei genitori, ristrettezze economiche, perdita di molti amici. In seguito ho cominciato ad avere problemi di lavoro, poiché il nuovo direttore non mi coinvolgeva nella vita aziendale e ho cominciato a sentirmi profondamente escluso.
Speravo che la mia ragazza cogliesse quest’occasione per vivere una nuova vita di fianco ad una persona che la amava tantissimo.…, ma così non è stato. Io ho sempre considerato particolarmente importante la vita sessuale all’interno della coppia e lei anche, ma da quando siamo andati a vivere assieme, ha cominciato a non aver più voglia di fare l’amore. Lei non manteneva le promesse che faceva e abbiamo cominciato a litigare spesso.
Poche settimane dopo durante un rapporto sessuale, al momento dell’eiaculazione ho avvertito un forte e pungente dolore alla base del pene che è proseguito anche nei giorni successivi. Dopo aver fatto molte visite specialistiche negative, reputo che il mio dolore cronico possa essere un problema psicosomatico. Non so veramente più cosa fare, sono stremato! Non ce n’è una che mi vada dritta in questo periodo!
Ora, ho lasciato questa ragazza da tre giorni poiché non ho sopportato l’ennesimo voltabandiera. Dopo avermi “strappato” dalla mia famiglia, vuole andare nuovamente a vivere da sola, ma io questa volta non l’ho voluta più seguire. Dopo tutti i sacrifici e le sofferenze affrontate per vivere con lei, giunto a un limite, l’ho lasciata.

Elmar: Io non sono un medico, ma se diversi specialisti non hanno trovato alcuna patologia organica, seguire la traccia psicosomatica può essere una buona pista, che però devi seguire con un medico specializzato in medicina psicosomatica. Per quanto riguarda i tuoi rapporti, noto che badi molto agli altri e cerchi di accontentare tutti: la ragazza, i genitori, l’azienda, finendo nell’inferno, perché ognuno vuole qualcosa da te.
La ricerca cambia nel momento in cui inizi a badare a te stesso, quando inizi a chiederti: cosa faccio per stare bene? Quali sono i miei obiettivi nel lavoro? Cosa mi soddisfa nella relazione intima? Cosa posso dare a una ragazza e cosa pretendo in cambio?
Il corso Comprendersi nel corpo è specifico su questi problemi, comprende tra l’altro anche un esercizio per rilassare la zona pelvica e il bacino. Le due cose, il “badare troppo agli altri” e il “fastidio nelle pelvi” sono più collegati di quanto pensi. Prenditi cura del tuo piacere!

I miei genitori sono contrari che io conviva con il mio fidanzato

Lidia: Sono una ragazza bolognese che da 2 anni si è trasferita ad Alessandria dove convivo con un uomo con cui ho un perfetto feeling. Mia madre è venuta qui poche volte, mio padre ha rifiutato l’idea di avermi lontana ed entrambi, nelle rare telefonate che mi fanno, mi punzecchiano. Molto spesso io mi sento in colpa e questo ha fatto di me uno straccio. Verso il mio compagno ho degli strani risentimenti, spesso non voglio avere rapporti sessuali nonostante mi soddisfi, mi privo d’ogni tipo d’amore e affetto, vedo tutto nero. Quando sono serena sono piacevole e simpatica, ma quando cado nella depressione più acuta, non mi va bene niente. Vorrei ritrovarmi e ritrovare il mio rapporto con lui. Il tantra potrebbe essere uno strumento per capire meglio?

Elmar: Cara Lidia, leggendo le tue righe, la connessione tra i due problemi (con i genitori e con il fidanzato) mi pare ovvia: quando i genitori sono contrari al tuo trasferimento volendoti trattenere con loro, tu rifletti questa situazione sulla tua relazione. Disturba la tua storia in modo proporzionale alla colpa che credi di avere per essere andata via. L’origine di questo senso di colpa è da capire un po’ meglio: in che modo ti senti legata ai genitori? Quale buco stai coprendo nella loro vita? Com’è il rapporto tra loro? In che modo rispondi ai loro bisogni dei quali, probabilmente, nessuno è cosciente?
Ti possiamo fornire degli strumenti per capire meglio i vari rapporti: il primo con te stessa, il secondo con i genitori, il terzo con il tuo compagno. Abbiamo un corso I mostri interiori, che tratta esattamente questa tematica. E’ un corso molto intenso, perciò se decidi di partecipare, è consigliabile per te aver fatto prima almeno uno dei corsi introduttivi.

La mia ragazza ha incontrato l’ex fidanzato. Ora non è più come prima.

Sebastiano: Da circa due mesi frequento una ragazza e tutto era meravigliosamente bello fino a lunedì, quando ha rincontrato il suo ex fidanzato per restituirsi i regali fatti tra di loro. Durante la conversazione mi ha raccontato che hanno pianto nostalgicamente gli eventi trascorsi insieme, e c’è scappato un bacio, anche se lei afferma che non sia stato passionale. Da due giorni tutto è cambiato, lei è confusa e vuole capire cosa prova per me e per lui. Com’ è possibile! Lei ha detto che è fortemente convinta dell’amore che prova per me, allora su cosa deve riflettere? Temo che sia un modo “soft” per “sbarazzarsi” di me, sento che tornerà con lui, altrimenti non avrebbe avuto la necessità di mettere in dubbio sentimenti così forti, come li prova nei miei confronti.
Mi ha chiesto due mesi di tempo per riflettere e io ho risposto “ok”. Come posso agire? Cerco di starle vicino senza aumentare la confusione? Allo stesso tempo convivo con la paura di perderla, perché quello che provo per lei è forte.

Elmar: Ciao Sebastiano, l’addio da una persona che si è amata, provoca sempre una grande quantità di emozioni, di nostalgia, di apprezzamenti su ciò che è stato, ecc. Tutti i sentimenti non vissuti, le domande non fatte, i temi inconclusi tornano a galla. Il fatto che durante lo scambio dei regali sia successo questo non è illogico, è naturale.
Per te non resta altro che attendere i suoi processi: lasciarla concludere la relazione con lui e aspettare finché sia di nuovo aperta a te. Meno interferisci tu, più alta sarà la probabilità che diventi veramente una sua decisione. Se le stai troppo addosso, rischi che non concluda l’addio con l’altro, ma che faccia un compromesso tra le esigenze proprie, le tue e quelle dell’ex. Puoi trovare molte informazioni su queste dinamiche dell’amore nel libro Tantra per due.


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Amore e difficoltà nella coppia

Amore e difficoltà nella coppia

Stiamo insieme, ma lei non è innamorata di me

Luciano: Ho conosciuto la collega di mia sorella che si è lasciata con il suo ragazzo dopo quattro anni di fidanzamento. Ci stiamo frequentando e facciamo l’amore insieme. C’è molta passione tra di noi, ma lei mi ripete sempre che se non ci si innamora da subito, non ci si innamora più. Io cerco di farle capire che l’infatuazione è una cosa, mentre il vero amore è un’altra e viene col tempo. Adesso sono passati sei mesi, ma lei non molla.

Michaela: Luciano, se soltanto gli innamorati stessero insieme, il 98% della popolazione sarebbe single. Invece si vedono tante coppie. Molte coppie non stanno insieme perché sono innamorati, ma per motivi meno romantici: per colmare un vuoto, per non stare soli, per attrazione sessuale, per amicizia, perché non trovano un partner migliore, perché gli è capitato un figlio, per varie ragioni. L’innamoramento è una bella cosa, che porta le persone insieme, ma non necessariamente crea la coppia più stabile. Il problema sta nell’idea fissa della tua ragazza che vede l’innamoramento non come una fase temporanea (spesso iniziale) nel ciclo di vita della coppia, ma lo considera un presupposto. Se fosse coerente a questa convinzione, ti dovrebbe mollare all’istante. Forse la sua mente e il suo cuore non sono così sintonizzati come vorrebbe? O forse ti vuole più bene di quello che crede? Oppure usa questa convinzione per creare un po’ di distanza tra di voi, per mantenersi una porta d’uscita sempre aperta? Non lo posso sapere dalle poche informazioni ricevute per e-mail, ma al primo corso in cui verrete, vedremo in profondo alle vostre incomprensioni. Nel frattempo non insistere sulla tua versione di amore e innamoramento. Non è una questione razionale, ma va risolto sul piano dei sentimenti, sia per te come per lei.

Dopo 4 anni che stiamo insieme, il mio compagno non sa ancora se mi ama

Paola: Sono sicura dell’amore che provo per il mio compagno e sento che lui ha bisogno di me e che non riuscirei mai a tradirlo, eppure lui dopo 4 anni che stiamo insieme, ha ancora bisogno di tempo per capire se mi ama.

Michaela: Interessante, ma il tuo compagno come vede la questione?

Giovanni: Beh, Paola tendenzialmente mi vuole ingabbiare con le sue pretese, inoltre non so se lei è sincera, spesso mi sento tradito da lei.

Michaela: Diventa sempre più interessante. Come prima cosa vi consiglio di parlare ognuno dei propri sentimenti e non di quelli dell’altro, perché in fondo non li conoscete, anche se pensate di conoscervi molto bene. Perciò sostituite il “lui ha bisogno di me” con “penso che lui abbia bisogno di me” e il “lei mi vuole ingabbiare” con “mi sento ingabbiato”. Prendetevi almeno 15 minuti ogni giorno per allenarvi in questo modo di comunicare: ogni volta che vorresti dire “tu sei, tu fai” lo sostituite con “io penso, sento”.

Paola: L’abbiamo provato per 10 giorni e abbiamo scoperto che io ho bisogno di più contatto fisico, di essere guardata da lui mentre parliamo, di sentirlo più vicino.

Giovanni: Io invece ho bisogno di avere più tempi liberi per me, di poter chiudere gli occhi quando facciamo l’amore, di sapere di essere amato così come sono, altrimenti mi sento tradito. Ci vediamo molto in quella dinamica che nel libro Tantra per due descrivete come il “dilemma tra abbandonato e invaso”. Abbiamo deciso insieme di venire ad un corso per lavorare su questa questione che per la nostra relazione è diventata cruciale, l’e-mail ci sembra troppo limitativo

Michaela: Ora le cose mi sembrano più chiare. Intanto potete continuare con il dialogo ogni giorno e nei momenti più intimi cercate una posizione o una distanza che vada bene a entrambi, probabilmente non sarà né così vicina come la vuole Paola e nemmeno così lontana come la vorrebbe Giovanni. Se non riuscite a trovare una soluzione, la vedremo al corso.

Prima io non volevo, ma ora che io lo amo, lui prende le distanze

Azzurra: Come era prevedibile ora nella nostra coppia tutto sembra sgretolarsi, le distanze si fanno più ampie, la vitalità scende a picco, il respiro si blocca continuamente e i miei sentimenti vacillano. Federico ha proposto alcuni cambiamenti che io non condivido, non sento, non corrispondono ai miei bisogni, ma che a quanto pare dovrò accettare forzatamente, perchè attualmente rappresentano quello di cui ha bisogno lui:
– dormire in letti separati;
– frequentare altre persone senza bisogno di comunicarlo;
– darsi un tempo per verificare se qualcosa è cambiato;
Non ha più intenzione di investire nella relazione, perchè dall’ultimo grande litigio lui non si sente più una coppia. Io, sorprendentemente, nonostante la mia dichiarazione, mi sento ancora legata a lui. Ora sento la distanza che diventa immensa, le nuove potenzialità senza terreno fertile e un senso di colpa che mina la relazione. Provo a stare con questa terribile sensazione di “fine” che mi sento in tutto il corpo e provo a lasciare sedimentare tutto ciò che è accaduto. C’è altro che posso fare?

Michaela: Ciao Azzurra, ora non mi rivolgo solo a te, ma a tutti e due. Se le cose stanno come le descrivi e Federico non ha una versione completamente diversa dalla tua, tutta la dinamica sembra essere un gioco di carattere difensivo. Prima tu eri restia all’intimità e lui ti cercava. Ora tu ti sei aperta e lui non ti vuole più. In altri termini: quando uno vuole essere vicino, l’altro si allontana, e viceversa. L’importante per ora è di comprendere che questi movimenti non sono delle decisioni, ma sono delle reazioni difensive all’apertura del partner. Vi alternate nel ruolo di chi dice sì e chi dice no, ma l’esito è sempre lo stesso: vi allontana dall’intimità.
Se venite al prossimo corso, indipendentemente dalla “definizione di coppia” (che in questo periodo non è una libera scelta, ma una reazione difensiva a ciò che fa il partner, un’altalena di ripicche), possiamo andare in profondo: vedere cosa sta sotto tutte queste reazioni, che sono sintomi e non sono i veri problemi. Se volete fare il prossimo passo, è utile se nel frattempo fate alcuni compiti:
1. De-frammentazione da carattere e da scenario, quando siete frammentati
2. Riflettere su quali sono i vostri giochi di potere. Specialmente il potere del partner di turno che dice “no” alle proposte dell’altro
3. Non prendere grandi decisioni, quando siete in difesa caratteriale (o quando non amate), perché aumentano le reazioni del partner anziché portare al nocciolo della faccenda. Succede come in Palestina: io oggi ti butto un razzo, perché tu ieri hai ucciso un mio soldato. So che domani tu farai esplodere un kamikaze, perciò dopodomani bombarderò un tuo villaggio, ecc. Mando un abbraccio a tutti e due.

Se mio marito mi tradisce, vuol dire che qualcosa non va?

Tara: Ho 60 anni e non ho mai avuto fantasie sessuali con mio marito. I rapporti sono molto teneri ma l’anno scorso ho scoperto che mi ha tradito. Voglio fare qualcosa per me e sapere che cosa non va.

Michaela: Ciao Tara, in quasi tutte le coppie che hanno rapporti molto teneri e dove la passione focosa non sta in primo piano, uno dei due prima o poi tradisce. E questo tradimento non è da considerarsi un’ostilità contro il partner amato, ma è una ricerca della passione, delle fantasie sessuali ecc. che il “traditore” crede di non poter trovare all’interno della relazione, che conosce solo come tenera e dolce. In fondo tuo marito nei fatti dichiara la stessa cosa, che tu dici a me a parole: Cosa non va?
Mentre tu ti fai il quesito, lui è andato a cercare la soluzione altrove. Il prossimo passo consiste nel trovare la passione anche all’interno del vostro rapporto. Se venite a uno dei corsi introduttivi, vi possiamo consigliare delle pratiche corpo-mente adatte a voi e alla vostra ricerca della passione. Nel frattempo potreste leggere il libro Tantra per due.


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Migliorare rapporti coniugali logori

Migliorare rapporti coniugali logori

Il rapporto con mio marito è logoro, benché a letto vada molto bene

Ale: Salve, ho appena iniziato a leggere il vostro libro Tantra per due dove scrivete che il sesso è lo specchio di una relazione di coppia. Concordo con voi e vi chiedo: per la vostra concezione è possibile che un rapporto che io definisco come “logoro e in totale crisi” vi sia un’intesa sessuale totale, perfetta, addirittura migliore di prima, una fonte di piacere reciproco e di circolarità condivise?

Michaela: Cara Ale, sì esiste. Ognuno di noi è più o meno scisso in parti, perciò si può benissimo fare buon sesso senza amare, avere un’intesa sessuale buonissima che non si riflette sulle scelte di vita, godere a letto senza una comprensione reciproca sulla vita, ecc. Talvolta compensiamo anche in un settore, per esempio nel sesso, delle carenze che abbiamo altrove. L’essere umano è troppo originale per lasciarsi descrivere nei libri che purtroppo devono sempre stare sul generico. Inoltre ci può essere un altro fattore che spiega questa incoerenza: molte coppie sono talmente attenti a mantenere l’armonia nella coppia che sono costantemente vigili a ogni potenziale pericolo che possa nuocere il rapporto, perciò evitano tutti i toni forti, cercano sempre la comprensione, evitano ogni conflitto, ecc. Questo crea una continua tensione che mina il desiderio e la passione sessuale. Quando una bella volta non ne possono più e iniziano a litigare apertamente, finalmente si rilassano e la passione sessuale si apre come un bocciolo in primavera.

Vorrei che mia moglie scoprisse la propria femminilità

Felice: Io e mia moglie siamo sposati da quasi due anni. La nostra relazione non è fiacca, ma ogni tanto il fuoco si spegne. Come possiamo avere una vita sessuale serena con il massimo dell’appagamento? Io sarei pronto a scoprire sensazioni, a risvegliare la femminilità che c’e in lei, ma lei e più chiusa. Come posso sbloccare questa situazione?

Michaela: Ciao Felice, stai descrivendo una dinamica frequente nella coppia: lui spinge lei a essere più aperta, sensuale, erotica, femminile, a lasciarsi andare, ecc. Lei si sente invasa da queste pretese e si chiude, benché non contraria al piacere. Allora lui spinge con maggior forza e le racconta tutte le buone ragioni per scoprire la femminilità. Lei si chiude maggiormente.
Se venite a un corso introduttivo, per esempio Ardore nel cuore in agosto, possiamo darvi una consulenza e degli strumenti per sbloccare prima di tutto le vostre dinamiche affettive. Successivamente, se la tua compagna lo desidera, degli elementi per risvegliare la “femminilità”. Però a una condizione: che l’iniziativa parta da lei.

Mia moglie è spesso malcontenta e io non trovo pace

Luca: Da quando mia moglie ha fatto amicizia con una coppia, il nostro rapporto è precipitato in un burrone. Da circa 4 mesi mia moglie ha dei rapporti intimi con una coppia incontrata in una chat-line, e pur capendo il suo desiderio di vivere delle nuove emozioni, questo mi fa venire molti dubbi sulla nostra relazione. Io sono buddista e medito ogni giorno con regolarità (Anapana, Tara, Vajrasattva). Ultimamente durante le meditazioni non riesco più a visualizzare quello che fa parte della meditazione, invece continuo a vedere quei due pini che avevo piantato 10 anni fa nel nostro giardino e che mia moglie ha fatto tagliare quando ero all’estero per lavoro. Non so più da che parte andare.

Elmar: Caro Luca, anch’io seguo gli insegnamenti buddhisti; se ti ricordi le qualità di Vajrasattva comprendono la compassione, la saggezza e la chiarezza. A sentire le tue parole mi pare che tu faccia il bonaccione che si butta un po’ troppo sulla compassione e meno sulla saggezza. è così?
Dimmi un’altra cosa: com’ era il vostro rapporto prima che tua moglie avesse incontrato quella coppia? Era un rapporto sereno, sofferto, passionale, addormentato, amorevole o conflittuale?

Luca: Purtroppo è così, sono troppo buono, me lo dicono anche i miei amici. Con mia moglie ci sono conflitti quasi da sempre, lei è facilmente irritabile e malcontenta e il nostro rapporto è tutt’altro che passionale- Lo chiamerei addormento, con dei conflitti che covano sotto la coperta. Malgrado tutti gli sforzi che faccio per essere equanime nella situazione famigliare, non riesco più a trovare pace.

Elmar: Caro Luca, allora l’incontro con quella coppia ha soltanto fatto esplodere una serie di conflitti preesistenti, ma non mi pare essere il nocciolo del problema. Sai, ci sono tempi per coltivare la pace interiore e ci sono tempi per mostrare le palle. Se accantoni per un certo periodo tutti gli ideali buddhisti come la compassione, la pace, l’equanimità e investi la tua consapevolezza per scoprire il tuo potenziale aggressivo e la tua forza (rappresentata nel buddismo tibetano per esempio da Heruka, Ekajati e Vajrakila, con tante di quelle fiamme, spade e denti), la tua meditazione in futuro diventerà molto più profonda e la pace si manifesterà spontaneamente senza alcuna imposizione mentale.

Luca: Grazie per i consigli, conosco le meditazioni sulle divinità irate che citi, ma non le ho mai praticate. Ho visto che nel programma hai un corso chiamato Cerchio degli uomini. Pensi che sia il mio caso?

Elmar: Si, penso che sia adatto per le tue questioni aperte. Se puoi partecipare, iscriviti presto perché ormai è molto pieno. In alternativa potresti praticare anche Karatè in una palestra vicina.

Parliamo soltanto delle cose banali

Grazia: Siamo sposati da 21 anni, ma da 2 anni viviamo praticamente separati in casa, dormiamo anche in camere separate. Parliamo soltanto delle cose banali di tutti i giorni come: cosa vuoi mangiare? Hai chiuso la porta? Che caldo che fa oggi, ecc…. E nel frattempo penso: lo lascio o non lo lascio?
Ma lui dice che non mi vuole lasciare in nessun modo e che spesso, quando litighiamo, si mangia tutta la rabbia e non me la fa mai pesare. Però vedo come vibra in modo nervoso e come aspetta finché passa.

Michaela: Nel quotidiano chi di voi due va più a cercare l’altro? Chi tocca più l’altro? Chi inizia con una carezza? Chi vorrebbe stare più vicino all’altro?

Grazia: Sono quasi sempre io che mi avvicino a lui, che lo stringo, che lo bacio. A proposito: una volta mi ossessionava con la sua voglia di sesso, ora si è molto ritirato. Io, invece, desidero essere desiderata.

Michaela: Ah, interessante! Puoi vedere che ciò che pensate sulla vostra relazione è l’esatto contrario di ciò che i corpi vogliono: tu qualche volta pensi di lasciarlo ma corporeamente lo cerchi, lui non ti vuole lasciare ma corporeamente si tiene più distante. Può essere che tu abbia una grande paura di essere abbandonata e per non doverla sopportare la anticipi mentalmente e nell’immaginario tu abbandoni prima per non essere abbandonata?

Grazia: Si, è vero, non l’avevo mai visto così. Sono psicologa, ma come si sa l’esperto è cieco nella propria relazione.

Michaela: Se sei psicologa immagino che avrai già analizzato la vostra relazione a tutti i livelli. Allora non aggiungere più altre interpretazioni, perché tu stessa sei un elemento del sistema che stai interpretando. Vai subito verso il cambiamento dando ai vostri corpi l’occasione di imparare su un altro livello, su un livello che sfugge alla razionalità.
Prova per 2 mesi con questi due esercizi: ogni giorno fate l’abbraccio del cuore per circa 10 minuti. Se non lo conosci, puoi vedere nel libro Tantra per due a pagina 279. Vi aiuta a ricollegarvi affettivamente senza l’interferenza dei pensieri.
Inoltre, quando parlate o discutete, ogni qual volta che uno si sente ferito, alza la mano (bandiera bianca). Questo vi aiuta prima di tutto ad accorgervi di come e quando vi ferite con le parole, secondo a non rispondere alla ferita aggiungendo altre ferite al partner.

Da due anni abbiamo incomprensioni e rancori reciproci

Giorgio: Sono sposato da 8 anni ed ho una figlia di 4 anni. Da un paio di anni mia moglie ed io abbiamo incomprensioni e rancori reciproci che ci impediscono di vivere un buon rapporto di coppia. Nella ricerca di una soluzione sentiamo il bisogno di riscoprirci sia individualmente che come coppia. Nei vostri libri si parla di chakranalisi, può esserci utile? C’è un corso adatto per noi?

Elmar: Caro Giorgio, questo come altri libri ti possono essere utili per trovare delle informazioni, per avere qualche spunto. Ma con i libri, come si sa, non si cambiano i comportamenti. Puoi prendere la chakranalisi come punto di partenza, vedere come si riferiscono i tuoi chakra ai suoi (avete fatto il questionario?) e fare qualche esercizio che durante la lettura vi ha ispirato per vedere cosa succede e quali comprensioni ne emergono.
Dopo 8 anni di matrimonio per molte coppie si presenta una specie di bivio (si chiama la crisi del settimo anno): o andare in profondità o accomodarsi nella routine. La prima strada è più impegnativa, ma a lungo andare più soddisfacente; la seconda è più facile, ma a lungo andare lascia un senso di vuoto.
Se decidete di riscoprivi sia individualmente che come coppia, vi possiamo segnalare il corso Ardore nel cuore e i primi corsi del training che sono adatti a questa ricerca.


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Amare al di fuori della coppia

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E' possibile amare due uomini contemporaneamente?

Elisabetta: Cari Elmar e Michaela, ho tra le mani il vostro libro che ho letto e che rileggo sempre volentieri nei momenti d’incertezza nella mia vita sessuale, in questo momento ho tanto bisogno di capire me stessa. Il problema che mi affligge si chiama Alberto, un ragazzo che ho conosciuto quest’estate e che ho incontrato diverse volte di nascosto dal mio fidanzato, ma con lui non ho mai fatto l’amore. Nei momenti d’intimità che abbiamo avuto ho provato un desiderio fortissimo e un’energia mai provata. Il fatto che non abbiamo mai avuto rapporti sessuali ha scatenato in me un desiderio grande e profondo per lui. Effettivamente fra me e Alberto si è instaurato un rapporto speciale che portiamo avanti telefonicamente dato che io sono a Pistoia e lui è a Bergamo e dato che io non ho lasciato Francesco, il mio fidanzato.
Volevo anche spiegarvi che l’amore che ho per Francesco è autentico e profondo e che continuiamo la nostra vita amorosa e sessuale più o meno felicemente. Io so che finché non mi libero dall’idea di una possibile storia con Alberto non potrò mai essere felice veramente con Francesco. E’ possibile amare due persone contemporaneamente e desiderare di fare sesso con due uomini? So che dare un consiglio in merito è difficile perché non conoscete me e nemmeno i due.
Ho 23 anni, il primo rapporto sessuale l’ho avuto all’età di 14 anni con un ragazzo non troppo gentile che mi ha perseguitato prendendosi gioco di me per tanto tempo. Da 7 anni ho rapporti con la stessa persona, che amo e che mi è molto dedita, ma non ho mai raggiunto l’orgasmo. Questo è un altro problema che mi porto dietro da tanto tempo e che vorrei risolvere.
Mi sento persa e sento di dover fare qualcosa, non riesco più a capirmi e a decifrare i miei sentimenti. Mi sento sbagliata e sola.

Michaela: Cara Elisabetta, ho letto la tua lettera e ti rispondo per quanto posso, non conoscendoti:
Mi pare che ti senti molto attratta da Alberto e che il tuo desiderio sessuale diventi più forte quando non fai l’amore e che lo mantieni ai livelli alti proprio con l’evitare di fare l’amore con lui. Anche qui ti rispondo: possiamo aiutarti a chiarire le dinamiche tra te e uno dei due uomini, ma soltanto in un incontro reale, non via e-mail. Tutto potrebbe cambiare in quel momento che fai o l’amore con Alberto o parli al tuo fidanzato dell’altra relazione. Perché in quel momento questa relazione segreta è vissuta più nel desiderio che nella realtà e si svelerebbe del suo alone fantastico.
Alla tua domanda “se è possibile amare due persone contemporaneamente?” ti rispondo: si, è possibile, tu stessa ne sei la prova, stai già amando due uomini.
Inoltre dici di non capire bene i tuoi sentimenti che però descrivi in una maniera molto chiara. Forse scrivere ti aiuta per chiariti? Tieni un diario?
Rispetto alla tua seconda domanda ti posso dire che molte donne giovani non provano l’orgasmo, a differenza degli uomini l’orgasmo femminile è una sensazione che si scopre e che s’ intensifica con il progredire nell’età. Ci sono delle pratiche che aiutano, ma non te le posso trasmettere per e-mail, perché vanno adattate alla tua situazione personale. Tra l’altro un criterio è se raggiungi l’orgasmo da sola nella masturbazione. Se mi chiami per telefono o vieni ad un corso possiamo entrare nei dettagli. Tra oggi e il nostro incontro puoi fare già una cosa: osservare se in momenti di intensa eccitazione noti qualche contrazione involontaria dei muscoli vaginali.

Sono folgorata da un altro uomo. Come posso convivere con mio marito?

Sandro: Come faccio a ritrovare la serenità sessuale con mio marito dopo aver avuto una relazione extraconiugale con un uomo che mi ha fatto assaporare l’unione perfetta, che mi ha donato l’estasi amorosa più elevata, mi ha fatto toccare il centro del mio cuore? Come si può vivere in bianco e nero quando hai visto i colori?

Michaela: Fortunatamente le relazioni umane non sono come i televisori o a colori, o in bianco e nero, da mantenere o da buttare. I televisori non si possono cambiare, le relazioni umane si. Un modo per trasformare anche il rapporto con tuo marito in un film a colori è di portare tutto quello che ti è piaciuto tanto con l’altro uomo, che ti ha fatto sentire in unione profonda e ti ha toccato il cuore nella relazione con tuo marito. Non è un’impresa facile, ma è fattibile.
Nei rapporti extraconiugali tutto è più facile, lo dicono in tanti. Abbandonarsi totalmente con un uomo in una relazione fresca è più facile che in una relazione vissuta, come è più facile uscire dai propri schemi durante le vacanze in un ambiente nuovo con persone conosciute da poco che a casa propria con relazioni consolidate.
Sei per caso in agency con tuo marito? Se la parola “agency” non ti dice nulla, dai un’occhiata al secondo capitolo del libro Tantra per due. E’ uno dei fattori chiave per rendere la propria relazione un film in bianco e nero e per rimanere folgorati da un rapporto extraconiugale.

Mia moglie si è innamorata di un altro

Fabio: Sono sposato da sei anni e conosco mia moglie da nove. La nostra unione è sempre stata molto tenera e di cuore. Siamo fin dall’inizio stati una coppia aperta, anche perché facendo gli artisti siamo sempre a contatto con persone nuove.
Dopo sposati i nostri rapporti sessuali si sono notevolmente diradati, arrivando anche a dei mesi tra un rapporto e l’altro. Lei in questi anni più di me ha avuto delle storie con estranei, all’inizio si condividevano, ultimamente non più.
Nel frattempo la nostra relazione va abbastanza bene, pur facendo l’amore soltanto una volta ogni venti giorni mi sento discretamente appagato. Da un anno a questa parte lei ha avuto degli incontri con cinque uomini e tutti hanno fatto cilecca, fuori che l’ultimo, un uomo maturo di 50 anni appena separato dalla sua ex. Morale della favola lei si è innamorata come una pazza di quest’uomo. Dal canto nostro ci vogliamo ancora bene e sentiamo entrambi un profondo legame, perciò non è andata a convivere con lui, si conoscono da appena un mese.
Ora vi chiedo: è meglio che io viva fino in fondo questa storia, vedendo la sua infatuazione? O dovrei impedirglielo con tutti i mezzi? Sarebbe meglio fare un corso con voi oppure è meglio lasciar perdere tutto e mettermi il cuore in pace? Da quello che ho letto nei vostri libri, c’è sempre un rimedio, ma forse per noi è troppo tardi. Un abbraccio forte.

Elmar: Caro Fabio, i rimedi in questo caso non si trovano sui libri, ma nella vita. Ovviamente con una sessualità diradata all’interno della coppia, un altro uomo diventa molto interessante per la donna e l’infatuazione trova un terreno fertile. L’infatuazione e la passione durano mesi, ma spesso non superano l’anno. Perciò tua moglie potrebbe dopo un certo periodo ritrovarsi nella stessa condizione come la vive ora con te. Questa, almeno, è la dinamica classica di molte persone che cambiano partner perché hanno perso la passione nella relazione principale.
Se venire ad un corso o no, non te lo posso suggerire io, la spinta deve venire da voi due. Se decidete di venire, potete lavorare su uno di tre possibili livelli:
1. In ogni caso comprendere meglio quelle resistenze e difese che ognuno di voi porta con sé nella relazione, nella vostra come in qualsiasi altra
2. Se siete ancora in tempo, potete andare alla ricerca delle chiavi della passione che in questi sei anni avete perso sotto il tappeto tra la polvere relazionale e le briciole di sesso non vissuto.
3. Se fosse già troppo tardi, potete usare il corso per avviare una separazione dignitosa, per chiarire quegli intrecci distruttivi che non volete trascinare nella prossima relazione.


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Coppia aperta

Ho ritrovato la passione con altri uomini, ma non voglio allontanarmi da mio marito

Giacinta: Cara Michaela, ho avuto il piacere due anni fa di partecipare ad un vostro corso con mio marito, è stato il primo approccio al tantra e fu entusiasmante, ma per varie ragioni abbiamo lasciato che quell’entusiasmo iniziale si spegnesse e non abbiamo proseguito nel percorso di crescita, come ci eravamo ripromessi di fare dopo avervi conosciuto. In questi due anni sono successe molte cose ed oggi ho avuto il forte desiderio di scriverti, spinta dalla voglia di ritrovare una via che mi dia serenità.
Due anni fa le motivazioni che mi spinsero ad incontrarvi, riguardavano l’insoddisfazione nel vivere il rapporto sessuale con mio marito, insoddisfazione mia e sua legata al raggiungimento da parte sua di un orgasmo in tempi rapidissimi. Non so se questa sia la causa o solo la manifestazione esteriore del nostro problema, sta di fatto che ad un certo punto io ho smesso di cercare una soluzione di coppia e ho cercato altrove, prima da sola, poi cosa incredibile anche in coppia con lui.
Mi spiego meglio: soprattutto in quest’ultimo anno mi sono concessa di vivere delle storie, in cui probabilmente l’unica cosa che m’interessava era vivere forti emozioni “di tipo sessuale”, sono andata a letto con altri uomini e mi sono sentita appagata e felice, ho vissuto il sesso in un tempo lunghissimo, con gioia e senza preoccupazioni. Poi è successo che in coppia, prima per scherzo, poi sempre più coinvolti, abbiamo cominciato a cercare su internet coppie con cui vivere situazioni intriganti.
Come puoi immaginare è stato semplicissimo combinare degli incontri. Ne abbiamo vissuti cinque: prima con una coppia, poi una donna, poi due volte con un uomo e infine ancora una coppia. L’eccitazione fisica è stata sempre travolgente, ma io nel mio intimo non mi sono mai sentita profondamente coinvolta e infatti quando ho raggiunto l’orgasmo (solo due volte) è stato molto faticoso e sicuramente non soddisfacente. Da parte sua, mio marito vive l’esperienza come una soluzione ai nostri problemi, come una compensazione a ciò che lui ritiene non potermi dare ma che vorrebbe che io avessi.
Vivo con mio marito da 11 anni e lo conosco da 13, siamo complici nella vita, condividiamo sogni e progetti e vorrei davvero, e sono certa che lo vuole anche lui, avere un’intimità meravigliosa, sento che questi surrogati che abbiamo nel tempo utilizzato per andare in qualche modo avanti ci stanno in realtà allontanando. È ovvio che ho cercato in poche righe di darti un quadro della nostra situazione e non mi aspetto che una e-mail tu risolva i nostri problemi, ma dopo il corso con te ho fiducia che ci potrai dare un consiglio.

Michaela: Cara Giacinta, sono appena tornata con Elmar dal corso Le dinamiche di coppia e ti possiamo dire che le coppie che fanno fatica a combinare sesso e amore, passione e convivenza, avventura e routine, sesso focoso e sentimenti teneri sono veramente tante. La via più facile allora è di dividere le cose: amicizia con il marito e passione con l’amante, convivenza tranquilla con la fidanzata e sensazioni forti con un’altra donna. E’ molto normale che con altri uomini raggiungi un apice più alto perché l’eccitazione in una situazione nuova con persone nuove generalmente è più alta di quella vissuta con il partner che conosci da 13 anni. Se le avventure sessuali con altre persone ti sono piaciute e ti hanno dato una nuova carica, benissimo, era quello che volevi. D’altronde, come hai sperimentato, l’eccitazione assume una qualità di fatica, perché probabilmente in quei momenti eri tutta concentrata sul sesso e lontana dai sentimenti teneri e dal tuo amore.
Se ora senti che avere sesso eccitante con altri non è ancora il massimo, ti aspetta il prossimo passo che è una sintesi tra i due aspetti, oppure combinare l’affetto per tuo marito con la passione delle avventure sessuali. Allora sulla base solida di un’intimità condivisa da 13 anni puoi pian piano sperimentare ad introdurre più elementi passionali nel vostro atto amoroso.
Un aspetto di questo processo consiste nell’essere meno complici nella vita e a riprendere ognuno il proprio spazio, fare i suoi sogni, sviluppare i propri progetti, tu al femminile e lui al maschile. Soltanto dal polo individuale di uno spazio proprio nella mia vita può nascere quella scintilla che riaccende la passione.
L’altro aspetto della faccenda compete a tuo marito, di dare all’atto sessuale quella durata che serve a te per arrivare all’orgasmo. Per questo abbiamo una soluzione: un programma di 3-5 mesi per allungare notevolmente i tempi dell’uomo.

Siamo entrambi gelosi e questo ci rovina l’esistenza

Sandro: Dopo i corsi con voi nella mia vita sono cambiate tante cose: sono andato a vivere con Sara, comprendiamo tantissime cose e cerchiamo di superare le difficoltà assieme. Però c’è un problema al quale non troviamo proprio la soluzione: sia io che lei siamo gelosi e questo ci fa stare male. Per questa situazione ci stiamo rovinando l’esistenza, tanto che non riusciamo più a vivere una vita assieme alle altre persone perché finiamo nel controllo e nella sofferenza. Siamo fiduciosi che ci sia una soluzione, ma non riusciamo a trovarla. Ci potreste dare qualche suggerimento al riguardo? Tantissimi saluti di cuore

Michaela: Ciao Sandro e Sara, se siete entrambi gelosi perché non provate la cosa più a portata di mano? Semplicemente essere fedeli.
Questo include anche individuare i limiti e decidere cosa desiderate fare o non fare con altre persone: baci sono già trasgressivi o rientrano ancore nella fedeltà? Lunghi sguardi sono permessi o portano uno di voi in stati d’ansia? Forse non importa ciò che uno di voi fa con gli altri, ma mantenere il legame tra voi quando siete con altri. Questo può avvenire anche silenziosamente come: ogni tanto uno sguardo al partner, tenere la mano, sentire che l’altro c’è, camminare a fianco al partner, ecc.

Sara: Cari Elmar e Michaela, mi sento come una bambina dell’asilo che è affascinata dalla possibilità di sperimentare delle cose nuove, ma nello stesso tempo ha paura di perdere di vista la mamma senza la quale si sentirebbe perduta e quindi rimane ferma. E allora vi chiedo un consiglio, visto che il mio maestro interiore si è preso una vacanza (questo argomento lo annoiava molto). Con Sandro siamo arrivati a scrivere un contratto sull’apertura della coppia che lascia molte libertà rispetto al patto tacito che abbiamo vissuto fino a questo momento. Quello che mi lascia molto interdetta è che siamo uno contro l’altro e che non ci sia la serenità di vivere queste sperimentazioni come una possibilità in più per la nostra coppia. Non sono così ingenua da ipotizzare che l’apertura della coppia ci possa lasciare indifferenti: ho già messo in conto difficoltà, dolore e rifiuto e non so neanche immaginare cosa altro. Però in questo momento mi sento serena di affrontare tutto questo per un obiettivo di maggiore consapevolezza individuale e di coppia. D’altra parte è lo stesso spirito con cui vengo ai corsi di tantra: so che stanno aprendo per me nuovi orizzonti e questo mi fa sentire felice e fortunata di essere al mondo con l’opportunità di vivere tutto questo insieme al mio partner, anche se attualmente attraversiamo una fase difficile, tutto sembra fare più male di prima. Per ottenere qualcosa è necessario investire in termini di coraggio e di rischio; ho scoperto ultimamente che il mio potenziale “amante” ha fatto parte di molte dinamiche che riguardavano i miei genitori, (a cominciare dal fatto che i suoi occhi di ghiaccio mi ricordano mia madre) e questo mi ha fatto sentire vicina a lui. Adesso che lui mi ha chiesto di incontrarlo, io da una parte ho riconosciuto il desiderio di vederlo mentre dall’altra fiuto il pericolo che questa cosa sia prematura per me e mio marito Sandro. Non credo sia giusto scrivere un contratto per una situazione specifica. Non credo che lo si debba fare perché ci si sente in trappola. Vi allego il contratto che abbiamo scritto ieri.
Un abbraccio da Sara

CONTRATTO di apertura della coppia
Bergamo, 20.08.2001
1) il contratto prevede un periodo di prova che durerà fino al 31 marzo 2002.
2) Lo status sarà di monogamia aperta; con tale termine s’intende tenere come riferimento principale la coppia, aprendo a sperimentazioni, anche intime ed erotiche, che non mettano in serio pericolo tale presupposto. Nel caso in cui dovesse accadere, tale contratto verrà sospeso per tornare a quello precedente e lasciare un periodo di riflessione.
3) Tale sperimentazione avverrà durante il training di Tantra come nella vita normale;
4) Nella vita quotidiana il limite sarà quello della penetrazione. Prima di incontrare qualcuno si avvertirà il partner. I momenti possibili saranno quelli in cui non si ostacolino le normali attività del partner e sia possibile avere una persona di supporto per i bambini. Al rientro ci si renderà disponibili a rispondere ad eventuali domande del partner su quanto accaduto.
5) Durante il training di Tantra, libertà totale di scelta della persona con cui fare gli esercizi, anche intimi ed erotici, in assenza di limiti e libertà di accettare o rifiutare le proposte del partner. Nel caso in cui uno dei due partner rifiuti di eseguire l’esercizio, l’altro manterrà la libertà di cui sopra.
6) Tempio dell’Amore: è concesso tutto tranne la penetrazione. Al ritorno in stanza sarà accolta nei limiti del possibile l’eventuale frammentazione del partner con la massima disponibilità a capire la difficoltà del momento.
Tutte le eventuali modifiche potranno avvenire in qualsiasi momento solo se tutti e due sono d’accordo

Elmar: Cara Sara, ho letto il contratto, è ben stilato, vedo che avete riflettuto. Se ti capisco bene si tratta di riempirlo ancora emotivamente di esperienze, di passare dalla teoria alla pratica. E’ vero, un contratto non si fa per una data occasione, né in un momento di crisi e nemmeno in un momento di euforia, ma all’interno di una cornice più lungimirante di un periodo di sperimentazioni.
D’altronde mi sembra che tu e Sandro avete simili timori rispetto a ciò che potrebbe succedere. Se non sbaglio state vivendo due processi simultaneamente: di trovare un nuovo grado di intimità tra di voi accompagnato da una sessualità più ricca e il desiderio di aprirvi ad altri. Questi due processi possono andare insieme, ma ciò presuppone che siate ben radicati ognuno nel proprio “senso di sé”, altrimenti è meglio fare una cosa dopo l’altra.
Non voglio illudervi: il contratto non serve a eliminare ogni possibile disturbo come il sentirsi abbandonato, l’attacco di gelosia, i dubbi sul proprio valore per il partner, ecc. Il contratto ha piuttosto la funzione di tenere tutte queste emozioni difficili entro un limite gestibile. Riparliamoci dopo le prime esperienze!

Sandro: Carissimi, sto passando un momentaccio e il bello è che, come sempre, l’ho voluto tutto quanto io. Sto vivendo questa situazione con Sara come una sfida, vivo tutto in reazione, con senso di rivalsa, detesto partire svantaggiato sull’apertura della nostra coppia; attualmente non ho una “amante” in petto come mia moglie. Io ho sempre pensato che fosse un gioco e sono stato il primo ad essere convinto che faccia bene alla nostra coppia sperimentare con altre persone, ma in questo momento sono completamente senza forze. Questa mattina nel contratto abbiamo tolto qualsiasi limite (la penetrazione) perché quando si sono visti giovedì mattina Sara e il suo amante mi ha poi detto che non hanno fatto nulla, perché era proprio quell’unico limite che li ostacolava.
Mi sento molto debole e umiliato, ma non riesco a porre dei limiti né a stare con una persona che i limiti non li vuole e questo mi fa male. Ma credo starei peggio se lasciassi quel limite nel contratto, perché in fondo l’ho voluto io così. Il principio mi va bene, ma non pensavo che lei trovasse un amante prima di me.

Elmar: Caro Sandro, non disperare. Avete subito iniziato a sperimentare in estremis, appena la vostra coppia è diventata un po’ più stabile. Se in fondo ti senti bene con il contratto che avete fatto e riconosci i suoi principi come tuoi e non come una cosa imposta, il punto è di viverlo con tutti i suoi alti e bassi per vedere i mostri in faccia che avete svegliato. Nel prossimo periodo ti può aiutare risalire al momento di frammentazione dei momenti bassi e di stare con il bisogno a monte della ferita: alle frammentazioni di agency, di carattere (specialmente l’ansia dell’abbandono), di scenario famigliare e di fare pazientemente i passi per uscire dalla frammentazione come li avete imparati negli ultimi corsi. Auguri!

Vorremo vivere come coppia aperta, ma non ne veniamo a capo

Loris: La mia ragazza ed io ne abbiamo parlato recentemente, dal momento che ho una sessualità forte e dal momento che avrei voluto avere più esperienze sessuali prima di incontrarla. Le ho mandato recentemente parte del mio diario in cui parlo della possibilità teorica di avere una relazione aperta. Inaspettatamente Sonia mi ha risposto che seriamente la considera una buona alternativa, soprattutto dal momento che fra poco starà alcuni mesi a Londra per lavoro. Inizialmente non lo aveva mai considerato, ma adesso ripensandoci se lo può immaginare. Penso che sia un suo modo per creare distanza, perché sa che si sentirebbe ferita da un tale esperimento, ma allo stesso modo è esperta nel nascondere i suoi sentimenti. Mi ha detto anche che lei sarebbe pronta a fare sesso con altri uomini, se io lo facessi con altre donne, per provare ad essere una donna libera e cattiva. A questo punto non sono poi così sicuro che lo sopporterei. C’è un pensiero romantico in tutto questo: dopo alcuni mesi di libero sesso saremo soddisfatti e torneremo volentieri a vivere in una relazione monogama. C’è purtroppo un altro grande rischio: lei potrebbe incontrare più uomini che io donne (in pochi giorni ha già dovuto dire no a quattro proposte) e questo mi farebbe sentire invidioso e geloso. Anche se su un livello mentale ci siamo messi d’accordo, vedo la possibilità che questo esperimento potrebbe rovinare la relazione e lasciare delle ferite per il futuro, ma allo stesso tempo che ci potrebbe unire ancora di più, per il fatto che ci diamo apertamente il permesso di esprimere una parte soppressa dentro di noi.
Quindi la mia domanda a voi: posso realizzare il mio grande desiderio di scopare liberamente e allo stesso modo mantenere la relazione con Sonia, o se devo dimenticarlo finché non avrò guarito le ferite dell’abbandono di mia madre (e conseguentemente da ogni donna con cui entro in una relazione romantica) e finché non avrò tolto ogni traccia di gelosia dentro di me? Vorrei vivere in un mondo in cui la sessualità non fosse proprietà di nessuno, ma che venisse compartita apertamente tra chi la pensa come me, senza nessuno sforzo.
Sono un idealista o è solo il fatto che non viviamo in un tale mondo? Forse devo solo guarire il mio bambino interiore per poi riuscire a fare l’amore in qualsiasi maniera? Mi si confondono le idee.
Spero che mi possiate dare qualche riscontro creativo su questo soggetto molto controverso, ma importante in molte relazioni. Molti dei miei amici non ne parlano, ma ne soffrono lo stesso perché vanno e fanno l’amore con altre l’uno dietro le spalle dell’altro.

Elmar: Caro Loris, prima di passare a coppia aperta è consigliabile parlarci chiaro: ognuno dice come veramente si sente senza mezzi termini. Così ognuno si può fidare delle parole dell’altro e non deve indovinare come l’altro potrebbe sentirsi veramente.
Per aprire la coppia serve un legame ben saldo all’interno della coppia, con un’intimità e un’intesa talmente buona fra di voi, che riesce a reggere senza grandi problemi tutte le turbolenze che l’apertura comporta: il senso di abbandono, l’insicurezza su cosa farà l’altro, la gelosia, ecc. Nella descrizione della vostra coppia sinceramente non vedo questo legame stabile, perciò vi consiglio di rendere prima più intima (di cuore, non di sesso) la vostra coppia, e soltanto dopo avventurarvi all’apertura.
Anche quando la vostra relazione sarà totalmente impregnata d’amore, rimarrà sempre un’incertezza, un rischio. Non esiste una coppia aperta, dove tutto è sicuro. Dal dilemma non esci. Il rischio di incontrare altre persone interessanti fa parte del gioco.
Vorresti tu fare l’amore con donne noiose, difficili, poco erotiche? Penso di no. Allora perché la tua donna non dovrebbe cercare uomini attraenti? Aprendo la coppia non puoi usare due misure. E poi questo calcolo di chi ha più incontri. A parte il numero, che differenza c’è fra 3 e 6 scopate estive?
Una cosa è chiara: aprire la coppia comporta più avventure e più ansie. Tenerla chiusa comporta più sicurezza e più noia. A voi la scelta!
Avventura e sicurezza non esistono insieme. Non puoi viaggiare in una Ferrari Testarossa e pretendere che non vada troppo forte perché hai paura. Allora scegli una Fiat Punto, ma non lamentarti poi, se non corre come ti piacerebbe.
Nei capitoli 2, 5 e 6 del nostro libro Trasgredire con amore trovi delle indicazioni su come gestire questo argomento nella coppia.

Mio marito vuole la coppia aperta, ma io desidero l'intimità solo con lui

Marina: Cari Elmar e Michaela, anche se giovani, 31 e 33 anni, siamo una coppia che ormai sta insieme da circa 13 anni, sposati da 9 e genitori di un ragazzo di 8 anni. Vi abbiamo conosciuto attraverso i vostri libri di tantra che mio marito ha portato a casa.
Il nostro rapporto è sempre stato vacillante, fra alti e bassi e questo, forse, è il periodo in cui funziona meglio, se non altro siamo consapevoli del fatto che abbiamo desideri diversi. Un motivo di discussione più frequente è questo: mio marito con ogni stratagemma vuole convincermi a formare una “coppia aperta”, mentre io non ne voglio sapere, mi basta la nostra intimità, il nostro rapporto. Spesso non eravamo d’accordo sulla frequenza e così mio marito ha proposto che il martedì mattina fosse uno spazio tutto nostro, più il sabato sera implicitamente. Inoltre ho concesso il mercoledì sera “libero” a mio marito.
Questo programma ha sanato non di poco la nostra relazione, il mio tempo è così dedicato al lavoro, la famiglia e fare all’amore. Così abbiamo trovato un nostro equilibrio se non fosse per il fatto che ogni tanto mio marito sente la necessità di “frequentare” altre coppie, anch’io sento questa necessità ma non a sfondo sessuale, penso che si possa frequentare altra gente e starci serenamente insieme senza fare sesso. Serate trascorse con amici che per me sono divertenti, per lui sono noiose e così non ci troviamo proprio. Vi ringraziamo per leggere la nostra lettera e confidiamo in una vostra risposta.

Elmar: Cara Marina, prima di risponderti, dimmi se ti ho capito bene: avete come minimo un giorno per fare l’amore soltanto voi due che è il martedì, in più il sabato sera e altri giorni come optional.
Cosa significa che il mercoledì sera tuo marito è “libero”? Può fare sesso con altre donne o coppie? Se fosse così, tuo marito ha già avuto degli incontri?
Ho capito che tuo marito vorrebbe incontri sessuali con altre coppie, ma non sono certo se finora è rimasto soltanto un desiderio suo perché non condiviso da te o se vi siete già scambiati con altre coppie. In più mi interessa cosa fa la differenza per tuo marito tra una serata libera e un incontro sessuale a quattro? Cosa cerca in più che non ha già?

Marina: Caro Elmar, grazie per avere risposto alla “nostra”, mia lettera; le domande che tu ci hai posto rispecchiano un po’ la nostra confusione. Il mercoledì sera che io lascio libero a mio marito non è da lui dedicato per fare sesso con altre coppie o donne, anche perché non lo accetterei, il mercoledì è una serata che lui si è ritagliato e sinceramente non ho nemmeno capito il perché visto che io non gli ho mai limitato le uscite serali.
Per quanto riguarda gli scambi di coppia, fino ad oggi, è rimasto un suo desiderio non condiviso da me; io non sento proprio questa necessità, non mi sento annoiata dal nostro rapporto, anzi…., non cerco altre esperienze.
Che cosa mio marito cerca e che non ha già sinceramente non lo so proprio, anche se ne abbiamo parlato tantissimo. A dire la verità ha sempre cercato la trasgressione ma da quando ha iniziato a navigare su internet, un mondo nuovo gli si è aperto e da lì è spuntata la sua fantasia di vedermi fare all’amore con altri uomini e lui come spettatore, oppure la voglia di frequentare club privé. Sono queste le cose delle quali ha cercato di convincermi e che io non ho proprio accettato.
Diverso sarebbe un percorso tantrico dove, almeno questa è l’idea che mi sono fatta, ci si mette in contatto con la propria sessualità e con quella del proprio compagno, il che è diverso dalla trasgressione. Il nostro rapporto insomma è in crisi e non riusciamo a venirne fuori.

Filippo: Cari Michaela e Elmar, sono il marito di Marina e intanto mi viene da dirvi subito “grazie”. Nel giorno della festa del papà non poteva arrivarmi regalo migliore oltre alla poesia recitata da mio figlio. Con l’aiuto dei vostri libri e quello di Osho “Tantra – Comprensione suprema” sono riuscito a dare una svolta positiva ad una profonda crisi personale e di conseguenza di coppia, anche se alcuni strascichi non sono ancora finiti. Allora venendo alla storia con mia moglie devo dire che in tredici anni di rapporto sono sempre stato fedele. Da alcuni anni, la nostra vita sessuale e di coppia è diventata molto appagante e contemporaneamente in me è sorta una specie di forza interiore che mi spinge a condividere l’esperienza sessuale anche con altri, cosa che invece terrorizza mia moglie. Pratico yoga quasi tutti i giorni, seguito, se il tempo lo permette, da una meditazione formale e da diverso tempo ormai mi sento molto equilibrato. Ho ottenuto il mercoledì sera libero con una specie di accordo velato che se proprio voglio fare sesso con più persone lo posso fare a patto che non glielo dica. Però non è così facile trovare coppie aperte a questo e inoltre preferirei avere un rapporto più sincero con mia moglie.

Elmar e Michaela: Ciao Marina e Filippo, troviamo le vostre lettere molto interessanti e ci sembra che in fondo riflettono le due parti di una stessa medaglia che spesso nelle coppie si polarizzano tra l’uomo e la donna. Non vogliamo qui descrivere l’intera dinamica, ma vi proponiamo un esercizio che vi può essere utile in questa situazione:
Quando avete un’oretta libera, ponete tre cuscini sul pavimento, uno è di Marina, il secondo (faccia a faccia con lei) di Filippo, il terzo un po’ più distante di un immaginario osservatore che è interessato alla vostra storia come uno spettatore che si guarda il film “To swing or not to swing”. Poi cambiate posto: uno di voi si siede sul cuscino dell’altro mentre questo si siede sul cuscino dell’osservatore. Se per esempio iniziasse Filippo, allora si siede sul cuscino di Marina (lei va sul terzo cuscino) e quello di Filippo rimane vuoto. Ora tu Filippo cambiando posto sei anche entrato nella pelle e nell’anima di Marina, ti senti donna e provi i sentimenti di lei, praticamente diventi lei e inizi a parlare come Marina. Puoi iniziare a ripetere le sue stesse parole rispetto alla trasgressione, la fedeltà e i suoi bisogni nella coppia, parole che conosci bene perché le hai già sentite 100 volte; praticamente parli come Marina a un Filippo immaginario che puoi visualizzare seduto davanti a te sull’altro cuscino. Non lo fai meccanicamente, ma con tutti i sentimenti di Marina che ora sono i tuoi e che puoi veramente provare nella tua pelle. Continui a parlare come ti viene in mente, quando arrivi a una piccola pausa, aspetti finché ti viene qualcos’altro. Dopo un certo periodo avrai la sensazione di aver detto tutte le cose importanti, soltanto allora finisci. La vera Marina nel frattempo osserva e ascolta le parole pronunciate da Filippo nella pelle di Marina e le lasci scendere all’interno, nel tuo cuore per poter toccare anche i tuoi sentimenti.
Quando Filippo ha finito cambiate senza interruzione: Marina sedendosi sul cuscino di lui entra nella sua pelle e parla con la voce, il tono e il sentire di Filippo a una Marina immaginaria, mentre il vero Filippo osserva il tutto seduto sul terzo cuscino e si lascia toccare dalle parole. Questo esercizio non ha l’obiettivo di trovare un nuovo accordo, ma di aumentare la comprensione reciproca, la quale prepara il terreno per un futuro nuovo accordo. Buon dialogo!

Marina e Filippo: Abbiamo fatto il dialogo ed è durato due ore: una per parlare sui cuscini, poi un’altra per asciugarci le lacrime dalla commozione e per rimanere abbracciati in silenzio. In questo esercizio ci siamo avvicinati di più che in tutte le discussioni degli ultimi mesi. Non sappiamo come ringraziarvi.

Come convincere la mia ragazza allo scambio di coppia?

Amicone: Sono un ragazzo di 28 anni e sono fidanzato da cinque anni. Con la mia ragazza abbiamo rapporti sessuali, suppongo nella norma, ma da qualche tempo a questa parte mi vengono fantasie erotiche che per il momento sono difficilmente raggiungibili. Desidero, per esempio, fare lo scambio di coppia o addirittura (scusate il termine) un’orgia con più donne e uomini. Come posso convincere la mia ragazza? E come le altre persone?

Elmar: Caro amicone, nello stesso modo in cui proporresti alla tua ragazza e ad un’altra coppia una gita in montagna, una serata al cinema, un fine settimana al mare. Il sesso usa gli stessi mezzi di comunicazione, come tutte le altre attività della vita.

Amicone: Ho parlato con la mia ragazza. All’inizio era diffidente perché teme che io stia solo cercando un’altra donna, ma l’ho vista anche incuriosita. Alla fine ha prevalso la curiosità. Abbiamo sfogliato alcuni siti sullo scambio di coppia e ne abbiamo trovate anche alcune carine.
Ora è sorta un’altra domanda: cosa possiamo fare per tutelare la nostra relazione quando ci buttiamo in questi giochi?

Elmar: Abbiamo appena concluso una ricerca su come la coppia può giocare con i propri limiti, scambiarsi con altri, creare una sceneggiatura erotica e trasgressiva, affrontare consapevolmente la gelosia nel caso in cui dovesse affiorare ecc., senza disturbare l’armonia della coppia. Trovi molte indicazioni su come gestire lo scambio di coppia con la tua partner nel nostro libro Trasgredire con amore pubblicato da Edizioni Mediterranee.


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Relazionarsi con l’altro e osservare se stessi

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Sapere troppo su se stessi può rendere una relazione più difficile?

Maurizio: Vi scrivo perchè ho da porvi due quesiti.
1) Sto lavorando su me stesso e sui miei chakra dopo aver letto i vostri libri e mi sto accorgendo di aver vissuto male molti rapporti, ne sto capendo le cause e sono ottimista per il futuro. Eppure mi chiedo: come farò a trovare una ragazza che conosca anche lei questi metodi per equilibrare la propria persona ed il rapporto di coppia e le tecniche tantriche per i rapporti sessuali? Spiegandole io ogni cosa non si rischia di incorrere in un rapporto maestro-allieva piuttosto che in quello di due amanti, partendo direttamente con il piede sbagliato?
2) Ho generalmente difficoltà a trovare ragazze che mi piacciano. Da cosa dipende questo problema? Mi pare di aver trovato poco sui vostri libri che tratti dell’approccio iniziale del rapporto, cioè in base a cosa una persona si sente attratta da un’altra a livello fisico. E poi mi chiedo, adesso che conosco queste dinamiche in maniera più precisa, non correrò il rischio di avere ancor più difficoltà? Sono poche le ragazze che conoscono a loro volta queste dinamiche e con cui riuscirei a costruire un rapporto fondato su salde basi. Temo che questa prospettiva possa abbattere ancor di più il mio interesse iniziale per una persona.

Michaela: Ciao Maurizio, in effetti, questo pericolo c’è.
1. Va bene insegnare al proprio partner finché si tratta di cose tecniche, come posizioni, modi di respirare, massaggi, ecc. Siccome la gran parte delle pratiche tantriche ci coinvolgono emotivamente confonderesti due ruoli: quello di partner che è paritario con quello di insegnante che è gerarchico. Insomma: partiresti con il piede sbagliato.
2. Vedo il secondo punto collegato al primo: se hai difficoltà a trovare donne che ti piacciono, il primo passo non è quello di insegnarle qualcosa, ma di vedere in faccia le tue difficoltà. Se ti senti sistematicamente attratto da donne “inferiori” in termini di conoscenza, ti puoi chiedere se usi la conoscenza per creare una barriera verso le donne, anziché farla diventare un ponte. Come fai a non incontrare donne alla pari.
Non trattiamo questo punto nei libri, perché solitamente le coppie iniziano con le pratiche tantriche quando hanno sperimentato tutte le pratiche sessuali “normali” e sentono il desiderio di “qualcosa in più”. In breve: conviene partire da te e dalle tue difficoltà di relazionarti senza dare la colpa alla presunta “ignoranza” delle donne. Una volta che hai una relazione stabile, iniziare con le pratiche tantriche.

La distanza che tengo con le persone non è quella che vorrei

Gilda: Ho pensato di scrivervi su un argomento che è lo spazio proprio (l’aura) e la giusta distanza rispetto al mio partner. L’ho già affrontato al corso Intimità e carattere, però in questo momento avverto che vivo in due spazi propri diversi: quello esterno è delimitato da un confine molto lontano da me, cioè sono in uno spazio molto grande che tiene lontano il mio partner, ma anche le altre persone. Il secondo spazio, più interno, invece è al minimo, mi sento costretta e mi ritrovo spesso con il fiato sospeso.
In questa situazione mi sento lontana dagli altri, o meglio, irraggiungibile, sono in mezzo a questo grande spazio deserto e vedo anche poco gli altri. Del resto non sono neanche in contatto con me così tutta stretta. Quando gli altri si avvicinano a me o io a loro, avviene un corto circuito, perdo la percezione di me stessa e mi distanzio interiormente gelando completamente le risposte sensoriali. Non è ovviamente una cosa nuova, ma mi sorprende questa distanza interiore che provo e che esteriormente non esprimo; però mi chiedo se tutto questo ha una ragione o una necessità? So anche che oggi la lontananza dalle persone che amo mi causa dispiacere e un senso di frustrazione, ma cosa ci faccio io dentro quell’aura enorme?
Il tema è che questa distanza sottile e profonda tra me e gli altri é mantenuta in piedi da una parte di me che non coincide assolutamente con la Gilda come si presenta esteriormente, ma da una Gilda dolorante, che è stanca, rassegnata e impaurita.

Michaela: Cara Gilda, mi sembra che hai fatto un passo importante. Hai notato che vivi praticamente in due cerchi (o in due strati dell’aura) che confondono te stessa e, di seguito le tue relazioni. Molte persone non trovano mai la distanza giusta nelle relazioni: quando il partner le vuole stare vicino, si allontanano; quando il partner chiede più intimità, sentono un forte impulso d’essere più da soli.
Ti ricordi gli esercizi che abbiamo fatto al corso? Il tuo cerchio più piccolo corrisponde allo spazio corporeo, quello più grande allo strato mentale. Il tuo corpo e la tua mente in questo momento richiedono distanze diverse dalle altre persone e ciò non rende facili le relazioni, perché attirerai persone che a loro volta vivono una scissione tra corpo e mente.
Ti do una meditazione con la quale puoi sperimentare per te, senza l’influenza delle altre persone:
1° fase: permetti al corpo di muoversi liberamente e spontaneamente in qualsiasi modo gli piaccia. Mentre il tuo corpo si muove, tieni presente il cerchio esterno.
2° fase: fai uno stop improvviso come lo stop della dinamica e fermati esattamente nella postura nella quale ti trovi. Dirigi la consapevolezza al respiro e tieni presente il cerchio interno respirando con lui.
3° fase: riprendi i movimenti spontanei come nella prima fase, includendo questa volta entrambi i cerchi nel respiro. Se ti piace puoi anche farli pulsare oppure oscillare dall’uno all’altro.
La durata può essere 3 x 10 minuti oppure di più, se ti piace. Probabilmente non avrà un effetto immediato, ma ti puoi aspettare un sottile cambiamento nell’arco di qualche settimana. Un abbraccio a te e agli strati del tuo essere!

Gilda: Ho fatto questa meditazione per due mesi e ho notato che i due strati dell’aura si sono diluiti lasciandomi in una sensazione di maggiore integrità, sia da sola che con le persone. E quelle volte che percepisco lo spazio corporeo e lo spazio mentale come separati, almeno ce l’ho così chiaro, che riesco a regolarmi di conseguenza, o riesco a comunicarlo alle persone.

Dire alla compagna frasi d’amore o scrivere lettere d’amore è fuori moda?

Gilberto: Sono un tipo romantico e spesso mi trovo a dire frasi d’amore alla mia compagna, perché quando il mio cuore è pieno non riesco più a trattenermi, devo parlare, dirlo a qualcuno. Qualche volta, specialmente la sera quando divento creativo, le frasi si concatenano per diventare poesie d’amore, altre volte, quando sono di fretta, le mando soltanto un sms d’amore.
La mia ragazza dice che sono all’antica, che sono esagerato, talvolta anche un po’ kitsch. Ma per me è giusto, o dovrei fingere di non sentire l’amore che provo per lei e trattenermi?

Elmar: Caro Gilberto, è la prima volta che sento che una donna si lamenta di troppe frasi d’amore. Di solito le donne si lamentano del contrario: che si aspettano qualche poesia d’amore o una lettera d’amore e che non la ricevono. E quando non arrivano, ovviamente, non possono chiederle all’uomo, altrimenti questo dovrebbe fingere. Allora aspettano e aspettano e… dopo un po’ vanno in libreria per leggere qualche poesia d’amore di un grande poeta. Se le tue espressioni sono vere e autentiche, non trattenerti, sarebbe un peccato. E se il tuo livello di romanticismo è troppo per la tua compagna, perché non prendi carta e penna e inizi a scrivere? Ti puoi immaginare che la tua compagna diventi la tua musa ispiratrice per scrivere una lettera d’amore che non spedirai mai, ma che un giorno potrai pubblicare nella raccolta “Poesie e lettere d’amore di Gilberto”. Oppure le puoi mettere su internet, mettendole a disposizione a tutti quegli uomini che sono meno creativi di te e che hanno una compagna che volentieri gradirebbe ricevere un sms d’amore, anche se non è stato inventato dal suo ragazzo. Se ti interessa sapere di più sulla natura dell’amore puoi leggere il nostro libro Tantra per due.


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Relazionarsi con l’altro sesso

Le poche relazioni con le donne sono state un disastro

Giò: Ho 38 anni, e la mia domanda riguarda la paura di avere rapporti con le donne. I pochissimi rapporti che ho avuto, erano un disastro, tanto da non provare alcun tipo di piacere sessuale e la difficoltà a mantenere l’erezione sufficiente alla penetrazione. Dato che sono una persona timidissima, mi domando se ci sono rimedi attuabili.

Elmar: I rimedi ci sono, ma non li trovi sul piano sessuale, cercarli lì sarebbe uno spreco di tempo. Li trovi in una serie di reazioni emozionali automatiche alle donne, la cui origine sta nella relazione con i tuoi genitori. È un tema che non possiamo approfondire per e-mail, è più indicata una consulenza come avviene nel corso I mostri interiori, oppure una psicoterapia presso un terapeuta di tua fiducia.

La prima volta è stato fantastico. Come posso rivivere quel momento magico?

Janura: la prima volta che ero innamorata e che ho fatto l’amore è stata una cosa meravigliosa, incredibile. Ho scoperto lo stato supremo dell’essere, ma dopo di quella volta non ho più vissuto un rapporto così bello ed intenso e mi dispiace. Sono rimasta bloccata e non so più come aprirmi di nuovo. Ora sono attratta nuovamente da un uomo ma siamo diversi, lui è più fisico ed io più mentale come riuscire a creare il momento magico. Grazie

Elmar: Cara Janura, sta nella natura dei momenti magici che sono difficili da riprodurre.
Che uno stia nella mente e l’altro nel corpo, è un’ottima combinazione. In due coprite una più vasta gamma dei potenziali umani che ognuno da solo.
A diverse persone succede che la prima volta (primo sesso, primo viaggio, prima meditazione, prima relazione, primo piatto di una cucina sconosciuta) è fantastica. La seconda volta sono già condizionati e anticipano mentalmente il vissuto della prima, che puntualmente non si ripete. La terza volta vanno in crisi, perché già la seconda volta era stata meno bella, la quarta diventa una delusione, e così via. Dopo la 100° volta finalmente si arrendono, e guarda caso, la 101° volta è quella buona: tutto si è aperto di nuovo. Sembra paradossale, ma troppo piacere può bloccare. Lo conosco anch’io.
Un buon modo per uscire dalla trappola: vivere ogni volta nella freschezza dell’attimo, rimanere con le sensazioni del momento e le emozioni del giorno, mettendo da parte i paragoni e i “dovrebbe essere diverso”. Perciò nel tantra e in altre discipline si focalizza la mente sul respiro, perché puoi stare soltanto con il respiro presente, non puoi focalizzare sul respiro di un anno fa. Trovi un approfondimento e alcune soluzioni al tuo problema nel nostro libro Tantra per due.

Non è facile trovare una persona per praticare il tantra

Roberto: Ora ho 36 anni, quando ne avevo 23 ho fatto due anni di vita monastica, poi sono stato fidanzato per 10 anni lunghissimi e un anno fa ho troncato la relazione perché lei era troppo complessata sessualmente. In generale, soltanto per amore sono rimasto con lei per così lungo tempo. Ho letto il vostro primo libro Tantra. La via dell’estasi sessuale, mi piacerebbe praticare il tantra e conoscere anche una partner che sia disponibile ad affrontarlo con me. Non cerco una ragazza all’avventura, e non è facile incontrare una persona che abbia le mie stesse idee…. Voi potete aiutarmi ad incontrarla?

Elmar: Caro Roberto, mettiamo alcune cose in chiaro:
1. Quello che tu chiami “soltanto per amore sono rimasto con lei” noi la chiamiamo “ipocrisia”. Se fossi rimasto con lei veramente per amore, non ti sembrerebbero “10 lunghissimi anni” e non la considereresti “troppo complessata”.
2. Noi insegniamo il tantra, ma non siamo un’agenzia matrimoniale
3. Prima hai fatto una vita monastica, poi sei rimasto 10 anni con una donna sessualmente chiusa, poi “non cerchi una ragazza all’avventura”…… un percorso interessante. Quando vuoi fare luce sui collegamenti tra sesso, amore e spirito, sei benvenuto.
Se vieni ad uno dei nostri corsi introduttivi possiamo fare luce su queste contraddizioni.

Come mai allontano le donne?

Paco: Ciao Elmar, innanzitutto vorrei ringraziarti per il week end introduttivo al tantra fatto a Milano. Ho capito alcune cose riguardo al rapporto con le donne: nel seminario si e un po’ ripetuto quello che mi succede sempre nel rapporto con le donne. L’amore è l’unica strada che porta ad un rapporto duraturo, ma prima ho capito che bisogna amare se stessi. Non sono mai riuscito a dare sicurezza ad una donna e ho capito che ora è il momento di cambiare rotta. Puoi darmi un consiglio? Come mai allontano le donne? Vorrei sapere quali sono i miei meccanismi che fanno scattare tutto ciò

Elmar: Hai osservato durante il weekend come allontani le donne? Se non ti fosse ancora del tutto chiaro, inizia a chiederlo ad ogni donna che si allontana da te. Chiedile perché si allontana e chiedile di darti una risposta precisa!
Da tuo canto puoi iniziare ad osservarti meglio come le allontani. Osserva, se in qualche modo avvicinandoti ad una donna, ti stai allontanando da te stesso emozionalmente, se nella vicinanza di una donna chiudi i sentimenti. Osserva se smetti di sentire una parte del tuo corpo, se ti restringi fisicamente o se trattieni il respiro. Osserva se vai con i pensieri altrove, se entri in una mini-trance o in un film interiore, se ti mentalmente ti preoccupi come fare colpo su di lei trascurando la comunicazione e il sapore del momento. Osservati durante tutti gli incontri!


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Domande pre-corso e dubbi post-corso

Domande pre-corso e dubbi post-corso

Fare un corso può ricucire un rapporto in crisi?

Rita: Da pochi mesi ho interrotto la mia convivenza con la mia ragazza. Fondamentalmente, io credo che nonostante il grandissimo amore reciproco abbiamo perso la capacità di comunicare e lentamente siamo scivolati nella diffidenza. Lei è diventata una pessimista convinta, io mi sono sentito ingabbiato e senza speranze. Abbiamo iniziato ad essere diffidenti e a soffermarci su tutto ciò che non andava. Alla fine sono esploso. All’inizio il sesso è stato un elemento fondamentale del nostro rapporto, ma via via ha perso intensità fino a scomparire, proporzionalmente all’aumento delle tensioni.
Pensi che se riuscissi a convincerla a venire ad un corso introduttivo potremmo trovare il modo per ritornare ad apprezzarci nuovamente ai nostri lati positivi? Se la risposta è “sì”, allora come posso fare a convincerla a venire con me?

Elmar: Caro Robert, la risposta è “sì” o meglio: “c’è una buona probabilità di trovare il modo per ritornare ad apprezzarvi, ma non c’è alcuna garanzia su questo esito”. Se anche lei, come te, vuole comprendere meglio come ha contribuito a entrare in un vortice che vi ha tirato sempre più in basso, allora questa conoscenza vi potrà aiutare nella vostra relazione o – se vi separate – nella prossima relazione che ognuno di voi inizierà eventualmente con un altro partner.
Non è necessario convincerla, parlale semplicemente, le esponi i tuoi obiettivi e le chiedi se anche lei è disponibile a lavorare su se stessa e/o sul vostro rapporto. Se vuoi avere più nozioni sull’argomento, puoi leggere, prima di iscriverti a un corso, Tantra per due, che dà delle buone descrizioni sulle dinamiche di coppia come la vostra e mostra anche alcune via d’uscita da quelle che fanno soffrire.
Cari saluti e buon anno nuovo!

Vorrei iniziare, ma sono in crisi con la mia compagna

Carlo: Attualmente il nostro rapporto è in crisi. Non sappiamo se partecipare a un corso ora o aspettare finché siamo di nuovo a posto. Cosa ci consigliate?

Elmar: Non perdere tempo, una crisi è un’ottima occasione per ripartire. Durante la crisi l’occhio critico sul partner e sulla relazione è già attivo, vale la pena guardare fino in fondo tutto ciò che non va e fare piazza pulita. Durante la crisi, proprio quando non ne possiamo più, siamo anche più disponibili a vedere delle soluzioni al di fuori di tutto quello che conosciamo e che abbiamo già provato, proprio perché quello che abbiamo già provato non funziona più. Durante la crisi ognuno è anche più in contatto con le parti di sé che non gli piacciono come: la rabbia, la solitudine, l’oppressione, i dubbi, il non sapere, la tristezza, la disperazione, l’amore ferito, il sesso disastroso, la noia, etc. Essendo già in contatto con le vostre ombre potete subito lavorare consapevolmente con esse, non le dovete più andare a cercare, sono già li, davanti ai vostri occhi. La crisi è un ottimo momento per cambiare perché ci si trova già nella condizione peggiore, che può solo migliorare.

La comunicazione diventa sempre più difficile

Roberto: Proprio in conseguenza dell’ultimo corso Intimità e carattere stiamo attraversando una fase dove i nostri caratteri “io invaso” e “lei abbandonata” emergono con maggior forza e richiedono l’attenzione. Io sento forte il bisogno d’autonomia nelle scelte che voglio intraprendere, di sentirmi letteralmente “con le ali legate”. Quando non riesco ad esprimerlo chiaramente a Giuly, quando non glielo dico “con il cuore”, lei si sente molto dipendente e vede minacciato il rapporto con me.

Elmar: Ciao Roberto, ora che ci hai lavorato sopra e che la cosa ha ricevuto un nome, ovviamente ti accorgi prima della sensazione di esser invaso.
Prova a fare così: ogni volta che ti senti invaso, dici a Giuly “Senti Giuly, mi sento invaso. Ho bisogno di stare mezz’ora da solo nella mia camera” anziché andare in difesa accusandola con una frase come “Tu mi hai invaso”. Poi ti prendi il tempo o lo spazio necessario per sentirti di nuovo in pace con te e presente al mondo.
Al corso hai imparato tutti gli strumenti per tutelare il tuo bisogno: sono strumenti che funzionano soltanto quando li usi! Buon proseguimento!

Roberto: Il problema è che, a parte le volte in cui mi riconosco, ci sono altri momenti in cui non mi accorgo di sentirmi invaso, ma dove rispondo di riflesso. Lei allora ha una sensazione di incomunicabilità, come se qualcosa nelle parole non passasse proprio. In questi momenti crolla tutta la sintonia che c’è, e spesso succede durante i momenti d’intesa sessuale e affettiva. Potete forse darci ulteriori consigli su queste dinamiche?

Elmar: Ciao cari, non esiste qualcosa come una “incomunicabilità”, questa è un’astrazione del processo di comunicazione che tende a confondere le cose. Invece di descrivere il vostro problema in termini astratti, prova a chiederti:

  • Chi non ha comunicato?
  • Chi non ha recepito il messaggio comunicato?
  • Ho sentito le parole, ma non le ho prese sul serio?
  • Ho sentito le parole, ma le ho interpretate attraverso il mio schema mentale, il mio carattere?

Vi ricordo che ciò che per un invaso è già troppo stretto, per un abbandonato non è abbastanza vicino. In questi momenti le parole pesano e bisogna tener conto che l’altro le interpreta in modo diverso. Per esempio la frase “Ti voglio bene” per un invaso è già una cosa grossa e forse deve fare uno sforzo per pronunciarla. Al contrario l’abbandonato rimane deluso, perché si aspettava una frase come “Ti amo come nessun altro su questo mondo”.
Piuttosto che litigare sulle parole, iniziate a spiegare ciò che avete comunicato. In quel momento chi ascolta deve assolutamente prendere sul serio quello che il suo partner dice, senza filtrarle attraverso le proprie interpretazioni. Buoni dialoghi!

Da quando ho iniziato il training di tantra, tutta la mia famiglia sta meglio

Miria: Carissimi Elmar e Michaela, innanzitutto voglio ancora dirvi grazie, è la prima cosa che mi viene in mente quando mi rivolgo a voi. Grazie di esserci e di avere il coraggio di fare quello che fate.
Per me al corso Ardore nel cuore sì è aperta una porta di cui non immaginavo nemmeno l’esistenza, figuriamoci di quello che c’è oltre. La sensazione è quella di essere viva, dentro un corpo vivo con tutte le sensazioni amplificate. Adesso, se c’è qualcosa che infastidisce il mio corpo, non posso più ignorarla come facevo un tempo perché è diventa intollerabile. Sono cambiati molti comportamenti nella mia vita, addirittura il modo di fare la pipì: non c’è più la pressione di una volta, ma esce dolcemente come da una fontanella. Per non parlare del mio peso, che durante l’ultimo corso è diminuito di 2,5 chili ed è lì stabile senza alcuno sforzo, e così tante altre cose.
La sessualità consapevole è stata per me davvero fondamentale, sicuramente perché innestato sugli altri sei corsi frequentati in rapida successione. Devo dirvi che trovo ogni corso collegato con l’altro in una maniera davvero sorprendente: finito uno con tutto quello che ci si porta a casa si avviano le dinamiche che ti preparano al successivo, in un viaggio davvero ben organizzato! In Le dinamiche di coppia e in I mostri interiori in particolare sono venuta a contatto con un nodo molto doloroso per me e anche se sembra incredibile, ma ho scoperto che per stare molto meglio basta così poco.
Per quanto riguarda l’esperimento di aprire la nostra coppia (veramente l’idea è partita da mio marito), è stata un’esperienza davvero sorprendente: rendersi conto di come faccia molto più male una mancata attenzione da parte di lui che saperlo fare l’amore con un’altra donna. Questo va contro tutto quello che credevo fino ad oggi ed è un grande insegnamento. Non è una strada facile, ma la sensazione è che ci avvicini molto in un grado d’intimità a noi prima totalmente sconosciuto. Non mancano i momenti difficili, perché mi sento in “carne viva” con tutte le sensazioni amplificate, ma sono molto fiduciosa di saper vivere momento per momento quello che arriverà, anche con l’ausilio dei nuovi strumenti appresi da voi.
Da quando sono più felice con mio marito, anche i bambini sono cambiati, li vedo sereni e stanno proprio bene, questo m’incoraggia molto a prendere la decisione di impegnarmi corsi. Sono curiosa delle esperienze nei prossimi corsi del training. Un abbraccio forte.

Michaela: Cara Miria, mi fa piacere sentire che le relazioni nella tua vita migliorano. Anch’io ho una figlia e quando vado ad imparare dal mio Lama o da altri maestri la devo lasciare con la nonna o la babysitter. Al ritorno, vedo come la mia serenità e chiarezza emozionale si rifletta nella relazione con Elmar e la famiglia. Come mamma, penso che questo sia il miglior dono che io possa fare a mia figlia e questo mi dà la maggiore spinta a proseguire sul cammino.

Da quando scopro i miei desideri, sono troppo esigente per il partner

Rita: Ciao Michaela, da quando sto facendo i corsi, sto diventando più esigente, ma non so come gestire la cosa. Federico mi guarda un po’ interdetto come a dire “adesso questa che cosa vuole?”. Sto parlando di eros appagante, erotismo, sensualità, gioco… Inizio a essere più coerente (cosa per me molto difficile), ad ascoltarmi e capire bene quello che voglio, ma non riesco a ottenerlo. Non lo dovrei dire, ma spero che tu capisca quello che voglio dire… parlo di sensazioni difficili da spiegare.

Michaela: Ciao Rita, questo è un periodo passeggero sul percorso. E’ legato alla scoperta dei tuoi bisogni e delle tue esigenze. Il primo passo è di comprendere cosa desideri e di comunicarlo con coerenza. Il secondo passo di distinguere i desideri veri dai capricci (che sono spesso incoerenti). Il terzo di valutare come ottenerlo: da te stessa, dal partner, da qualcun altro. Se lo chiedi al partner, vedi di tenere il dare e il ricevere in equilibrio. Per ogni cosa che richiedi da lui, ci deve essere anche una che dai a lui.

Desideriamo più serenità nella relazione

Gianni e Mariella: Cari Elmar e Michaela, al nostro rientro dal corso Ardore nel cuore abbiamo cercato di riordinare le idee sull’esperienza che abbiamo vissuto. Da qui sono nate in noi tantissime domande e il desiderio di riuscire a vivere consapevolmente e in serenità ogni giorno della nostra vita, sia individualmente che a livello di coppia. Per questo vi chiediamo un consiglio sul tipo di formazione che possiamo seguire.

Più nel dettaglio:

Mariella: Ho scoperto di avere una rabbia repressa, ma non riesco a capirne la provenienza; ho bisogno delle attenzioni dalle persone che mi circondano, ma se queste mi contraddicono costruisco un muro tra me e loro; ultima cosa, mi irrito soprattutto con le donne di casa.

Gianni: Durante il corso ho avuto la sensazione di poter dare veramente un altro taglio alla mia vita affettiva e l’ho anche provato in alcuni momenti; purtroppo tornando alla vita di tutti i giorni diventa molto difficile vivere queste cose, soprattutto perché io e Mariella non viviamo insieme. Vorrei riuscire a trovare la volontà per percorrere questo cammino. Soprattutto a livello sessuale è stata una vera scoperta. Riesco finalmente a vedere un corpo di donna nella sua effettiva bellezza e non in modo volgare. In ultimo vorrei imparare veramente a far godere pienamente la mia donna nei momenti di intimità perché mi rendo conto che abbiamo delle grandi potenzialità che non riusciamo a liberare.
Non sappiamo ancora con che frequenza riusciremo a seguire i vostri corsi, ma vi saremmo grati se ci indicaste un eventuale cammino da seguire. A presto!

Elmar e Michaela: Ciao cari, i problemi e le tematiche che incontrate dopo questo corso sono molto comuni: come trasportare le esperienze intense vissute durante il corso poi nella propria vita quotidiana? La chiave è quella che menzionate all’inizio della vostra e-mail, cioè di “vivere consapevolmente ogni giorno della vostra vita” con tutti gli alti e bassi, tentativi ed “errori” che comporta, focalizzandovi su quelli che riconoscete già come i vostri temi caldi:
Mariella, sperimenta con la tua rabbia, portala nei tuoi pugni e battila su un cuscino, danzala, respirala; e innanzitutto, ricordati dalla fonte della rabbia, il bisogno di essere riconosciuta. Perciò ogni volta che non ti senti riconosciuta da Gianni, gli puoi chiedere: “mi vedi?”, “mi senti?”, “mi capisci?” o puoi fare tutto quello che ritieni opportuno per riprendere la sensazione di sentirti riconosciuta. In questo modo ti riconosci tu per prima, e questo rende più facile agli altri di riconoscerti. Se tu stessa invece non riconosci il bisogno che sta in fondo alla tua rabbia, perché un altro dovrebbe riconoscerti!
Gianni: Continua pure sulla strada che descrivi, ma vedi anche di centrarti altrettanto sul tuo piacere come ti concentri sul piacere di lei, altrimenti le cose si complicheranno. Far godere pienamente la tua donna è l’effetto e non la causa del tuo star bene.
Da settembre in poi potete seguire i corsi del training, o almeno quelli che potete inserire nella vostra agenda. Soprattutto tra i primi corsi troverete degli strumenti pratici per liberare le potenzialità della vostra relazione. Buon percorso insieme!

Domani ho un appuntamento con mio marito

Rita: Cara Michaela, durante il corso Ardore nel cuore io e mio marito ci siamo resi conto di quanto ci eravamo trascurati e abbiamo deciso fare sul serio. Il giorno dopo il corso abbiamo messo subito in atto i vostri consigli sul dialogo e ogni giorno la sera parliamo nel modo in cui ci avete insegnato. Funziona: lui mi ascolta!
Ora abbiamo provato anche con gli appuntamenti, che bello! Ti racconto una telefonata che ho fatto con una mia amica recentemente:

Rita: Ciao Federica, volevamo invitarvi a cena una volta. Come siete messi?
Federica: Sì volentieri, per noi va bene giovedì.
Rita: Mi dispiace, ma giovedì faccio l’amore con mio marito.
Federica: (stupita) Come… sarebbe a dire?
Rita: Vuol dire che tutta la sera di giovedì è dedicata a noi due.
Federica: Tutta la sera? Caspita! Scusami, ma non vi basta una mezz’ora?
Rita: Sai Federica, di sveltine ne ho fatte abbastanza e sinceramente mi sono stufata. Non mi diverte più farlo alla fine della giornata, io stanca e lui esausto, in 10 minuti, giusto per sfogarsi e dormire meglio. Voglio riprendere a “fare l’amore” con lui, come lo abbiamo fatto in passato. E perciò abbiamo scelto giovedì, perché quel giorno i bambini vanno a letto presto e non c’è nulla da preparare per il lavoro del giorno dopo. E’ diventato il nostro giorno fisso. Spesso non c’è nemmeno un bel film in televisione… (rido)
Così abbiamo molto molto tempo, possiamo rotolarci nel letto, coccolarci, farci un massaggio, guardarci negli occhi, lasciarci trasportare dalla passione o rimanere silenziosamente sdraiati con lui dentro di me. E così le ore passano… Capisci perché non potete venire giovedì?
Federica: Ti capisco. Mi hai fatto venire un’idea. La proporrò al mio fidanzato.

Michaela: Vedo che avete fatto chiarezza e rispolverate la passione. Buoni appuntamenti!


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Amore, innamoramento e passione

Amore, innamoramento e passione

Qual è la differenza tra amore e innamoramento?

Beatrice: Nelle relazioni di coppia si parla facilmente di “amore” ma spesso accade che non sia ben chiaro il concetto di “amore” e quali siano le differenze che distinguono l’amore dall’innamoramento.
C’è qualcosa di razionalmente spiegabile per individuare la qualità del sentimento ove una persona non riuscisse a distinguerlo emotivamente?

Elmar: Cara Beatrice, si, questi due si distinguono nettamente, anche se compaiono talvolta insieme in dei momenti dove si respira la vita come un fiume in piena.
L’amore ha il centro delle sensazioni nel petto, ha una qualità leggera ed è orientato in misura uguale su di sé e sull’altro, comprende una grande autonomia di scelte proprie.
L’innamoramento ha il centro delle sensazioni nella pancia, una qualità più liquida e coinvolgente, centrato più sull’altro, porta facilmente a perdere la propria autonomia nell’altro e a diventare un po’ schematici nei pensieri e nei sentimenti che sono pure piacevoli. Nel testo Tantra per due abbiamo dedicato un capitolo intero a questo argomento proprio perché i due vengono spesso confusi. In generale l’innamoramento è molto più diffuso dell’amore e spesso viene anche scambiato per amore da persone che conoscono poco quest’ultimo. Come è nella tua relazione? Riconosci qualche elemento?

Beatrice: Caro Elmar, ti ringrazio per la tua risposta che, in realtà, era un po’ meno mia e un po’ più del mio partner. Siamo due persone che credono e vivono – nei limiti concessi dalla società in cui viviamo – nelle filosofie orientali, con particolare preferenza per gli insegnamenti di Osho. Abbiamo iniziato a leggere insieme il vostro libro Tantra per due e desideriamo approfondire il concetto che ti ho espresso. Io ho le idee chiare, perché vivo di sensibilità e di emozioni che la mia mente successivamente razionalizza, mentre lui vive prevalentemente di mente. Non perché non sia sensibile o emotivo, ma perché credo le abbia ben “ingabbiate” in una difficile personalità, prevaricando e confondendo ogni emozione.

Elmar: Cara Beatrice, leggendo le tue righe mi pare che anche tu conosca bene le gabbie mentali. Prendi soltanto l’ultima lettera e fai un’analisi del testo contando quante convinzioni trovi su di te e quante su di lui, quali associazioni (come per esempio: evoluto, positivo, negativo, spirituale, da cambiare, ecc.) hai rispetto a “sensibilità”, a “emozione” e a “mente”.
Se state leggendo Tantra per due, trovate una serie di esercizi che potete provare per sperimentare sul piano corporeo nel vivo le vostre domande.

Non sono mai riuscita a distinguere l'amore dalla passione. Perché?

Elena: Ho sempre vissuto l’esperienza del sesso e dell’amore insieme o forse ho sempre vissuto l’amore nel sesso, non lo so, non sono mai riuscita a distinguere l’uno dall’altro, non conosco il limite o il momento nel quale si separano. Nei miei rapporti quando è cominciato a mancare il desiderio verso l’altro, pian piano si è spento anche l’amore che provavo; non è mai diventato un rapporto diverso “fatto di altre cose” come affetto, comprensione, condivisione, etc. Questi concetti li ho sempre e unicamente trovati quando ho vissuto una passione piena, travolgente, un eros appagante, nella quale mi sono persa completamente. Solo in questi momenti ho avuto anche la voglia di fare mille altre cose con quell’uomo, perché?

Michaela: Cara Elena, sai perché? Perché sei fatta così. La tua esperienza non è unica, siamo noi donne che attraverso la passione cerchiamo l’amore e attraverso l’amore cerchiamo la passione in un rapporto soddisfacente. L’amore non distingue, l’amore tende all’unione, alla completezza e quando amo, amo totalmente e non mi chiedo più se questo si chiama amore o sesso o passione. Quando l’amore, per varie ragioni viene meno spesso non è colpevole il partner o le circostanze (come spesso ci suggeriamo perché ci fa più comodo), ma la nostra incapacità di vedere la realtà in noi stessi. Come donna in questa situazione l’unica cosa da fare è di metterti in cammino a ritrovare quell’amore nel tuo petto e di lasciarlo risvegliarsi nel tuo corpo per sperimentare in modo più maturo e più consapevole l’amore anche negli incontri intimi con il tuo uomo. Allora questi possono diventare di nuovo travolgenti e passionali offrendoci quella tante piccole meraviglie che rendono la vita così bella e unica.
Trovi delle indicazioni per distinguere l’amore dalla passione nel libro Tantra per due, capitolo 3 e 6.

Scappiamo dall'amore rifugiandoci nel sesso?

Loris: Ciao, stiamo tutti e due leggendo i vostri libri sul tantra. Si sono presentati dei problemi nella nostra coppia intorno al rapporto sessuale: facciamo l’amore ma lei non si concede completamente. Le cose stanno peggiorando nella relazione tra me e Sonia, anche dal punto di vista comunicativo e dell’affetto, però il sesso rimane il nostro punto di riferimento e crescita mutuale. A me sembra molto strano, ma è anche stato così con la mia ex, quindi mi chiedo: il sesso diventa una sorte di fuga o diventa l’unico punto d’incontro per le coppie che stanno crollando nell’amore e nelle altre dimensioni della relazione? E’ strano per me, ma ovviamente il sesso non basta per legare due persone, se poi si sviluppa un discordo tra di loro.
Lei ha paura di compromettersi all’uomo: l’intimità per lei significa rivivere il trauma che ha visto tra i suoi genitori quando era piccola. Io sono pronto, ma tendo a spingere troppo e non ce la faccio ad aspettare una donna che non vuole compromettersi, che mi respinge, ma che tuttavia si sente completamente a suo agio con me a letto. Quali corsi ci consigliereste per il nostro problema?

Elmar: Anche se non ho ancora capito tutte le contraddizioni nella vostra relazione, vi posso dare un orientamento per iniziare. Il sesso vi lega, ma nella relazione e nella comprensione reciproca ci sono degli intoppi. Mentre vedi chiaro che per la tua compagna è dovuto a ciò che ha vissuto da piccola, per te stesso non lo hai altrettanto chiaro, infatti ti pare strano che con la ex era la stessa cosa. Questo tuo schema caratteriale, che si ripropone per la seconda volta, è l’anello mancante nella storia, inoltre confondi il tuo bisogno con amore, la paura di sentirti abbandonato in intimità. I corsi più specifici alla vostra difficoltà sono Comprendersi nel corpo e Intimità e carattere.


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Relazione, matrimonio e amore

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Le nozze sono pronte, ma ci sono seri dubbi

Aldo: Ciao Elmar, ho frequentato dei corsi con voi un paio di anni fa. Scrivo perché mi trovo di fronte a una difficoltà e non riesco ad uscirne: dopo molti anni vissuti da single ho incontrato Lorella, ci siamo innamorati, e dopo pochi mesi di convivenza abbiamo deciso di sposarci. Lo abbiamo deciso intorno a fine giugno, con grande slancio, allegria e felicità da parte di tutti e due. Abbiamo cominciato a organizzare le nozze: vestiti, bomboniere, data di nozze, ecc.
Da circa un mese mi sono completamente bloccato. Sono subentrati una serie di dubbi: e se poi va male? Se mi accadrà di tradirla? E se avremo figli e non andremo d’accordo? Considera che il matrimonio è per me, per noi, il desiderio di un passo definitivo, cioè non mi sposo per fare una cosa diversa, ma per un progetto di vita da condividere. Anni fa ho già avuto un bambino che ora ha quattro anni da un’altra donna, e la separazione è stata molto dolorosa.
Ne ho parlato con Lorella, e da un paio di settimane ci stiamo domandando se è il caso di proseguire nella nostra scelta. Puoi immaginare che tutto è pronto, ma nello stesso tempo tutto è fermo? Ho rimandato le partecipazioni e altre cose. I tempi stringono, tutto è pronto, e io ho rimesso in dubbio la decisione e non riesco a muovermi.
Ti chiedo se c’è un modo, un esercizio, per trovare un criterio per decidere.

Elmar: Ciao Aldo, sì, un esercizio c’è: rimandare le nozze e vedere meglio in faccia tutti i dubbi che sono emersi. Non permettere che le bomboniere e i vestiti condizionino il tuo matrimonio. Nel nostro training c’è il corso Dinamiche di coppia, ottima occasione per vedere le difficoltà in faccia, comprendere quali dubbi sono tuoi, quali di tua compagna, quale difficoltà appartiene alla relazione tra voi due. Per distinguere l’amore di fondo dalle difficoltà in superficie e dai dolori passati.
Un abbraccio a te e alla tua compagna.

Lasciando mia moglie sono caduto dalla padella alla brace

Enigma: Sono separato da mia moglie da pochissimo tempo e nel mentre ho conosciuto un’altra donna che fa del sesso una sua ragione di vita. Neanche a farlo apposta nei pochi incontri avuti sono stato un vero e proprio disastro! Mancanza di erezione, eiaculazione precoce sono gli aspetti più eclatanti di quello che è successo. Preciso che, pur non avendo avuto mai un grande desiderio di fare l’amore, con la mia ex-moglie non ho mai avuto questo tipo di problemi, anzi è sempre rimasta piuttosto soddisfatta delle mie performance. Ora che dovrei ritenermi “fortunato” di aver incontrato una donna così, non capisco cosa mi stia succedendo. Ovviamente lei, l’altra, vista la mia premessa non ne vuole più sapere di continuare la nostra relazione a meno che non le dimostri di poterla soddisfare ed anche piuttosto in fretta! Io non riesco a fare a meno di lei e questo mi sta facendo precipitare in una spirale da cui non riesco ad uscire! Potrebbe la tecnica da voi praticata aiutarmi in qualche modo? Potrebbe aiutarmi la lettura dei vostri libri oppure un dialogo via e-mail? Vi ringrazio per l’attenzione!

Elmar: Caro Enigma, come lettura puoi prendere Tantra per due, che approfondisce bene certe dinamiche tra uomo e donna, come quella che descrivi e offre anche diverse “tecniche” per uscirne.
Beh, se non hai mai avuto un gran desiderio di fare l’amore, una donna come questa ti può soltanto portare alla famosa ansia di prestazione, non ne ho dubbi. Sessualizzare (cioè fare del sesso una ragione di vita) da una parte e una cattiva performance sessuale dall’altra sono le due facce della stessa medaglia. E se adesso c’è anche la pressione di doverla soddisfare in fretta per tenerla con te, è meglio dire subito addio. Buon sesso, amore, creatività, spontaneità, ecc. sono gli aspetti della vita che non si possono avere su comando. Se lei ti dice “o mi scopi bene subito, oppure ti lascio” è soltanto una maniera per dire “ti lascio”. Se ci tiene a te ed è disponibile a mettersi in gioco insieme a te, si può lavorare con il tantra o con un altro metodo. In tal caso ci sarà qualche sorpresa anche per lei e non solo per te, ne sono certo.
Per continuare il dialogo ti faccio alcune domande:

  • Per quanto tempo sei stato con tua moglie e da quanto vi siete separati?
  • Per quale ragione vi siete separati?
  • Sei sicuro di aver “digerito” la separazione?
  • Tua moglie era per caso l’opposto della donna attuale? Se si, in che senso?

Enigma: Sinceramente ancora non so se la mia nuova compagna sia disponibile nei miei confronti, ma apparentemente sembrerebbe di si. Comunque vorrei rispondere alle tue domande:

  • Mia moglie la conosco da vent’anni; dapprima eravamo dei buoni amici poi ci siamo innamorati e quindi ci siamo sposati 14 anni fa.
  • La nostra separazione è avvenuta circa sei mesi fa quando mi sono reso conto di non provare più amore per lei, ma semplice affetto.
  • Ne deduco che, poiché sono stato io a chiederle la separazione, dovrei averla già digerita.
  • Per quanto riguarda la tua ultima domanda ti dico che fisicamente, in effetti, mia moglie è l’esatto contrario dell’altra, ma per ciò che concerne altri aspetti non credo siano così diverse. Tutto sommato ritengo che mia moglie sia stata senz’altro più comprensiva e molto più attiva per quanto riguarda il sesso. Forse proprio per questo con lei non ho mai avuto alcun problema. La mia nuova compagna invece è sicuramente molto più esigente, ma noto che non si sforza mai più di tanto: aspetta sempre che sia io a condurre il gioco anche se lo inizia prima lei.

Lasciarla? Ci ho pensato, ma mi sono anche detto: se capita questo con lei probabilmente capiterà anche con altre. Per questo sono deciso ad insistere al di là del fatto che, fuori dalla sfera sessuale, stiamo molto bene insieme.

Elmar: Caro Enigma, due cose mi saltano subito nell’occhio: dopo una conoscenza di 20 anni pretendere di sentirsi separato dopo soli 6 mesi mi pare un’illusione. Sto parlando della separazione interiore non degli aspetti pratici. Come nel lutto, un anno è il minimo per tale processo.
Se hai lasciato la tua ex-moglie perché l’amore si era trasformato in affetto – che è il normale processo in una relazione lunga – hai fatto esattamente la stessa cosa con tua moglie che la tua attuale partner fa con te, si potrebbe dire che “sei molto esigente, ma non ti sforzi mai più di tanto”. Verso tua ex-moglie hai avuto grandi pretese sul piano affettivo, la tua donna attuale verso di te ha grandi pretese sul piano sessuale. Ma in fondo fate la stessa cosa: non accettare il partner e pretendere senza dare.
Perciò non devi cercare la soluzione da nessuna parte fuorché dentro di te. Attualmente ti si stanno già riproponendo i problemi irrisolti della tua relazione precedente, puoi soltanto imparare dagli errori o ti si riproporranno ancora nella veste di nuove donne.
So che queste parole non ti piaceranno e forse non sai neanche bene come e in che senso cercare una soluzione dentro di te, forse tutto ti pare così ovvio… Ci entreremo in merito quando ci vedremo.
Buone riflessioni.

Non so se ho fatto bene a separarmi. Quanto bisogna lottare per l’amore?

Milka: Il mio nome è Ma Milura (nome Sannyasin), ho un passato di meditazione zazen e ora anche di “ricerca della vita estatica” con Osho.
Sono fortemente attratta dalla ricerca del sé più profondo e silenzioso, tramite il tantra che, ritengo, possa essere un grande sistema di unione e di evoluzione in una coppia. Ed è così che sono arrivata al vostro libro Tantra e meditazione. Mi sembrate le persone giuste a cui porre una domanda, per me molto importante. Sono separata e al momento non ho un compagno fisso. Ho un pensiero che mi tormenta: se siamo noi a vivere in amore, a portare amore nelle nostre relazioni, allora quanto è davvero importante il compagno che scegliamo? Ho come l’impressione, in certi momenti, che si possa arrivare ad amare tutti, in ugual misura. Ma altre volte, non è così. E quando l’innamoramento si affievolisce e siamo disposti a meno compromessi, non è proprio li, forse, che capiamo che dipende soltanto da noi? Mi chiedo se ho fatto bene a separarmi, anche se il mio cuore non è contento all’idea di tornare a vivere con lui. Quando si deve “lottare” per la coppia?

Elmar: Cara Milka, descrivi accuratamente un fenomeno che può sembrare misterioso. Quando il cuore è aperto, possiamo amare tutti. Quando invece è chiuso, non vanno bene nemmeno le persone che abbiamo selezionato. Questo è il dilemma di chi sta aprendo il suo cuore. Non è un processo lineare, ma oscillante, perciò stai vivendo questo altalenarsi tra posizioni opposte.
Il capire che ciò dipende tutto da noi, è utile per la comprensione, ma non è sufficiente per poterlo vivere fino in fondo. Il motivo è che anche questa comprensione ci viene soltanto nei momenti di cuore aperto. Quando è chiuso, invece, ci barrichiamo dietro le nostre difese caratteriali che allontanano il partner da noi e noi dalla nostra coscienza saggia.
Quanto bisogna lottare per l’amore? Bella domanda.
Io direi di usare gli stessi principi come nello sport. Mi alleno per diventare migliore, ma quello che non riesco a fare (per esempio, presentarmi alle Olimpiadi) non lo vado a cercare. Nella coppia lo stesso: mi guardo e riguardo le mie difese e dirigo la consapevolezza sull’amore e sulla comprensione delle mie ferite primarie, quando vengono ferite nella relazione attuale. Ma ciò che va oltre i miei limiti, non lo cerco attraverso la lotta contro me stesso. Se vuoi iniziare un lavoro pratico sulla relazione potreste venire ai corsi Comprendersi nel corpo, Intimità e carattere e Dinamiche di coppia. Sono i corsi che più di altri vi danno degli strumenti per migliorare la relazione. Per conoscere i principali metodi, puoi sfogliare Tantra per due.

Milka: Ciao Elmar, grazie infinite per le tue parole, credo di avere qualcosa su cui riflettere, e tanta pazienza da sfoderare, ancora. Non sono in coppia al momento. So che la mia strada di crescita passerà anche attraverso questa pratica, e non vedo l’ora di poterlo fare! Si può praticare anche da single, come ho letto sul vostro sito, per cui terrò d’occhio i vostri calendari.


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