Domande pre-corso e dubbi post-corso

Domande pre-corso e dubbi post-corso

Fare un corso può ricucire un rapporto in crisi?

Rita: Da pochi mesi ho interrotto la mia convivenza con la mia ragazza. Fondamentalmente, io credo che nonostante il grandissimo amore reciproco abbiamo perso la capacità di comunicare e lentamente siamo scivolati nella diffidenza. Lei è diventata una pessimista convinta, io mi sono sentito ingabbiato e senza speranze. Abbiamo iniziato ad essere diffidenti e a soffermarci su tutto ciò che non andava. Alla fine sono esploso. All’inizio il sesso è stato un elemento fondamentale del nostro rapporto, ma via via ha perso intensità fino a scomparire, proporzionalmente all’aumento delle tensioni.
Pensi che se riuscissi a convincerla a venire ad un corso introduttivo potremmo trovare il modo per ritornare ad apprezzarci nuovamente ai nostri lati positivi? Se la risposta è “sì”, allora come posso fare a convincerla a venire con me?

Elmar: Caro Robert, la risposta è “sì” o meglio: “c’è una buona probabilità di trovare il modo per ritornare ad apprezzarvi, ma non c’è alcuna garanzia su questo esito”. Se anche lei, come te, vuole comprendere meglio come ha contribuito a entrare in un vortice che vi ha tirato sempre più in basso, allora questa conoscenza vi potrà aiutare nella vostra relazione o – se vi separate – nella prossima relazione che ognuno di voi inizierà eventualmente con un altro partner.
Non è necessario convincerla, parlale semplicemente, le esponi i tuoi obiettivi e le chiedi se anche lei è disponibile a lavorare su se stessa e/o sul vostro rapporto. Se vuoi avere più nozioni sull’argomento, puoi leggere, prima di iscriverti a un corso, Tantra per due, che dà delle buone descrizioni sulle dinamiche di coppia come la vostra e mostra anche alcune via d’uscita da quelle che fanno soffrire.
Cari saluti e buon anno nuovo!

Vorrei iniziare, ma sono in crisi con la mia compagna

Carlo: Attualmente il nostro rapporto è in crisi. Non sappiamo se partecipare a un corso ora o aspettare finché siamo di nuovo a posto. Cosa ci consigliate?

Elmar: Non perdere tempo, una crisi è un’ottima occasione per ripartire. Durante la crisi l’occhio critico sul partner e sulla relazione è già attivo, vale la pena guardare fino in fondo tutto ciò che non va e fare piazza pulita. Durante la crisi, proprio quando non ne possiamo più, siamo anche più disponibili a vedere delle soluzioni al di fuori di tutto quello che conosciamo e che abbiamo già provato, proprio perché quello che abbiamo già provato non funziona più. Durante la crisi ognuno è anche più in contatto con le parti di sé che non gli piacciono come: la rabbia, la solitudine, l’oppressione, i dubbi, il non sapere, la tristezza, la disperazione, l’amore ferito, il sesso disastroso, la noia, etc. Essendo già in contatto con le vostre ombre potete subito lavorare consapevolmente con esse, non le dovete più andare a cercare, sono già li, davanti ai vostri occhi. La crisi è un ottimo momento per cambiare perché ci si trova già nella condizione peggiore, che può solo migliorare.

La comunicazione diventa sempre più difficile

Roberto: Proprio in conseguenza dell’ultimo corso Intimità e carattere stiamo attraversando una fase dove i nostri caratteri “io invaso” e “lei abbandonata” emergono con maggior forza e richiedono l’attenzione. Io sento forte il bisogno d’autonomia nelle scelte che voglio intraprendere, di sentirmi letteralmente “con le ali legate”. Quando non riesco ad esprimerlo chiaramente a Giuly, quando non glielo dico “con il cuore”, lei si sente molto dipendente e vede minacciato il rapporto con me.

Elmar: Ciao Roberto, ora che ci hai lavorato sopra e che la cosa ha ricevuto un nome, ovviamente ti accorgi prima della sensazione di esser invaso.
Prova a fare così: ogni volta che ti senti invaso, dici a Giuly “Senti Giuly, mi sento invaso. Ho bisogno di stare mezz’ora da solo nella mia camera” anziché andare in difesa accusandola con una frase come “Tu mi hai invaso”. Poi ti prendi il tempo o lo spazio necessario per sentirti di nuovo in pace con te e presente al mondo.
Al corso hai imparato tutti gli strumenti per tutelare il tuo bisogno: sono strumenti che funzionano soltanto quando li usi! Buon proseguimento!

Roberto: Il problema è che, a parte le volte in cui mi riconosco, ci sono altri momenti in cui non mi accorgo di sentirmi invaso, ma dove rispondo di riflesso. Lei allora ha una sensazione di incomunicabilità, come se qualcosa nelle parole non passasse proprio. In questi momenti crolla tutta la sintonia che c’è, e spesso succede durante i momenti d’intesa sessuale e affettiva. Potete forse darci ulteriori consigli su queste dinamiche?

Elmar: Ciao cari, non esiste qualcosa come una “incomunicabilità”, questa è un’astrazione del processo di comunicazione che tende a confondere le cose. Invece di descrivere il vostro problema in termini astratti, prova a chiederti:

  • Chi non ha comunicato?
  • Chi non ha recepito il messaggio comunicato?
  • Ho sentito le parole, ma non le ho prese sul serio?
  • Ho sentito le parole, ma le ho interpretate attraverso il mio schema mentale, il mio carattere?

Vi ricordo che ciò che per un invaso è già troppo stretto, per un abbandonato non è abbastanza vicino. In questi momenti le parole pesano e bisogna tener conto che l’altro le interpreta in modo diverso. Per esempio la frase “Ti voglio bene” per un invaso è già una cosa grossa e forse deve fare uno sforzo per pronunciarla. Al contrario l’abbandonato rimane deluso, perché si aspettava una frase come “Ti amo come nessun altro su questo mondo”.
Piuttosto che litigare sulle parole, iniziate a spiegare ciò che avete comunicato. In quel momento chi ascolta deve assolutamente prendere sul serio quello che il suo partner dice, senza filtrarle attraverso le proprie interpretazioni. Buoni dialoghi!

Da quando ho iniziato il training di tantra, tutta la mia famiglia sta meglio

Miria: Carissimi Elmar e Michaela, innanzitutto voglio ancora dirvi grazie, è la prima cosa che mi viene in mente quando mi rivolgo a voi. Grazie di esserci e di avere il coraggio di fare quello che fate.
Per me al corso Ardore nel cuore sì è aperta una porta di cui non immaginavo nemmeno l’esistenza, figuriamoci di quello che c’è oltre. La sensazione è quella di essere viva, dentro un corpo vivo con tutte le sensazioni amplificate. Adesso, se c’è qualcosa che infastidisce il mio corpo, non posso più ignorarla come facevo un tempo perché è diventa intollerabile. Sono cambiati molti comportamenti nella mia vita, addirittura il modo di fare la pipì: non c’è più la pressione di una volta, ma esce dolcemente come da una fontanella. Per non parlare del mio peso, che durante l’ultimo corso è diminuito di 2,5 chili ed è lì stabile senza alcuno sforzo, e così tante altre cose.
La sessualità consapevole è stata per me davvero fondamentale, sicuramente perché innestato sugli altri sei corsi frequentati in rapida successione. Devo dirvi che trovo ogni corso collegato con l’altro in una maniera davvero sorprendente: finito uno con tutto quello che ci si porta a casa si avviano le dinamiche che ti preparano al successivo, in un viaggio davvero ben organizzato! In Le dinamiche di coppia e in I mostri interiori in particolare sono venuta a contatto con un nodo molto doloroso per me e anche se sembra incredibile, ma ho scoperto che per stare molto meglio basta così poco.
Per quanto riguarda l’esperimento di aprire la nostra coppia (veramente l’idea è partita da mio marito), è stata un’esperienza davvero sorprendente: rendersi conto di come faccia molto più male una mancata attenzione da parte di lui che saperlo fare l’amore con un’altra donna. Questo va contro tutto quello che credevo fino ad oggi ed è un grande insegnamento. Non è una strada facile, ma la sensazione è che ci avvicini molto in un grado d’intimità a noi prima totalmente sconosciuto. Non mancano i momenti difficili, perché mi sento in “carne viva” con tutte le sensazioni amplificate, ma sono molto fiduciosa di saper vivere momento per momento quello che arriverà, anche con l’ausilio dei nuovi strumenti appresi da voi.
Da quando sono più felice con mio marito, anche i bambini sono cambiati, li vedo sereni e stanno proprio bene, questo m’incoraggia molto a prendere la decisione di impegnarmi corsi. Sono curiosa delle esperienze nei prossimi corsi del training. Un abbraccio forte.

Michaela: Cara Miria, mi fa piacere sentire che le relazioni nella tua vita migliorano. Anch’io ho una figlia e quando vado ad imparare dal mio Lama o da altri maestri la devo lasciare con la nonna o la babysitter. Al ritorno, vedo come la mia serenità e chiarezza emozionale si rifletta nella relazione con Elmar e la famiglia. Come mamma, penso che questo sia il miglior dono che io possa fare a mia figlia e questo mi dà la maggiore spinta a proseguire sul cammino.

Da quando scopro i miei desideri, sono troppo esigente per il partner

Rita: Ciao Michaela, da quando sto facendo i corsi, sto diventando più esigente, ma non so come gestire la cosa. Federico mi guarda un po’ interdetto come a dire “adesso questa che cosa vuole?”. Sto parlando di eros appagante, erotismo, sensualità, gioco… Inizio a essere più coerente (cosa per me molto difficile), ad ascoltarmi e capire bene quello che voglio, ma non riesco a ottenerlo. Non lo dovrei dire, ma spero che tu capisca quello che voglio dire… parlo di sensazioni difficili da spiegare.

Michaela: Ciao Rita, questo è un periodo passeggero sul percorso. E’ legato alla scoperta dei tuoi bisogni e delle tue esigenze. Il primo passo è di comprendere cosa desideri e di comunicarlo con coerenza. Il secondo passo di distinguere i desideri veri dai capricci (che sono spesso incoerenti). Il terzo di valutare come ottenerlo: da te stessa, dal partner, da qualcun altro. Se lo chiedi al partner, vedi di tenere il dare e il ricevere in equilibrio. Per ogni cosa che richiedi da lui, ci deve essere anche una che dai a lui.

Desideriamo più serenità nella relazione

Gianni e Mariella: Cari Elmar e Michaela, al nostro rientro dal corso Ardore nel cuore abbiamo cercato di riordinare le idee sull’esperienza che abbiamo vissuto. Da qui sono nate in noi tantissime domande e il desiderio di riuscire a vivere consapevolmente e in serenità ogni giorno della nostra vita, sia individualmente che a livello di coppia. Per questo vi chiediamo un consiglio sul tipo di formazione che possiamo seguire.

Più nel dettaglio:

Mariella: Ho scoperto di avere una rabbia repressa, ma non riesco a capirne la provenienza; ho bisogno delle attenzioni dalle persone che mi circondano, ma se queste mi contraddicono costruisco un muro tra me e loro; ultima cosa, mi irrito soprattutto con le donne di casa.

Gianni: Durante il corso ho avuto la sensazione di poter dare veramente un altro taglio alla mia vita affettiva e l’ho anche provato in alcuni momenti; purtroppo tornando alla vita di tutti i giorni diventa molto difficile vivere queste cose, soprattutto perché io e Mariella non viviamo insieme. Vorrei riuscire a trovare la volontà per percorrere questo cammino. Soprattutto a livello sessuale è stata una vera scoperta. Riesco finalmente a vedere un corpo di donna nella sua effettiva bellezza e non in modo volgare. In ultimo vorrei imparare veramente a far godere pienamente la mia donna nei momenti di intimità perché mi rendo conto che abbiamo delle grandi potenzialità che non riusciamo a liberare.
Non sappiamo ancora con che frequenza riusciremo a seguire i vostri corsi, ma vi saremmo grati se ci indicaste un eventuale cammino da seguire. A presto!

Elmar e Michaela: Ciao cari, i problemi e le tematiche che incontrate dopo questo corso sono molto comuni: come trasportare le esperienze intense vissute durante il corso poi nella propria vita quotidiana? La chiave è quella che menzionate all’inizio della vostra e-mail, cioè di “vivere consapevolmente ogni giorno della vostra vita” con tutti gli alti e bassi, tentativi ed “errori” che comporta, focalizzandovi su quelli che riconoscete già come i vostri temi caldi:
Mariella, sperimenta con la tua rabbia, portala nei tuoi pugni e battila su un cuscino, danzala, respirala; e innanzitutto, ricordati dalla fonte della rabbia, il bisogno di essere riconosciuta. Perciò ogni volta che non ti senti riconosciuta da Gianni, gli puoi chiedere: “mi vedi?”, “mi senti?”, “mi capisci?” o puoi fare tutto quello che ritieni opportuno per riprendere la sensazione di sentirti riconosciuta. In questo modo ti riconosci tu per prima, e questo rende più facile agli altri di riconoscerti. Se tu stessa invece non riconosci il bisogno che sta in fondo alla tua rabbia, perché un altro dovrebbe riconoscerti!
Gianni: Continua pure sulla strada che descrivi, ma vedi anche di centrarti altrettanto sul tuo piacere come ti concentri sul piacere di lei, altrimenti le cose si complicheranno. Far godere pienamente la tua donna è l’effetto e non la causa del tuo star bene.
Da settembre in poi potete seguire i corsi del training, o almeno quelli che potete inserire nella vostra agenda. Soprattutto tra i primi corsi troverete degli strumenti pratici per liberare le potenzialità della vostra relazione. Buon percorso insieme!

Domani ho un appuntamento con mio marito

Rita: Cara Michaela, durante il corso Ardore nel cuore io e mio marito ci siamo resi conto di quanto ci eravamo trascurati e abbiamo deciso fare sul serio. Il giorno dopo il corso abbiamo messo subito in atto i vostri consigli sul dialogo e ogni giorno la sera parliamo nel modo in cui ci avete insegnato. Funziona: lui mi ascolta!
Ora abbiamo provato anche con gli appuntamenti, che bello! Ti racconto una telefonata che ho fatto con una mia amica recentemente:

Rita: Ciao Federica, volevamo invitarvi a cena una volta. Come siete messi?
Federica: Sì volentieri, per noi va bene giovedì.
Rita: Mi dispiace, ma giovedì faccio l’amore con mio marito.
Federica: (stupita) Come… sarebbe a dire?
Rita: Vuol dire che tutta la sera di giovedì è dedicata a noi due.
Federica: Tutta la sera? Caspita! Scusami, ma non vi basta una mezz’ora?
Rita: Sai Federica, di sveltine ne ho fatte abbastanza e sinceramente mi sono stufata. Non mi diverte più farlo alla fine della giornata, io stanca e lui esausto, in 10 minuti, giusto per sfogarsi e dormire meglio. Voglio riprendere a “fare l’amore” con lui, come lo abbiamo fatto in passato. E perciò abbiamo scelto giovedì, perché quel giorno i bambini vanno a letto presto e non c’è nulla da preparare per il lavoro del giorno dopo. E’ diventato il nostro giorno fisso. Spesso non c’è nemmeno un bel film in televisione… (rido)
Così abbiamo molto molto tempo, possiamo rotolarci nel letto, coccolarci, farci un massaggio, guardarci negli occhi, lasciarci trasportare dalla passione o rimanere silenziosamente sdraiati con lui dentro di me. E così le ore passano… Capisci perché non potete venire giovedì?
Federica: Ti capisco. Mi hai fatto venire un’idea. La proporrò al mio fidanzato.

Michaela: Vedo che avete fatto chiarezza e rispolverate la passione. Buoni appuntamenti!


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