Relazione, matrimonio e amore

Relazione, matrimonio e amore

Le nozze sono pronte, ma ci sono seri dubbi

Aldo: Ciao Elmar, ho frequentato dei corsi con voi un paio di anni fa. Scrivo perché mi trovo di fronte a una difficoltà e non riesco ad uscirne: dopo molti anni vissuti da single ho incontrato Lorella, ci siamo innamorati, e dopo pochi mesi di convivenza abbiamo deciso di sposarci. Lo abbiamo deciso intorno a fine giugno, con grande slancio, allegria e felicità da parte di tutti e due. Abbiamo cominciato a organizzare le nozze: vestiti, bomboniere, data di nozze, ecc.
Da circa un mese mi sono completamente bloccato. Sono subentrati una serie di dubbi: e se poi va male? Se mi accadrà di tradirla? E se avremo figli e non andremo d’accordo? Considera che il matrimonio è per me, per noi, il desiderio di un passo definitivo, cioè non mi sposo per fare una cosa diversa, ma per un progetto di vita da condividere. Anni fa ho già avuto un bambino che ora ha quattro anni da un’altra donna, e la separazione è stata molto dolorosa.
Ne ho parlato con Lorella, e da un paio di settimane ci stiamo domandando se è il caso di proseguire nella nostra scelta. Puoi immaginare che tutto è pronto, ma nello stesso tempo tutto è fermo? Ho rimandato le partecipazioni e altre cose. I tempi stringono, tutto è pronto, e io ho rimesso in dubbio la decisione e non riesco a muovermi.
Ti chiedo se c’è un modo, un esercizio, per trovare un criterio per decidere.

Elmar: Ciao Aldo, sì, un esercizio c’è: rimandare le nozze e vedere meglio in faccia tutti i dubbi che sono emersi. Non permettere che le bomboniere e i vestiti condizionino il tuo matrimonio. Nel nostro training c’è il corso Dinamiche di coppia, ottima occasione per vedere le difficoltà in faccia, comprendere quali dubbi sono tuoi, quali di tua compagna, quale difficoltà appartiene alla relazione tra voi due. Per distinguere l’amore di fondo dalle difficoltà in superficie e dai dolori passati.
Un abbraccio a te e alla tua compagna.

Lasciando mia moglie sono caduto dalla padella alla brace

Enigma: Sono separato da mia moglie da pochissimo tempo e nel mentre ho conosciuto un’altra donna che fa del sesso una sua ragione di vita. Neanche a farlo apposta nei pochi incontri avuti sono stato un vero e proprio disastro! Mancanza di erezione, eiaculazione precoce sono gli aspetti più eclatanti di quello che è successo. Preciso che, pur non avendo avuto mai un grande desiderio di fare l’amore, con la mia ex-moglie non ho mai avuto questo tipo di problemi, anzi è sempre rimasta piuttosto soddisfatta delle mie performance. Ora che dovrei ritenermi “fortunato” di aver incontrato una donna così, non capisco cosa mi stia succedendo. Ovviamente lei, l’altra, vista la mia premessa non ne vuole più sapere di continuare la nostra relazione a meno che non le dimostri di poterla soddisfare ed anche piuttosto in fretta! Io non riesco a fare a meno di lei e questo mi sta facendo precipitare in una spirale da cui non riesco ad uscire! Potrebbe la tecnica da voi praticata aiutarmi in qualche modo? Potrebbe aiutarmi la lettura dei vostri libri oppure un dialogo via e-mail? Vi ringrazio per l’attenzione!

Elmar: Caro Enigma, come lettura puoi prendere Tantra per due, che approfondisce bene certe dinamiche tra uomo e donna, come quella che descrivi e offre anche diverse “tecniche” per uscirne.
Beh, se non hai mai avuto un gran desiderio di fare l’amore, una donna come questa ti può soltanto portare alla famosa ansia di prestazione, non ne ho dubbi. Sessualizzare (cioè fare del sesso una ragione di vita) da una parte e una cattiva performance sessuale dall’altra sono le due facce della stessa medaglia. E se adesso c’è anche la pressione di doverla soddisfare in fretta per tenerla con te, è meglio dire subito addio. Buon sesso, amore, creatività, spontaneità, ecc. sono gli aspetti della vita che non si possono avere su comando. Se lei ti dice “o mi scopi bene subito, oppure ti lascio” è soltanto una maniera per dire “ti lascio”. Se ci tiene a te ed è disponibile a mettersi in gioco insieme a te, si può lavorare con il tantra o con un altro metodo. In tal caso ci sarà qualche sorpresa anche per lei e non solo per te, ne sono certo.
Per continuare il dialogo ti faccio alcune domande:

  • Per quanto tempo sei stato con tua moglie e da quanto vi siete separati?
  • Per quale ragione vi siete separati?
  • Sei sicuro di aver “digerito” la separazione?
  • Tua moglie era per caso l’opposto della donna attuale? Se si, in che senso?

Enigma: Sinceramente ancora non so se la mia nuova compagna sia disponibile nei miei confronti, ma apparentemente sembrerebbe di si. Comunque vorrei rispondere alle tue domande:

  • Mia moglie la conosco da vent’anni; dapprima eravamo dei buoni amici poi ci siamo innamorati e quindi ci siamo sposati 14 anni fa.
  • La nostra separazione è avvenuta circa sei mesi fa quando mi sono reso conto di non provare più amore per lei, ma semplice affetto.
  • Ne deduco che, poiché sono stato io a chiederle la separazione, dovrei averla già digerita.
  • Per quanto riguarda la tua ultima domanda ti dico che fisicamente, in effetti, mia moglie è l’esatto contrario dell’altra, ma per ciò che concerne altri aspetti non credo siano così diverse. Tutto sommato ritengo che mia moglie sia stata senz’altro più comprensiva e molto più attiva per quanto riguarda il sesso. Forse proprio per questo con lei non ho mai avuto alcun problema. La mia nuova compagna invece è sicuramente molto più esigente, ma noto che non si sforza mai più di tanto: aspetta sempre che sia io a condurre il gioco anche se lo inizia prima lei.

Lasciarla? Ci ho pensato, ma mi sono anche detto: se capita questo con lei probabilmente capiterà anche con altre. Per questo sono deciso ad insistere al di là del fatto che, fuori dalla sfera sessuale, stiamo molto bene insieme.

Elmar: Caro Enigma, due cose mi saltano subito nell’occhio: dopo una conoscenza di 20 anni pretendere di sentirsi separato dopo soli 6 mesi mi pare un’illusione. Sto parlando della separazione interiore non degli aspetti pratici. Come nel lutto, un anno è il minimo per tale processo.
Se hai lasciato la tua ex-moglie perché l’amore si era trasformato in affetto – che è il normale processo in una relazione lunga – hai fatto esattamente la stessa cosa con tua moglie che la tua attuale partner fa con te, si potrebbe dire che “sei molto esigente, ma non ti sforzi mai più di tanto”. Verso tua ex-moglie hai avuto grandi pretese sul piano affettivo, la tua donna attuale verso di te ha grandi pretese sul piano sessuale. Ma in fondo fate la stessa cosa: non accettare il partner e pretendere senza dare.
Perciò non devi cercare la soluzione da nessuna parte fuorché dentro di te. Attualmente ti si stanno già riproponendo i problemi irrisolti della tua relazione precedente, puoi soltanto imparare dagli errori o ti si riproporranno ancora nella veste di nuove donne.
So che queste parole non ti piaceranno e forse non sai neanche bene come e in che senso cercare una soluzione dentro di te, forse tutto ti pare così ovvio… Ci entreremo in merito quando ci vedremo.
Buone riflessioni.

Non so se ho fatto bene a separarmi. Quanto bisogna lottare per l’amore?

Milka: Il mio nome è Ma Milura (nome Sannyasin), ho un passato di meditazione zazen e ora anche di “ricerca della vita estatica” con Osho.
Sono fortemente attratta dalla ricerca del sé più profondo e silenzioso, tramite il tantra che, ritengo, possa essere un grande sistema di unione e di evoluzione in una coppia. Ed è così che sono arrivata al vostro libro Tantra e meditazione. Mi sembrate le persone giuste a cui porre una domanda, per me molto importante. Sono separata e al momento non ho un compagno fisso. Ho un pensiero che mi tormenta: se siamo noi a vivere in amore, a portare amore nelle nostre relazioni, allora quanto è davvero importante il compagno che scegliamo? Ho come l’impressione, in certi momenti, che si possa arrivare ad amare tutti, in ugual misura. Ma altre volte, non è così. E quando l’innamoramento si affievolisce e siamo disposti a meno compromessi, non è proprio li, forse, che capiamo che dipende soltanto da noi? Mi chiedo se ho fatto bene a separarmi, anche se il mio cuore non è contento all’idea di tornare a vivere con lui. Quando si deve “lottare” per la coppia?

Elmar: Cara Milka, descrivi accuratamente un fenomeno che può sembrare misterioso. Quando il cuore è aperto, possiamo amare tutti. Quando invece è chiuso, non vanno bene nemmeno le persone che abbiamo selezionato. Questo è il dilemma di chi sta aprendo il suo cuore. Non è un processo lineare, ma oscillante, perciò stai vivendo questo altalenarsi tra posizioni opposte.
Il capire che ciò dipende tutto da noi, è utile per la comprensione, ma non è sufficiente per poterlo vivere fino in fondo. Il motivo è che anche questa comprensione ci viene soltanto nei momenti di cuore aperto. Quando è chiuso, invece, ci barrichiamo dietro le nostre difese caratteriali che allontanano il partner da noi e noi dalla nostra coscienza saggia.
Quanto bisogna lottare per l’amore? Bella domanda.
Io direi di usare gli stessi principi come nello sport. Mi alleno per diventare migliore, ma quello che non riesco a fare (per esempio, presentarmi alle Olimpiadi) non lo vado a cercare. Nella coppia lo stesso: mi guardo e riguardo le mie difese e dirigo la consapevolezza sull’amore e sulla comprensione delle mie ferite primarie, quando vengono ferite nella relazione attuale. Ma ciò che va oltre i miei limiti, non lo cerco attraverso la lotta contro me stesso. Se vuoi iniziare un lavoro pratico sulla relazione potreste venire ai corsi Comprendersi nel corpo, Intimità e carattere e Dinamiche di coppia. Sono i corsi che più di altri vi danno degli strumenti per migliorare la relazione. Per conoscere i principali metodi, puoi sfogliare Tantra per due.

Milka: Ciao Elmar, grazie infinite per le tue parole, credo di avere qualcosa su cui riflettere, e tanta pazienza da sfoderare, ancora. Non sono in coppia al momento. So che la mia strada di crescita passerà anche attraverso questa pratica, e non vedo l’ora di poterlo fare! Si può praticare anche da single, come ho letto sul vostro sito, per cui terrò d’occhio i vostri calendari.


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