Punto G: curiosità e difficoltà

Punto G: curiosità e difficoltà

Come mai trovare il punto G è difficile?

Deborah: Ho tentato varie volte di trovare il punto G, alcune da sola, altre volte con l’aiuto di mio marito, eppure non lo trovo. Perché è talmente difficile?

Michaela: Cara Deborah, non e per tutte le donne è difficile trovarlo, ma per chi non lo trova, di solito ci sono due ragioni: la prima è che non si trova, come si legge spesso, a 5 cm dall’entrata vaginale, ma può essere a una profondità diversa. Alcune donne lo hanno immediatamente dietro l’osso pubico, altre lo hanno più internamente, quasi vicino al collo dell’utero.
La seconda ragione è che il tocco al punto G e la sua stimolazione non sono sempre e subito piacevoli: per molte donne sono addirittura fastidiosi, perciò involontariamente fanno dei movimenti per evitarne il contatto, oppure pensano di non esserci arrivate perché non provano piacere. Nel capitolo 3 del libro Il punto G. La ricerca iniziatica del piacere sessuale
trovi dei racconti di alcune donne che descrivono come inconsciamente si difendono dal essere toccate, pur volendo trovare il punto G e provare piacere.

Posso sperimentare il punto G da sola?

Graziella: Ho 41 anni, sono sposata, ma ho una relazione extraconiugale con un uomo più giovane di me di cui sono innamorata. Non ho particolari problemi con mio marito, ma con l’amante sono molto più coinvolta sessualmente, cosa che finora non mi era mai successa. L’unica cosa è che abbiamo poco tempo da dedicarci, visto che anche lui ha famiglia. Ho letto il vostro libro Il punto G. La ricerca iniziatica del piacere sessuale e mi sembra di capire che avere tempo è un elemento essenziale per questa esplorazione. C’è una soluzione a questo, oppure posso provare a sperimentare da sola? Dal libro non sono riuscita a capire bene questa seconda ipotesi.

Michaela: Cara Graziella, se hai poco tempo con l’amante, puoi farlo con lui in modo più veloce: mezz’ora o un’ora anziché le tre ore proposte, oppure esplorare il punto G con calma insieme al marito. Se vuoi sperimentare da sola, ti consiglio di provare prima se ci arrivi con uno o due dita. Non tutte le donne ci arrivano. Oppure usa un vibratore piegato (per punto G) che abbia una lunghezza di circa cinque cm tra la curva e la punta. Ci sono anche vibratori con due cm tra la punta e la curva, ma questi non riescono a stimolarlo abbastanza. Se il tuo punto G fosse poco sensibile al piacere, trovi a pagina 140 di Il punto G. La ricerca iniziatica del piacere sessuale
un “programma” che comunque devi fare da sola per svegliare il punto G e per sperimentare la gamma di piacere che ti offre. Se incontrassi dei problemi, mi puoi chiamare al telefono.

Il piacere al punto G è come quello del clitoride?

Laura: Ho due domande riferite al punto G: Il piacere che dà è uguale al piacere che si prova stimolando il clitoride o è diverso? Ci sono particolari posizioni da mantenere per trovarlo?

Michaela: Cara Laura, il piacere del punto G non è uguale a quello del clitoride. La maggior parte delle donne raccontano che il piacere del punto G è diffuso, inondante e interno, mentre il piacere del clitoride è più concentrato, acuto e esplosivo.
Nel capitolo 4 del libro Il punto G. La ricerca iniziatica del piacere sessuale trovi un’esauriente descrizione di questi due tipi di piacere e della loro differenza. Anche sulle posizioni non c’è un accordo, ma dipende dalla localizzazione del punto G all’interno della vagina. Se è situato subito dietro l’ingresso, il pene dell’uomo lo tocca in un angolo molto rivolto verso l’alto, se è più all’interno, serve un angolo più piatto. Per la maggior parte delle donne, le posizioni più favorevoli sono quelle da dietro o come si dice comunemente “alla pecorina” e poi la posizione della forbice. In entrambe le posizioni la donna può regolare l’angolatura ruotando il bacino un po’ in avanti o indietro, mentre l’uomo può posizionarsi nell’angolo giusto rispetto alla donna, senza che ciò diventi faticoso per lui.

Il piacere al punto G è come quello del clitoride?

Giuseppe e Rosetta: Siamo una coppia che dopo aver letto il vostro libro Il punto G siamo rimasti colpiti per la professionalità e il cuore con cui è stato scritto. Vi volevamo chiedere se può essere indicato dal momento che Rosetta è al settimo mese di gravidanza. O se ritenete opportuno consigliarci varianti o alternative.

Michaela: Ciao Giuseppe e Rosetta. Abbiamo visto donne farlo anche all’ottavo mese di gravidanza, ma va fatto con cautela, perché un’eccessiva stimolazione potrebbe in certi casi sollecitare le contrazioni. Ciò dipende molto dalla costituzione e dal carattere corporeo, che per e-mail non riusciamo a giudicare.
Per rimanere sul sicuro, potete procedere così:
La prima parte va benissimo: massaggiare la vagina aprendola in tutte le direzioni la aiuta a rilassarsi.
La stimolazione del punto G la terrei molto breve, dare un assaggio, giusto per avere la certezza di averlo trovato, sentire le prime sensazioni tipiche, ma senza andare oltre. Se aspettate alcuni mesi, dopo il parto potete rifarlo poi per bene.


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