Sesso trasgressivo e sesso anale

Sesso trasgressivo e sesso anale

Mi interessa il rito orgiastico

Franca: Ho potuto leggere il vostro libro edito dalla Mondadori Tantra per due, sarei interessata unitamente ad un’amica al tema del “rituale orgiastico” in quanto stiamo approfondendo la spiritualità dell’evento legata alla religione pre-cristiana dei Celti e che oggi tenta di rivivere con il Wicca. Poichè stiamo evolvendo in un percorso spirituale legato al culto della Signora, non ancora legato ad alcuna Coven, vorremmo conoscerne meglio anche l’aspetto energetico-sessuale che appare meglio focalizzato nel tantra. Ovviamente i rispettivi partner sono concordi nel proseguire il cammino descritto. Ritengo che la donna debba riprendere potere di quella magia insita nel proprio essere e che per secoli è stata negata e per la quale è stata perseguitata.

Michaela: Cara Franca, è bello sentire che donne coraggiose come tu e la tua amica intraprendete questo viaggio. Il rituale orgiastico annunciato nel libro dura 7 giorni e lo rifacciamo nel corso Cavalcare la tigre“, riprende il disegno e i principi di base di tanti rituali orgiastici conosciuti nell’antichità presso i Celti, i Greci, i Romani, gli Egizi. Ogni giorno si ripropone una sequenza di danza, catarsi, eros e meditazione, che di giorno in giorno aumenta di grado fino a toccarci l’anima proprio nel centro, sconvolgendo le strutture dell’ego.
Per la sua intensità sessuale ed energetica fa parte dei nostri corsi avanzati che sono riservati a chi ha fatto il training di tantra, come anche nei rituali antichi c’era bisogno di un percorso iniziatico per essere ammesso. Il punto chiave non è, come molti pensano, l’aspetto sessuale, (trovi delle piccole orge senza difficoltà in ogni club privé) ma l’intensità percepita nel corpo sottile, nei chakra e nell’aura, che rende necessaria tale preparazione. E’ una di quelle pratiche classiche del tantra dove il sesso e la meditazione si fondono per spazzare via gli attaccamenti e le strutture rigide nella mente e nel corpo.

La penetrazione anale è sbagliata?

Giorgio: Sono eterosessuale, ma mi piace anche la penetrazione anale. Naturalmente uso degli oggetti, devo ammettere che è una vera passione, mi sono sempre chiesto se é una cosa giusta o sbagliata, in poche parole: se ciò mi faccia bene o male.
Il mese scorso ho comprato per caso un libro sul tantra di Nik Douglas/Penny Slinger e ho letto che il sesso anale potrebbe invertire il flusso delle energie. Diciamo che mi sono spaventato e ho deciso di smettere, anche se mi manca. Ho fatto bene, ho fatto male?

Elmar: Il libro di Nik Douglas è un ottimo testo per farsi un’idea della tradizione del tantra, uno dei migliori testi storici illustrati sull’argomento, ma non è un testo critico: riporta le nozioni così come sono state tramandate da millenni. Ora, non tutto ciò che viene dall’India è buono in altri tempi e in altre culture, per esempio le credenze sul rapporto anale sono anacronistiche e superstiziose. Non lasciarti sconvolgere troppo dai testi: nei testi tantrici puoi trovare tutto e il contrario di tutto.
Nel nostro libro Trasgredire con amore trovi delle indicazioni sul rapporto anale e una testimonianza di una persona che ha provato una grande apertura nei sentimenti che lo ha portato ben oltre il piacere fisico.
Non c’è nulla di male se le correnti energetiche si invertono, il rapporto anale per te come uomo è un modo per sentirti penetrato e ti aiuta a capire come si sente una donna. Anche questa esperienza ha il suo valore. Fai ciò che ti fa piacere, fallo con consapevolezza e vai.

Come convincere mia moglie a fare sesso anale?

Toto: Sono sposato da più di due anni e contando gli anni di fidanzamento siamo a più di 11; tutto ciò nonostante la giovane età; infatti io ho quasi 29 anni e mia moglie 27. Sin dal fidanzamento ho avuto rapporti sessuali con la mia attuale moglie, ma solo dopo il matrimonio abbiamo amplessi completi (prima, le rarissime volte che facevamo l’amore, al massimo facevamo il coitus interruptus). Durante tutti gli anni di fidanzamento il grosso del nostro sesso era costituito dai rapporti orali sia in un senso, sia nell’altro. Anche dopo il matrimonio continuiamo ad averne, con estrema soddisfazione di entrambi, oltre a fare normalmente l’amore.
Il mio problema è che desidererei molto praticare il sesso anale. Mia moglie, nonostante qualche prova (andata male) si rifiuta di farlo dicendo che è innaturale e che le fa male. Da più di sei mesi, quindi, ho rinunciato a chiederglielo. Posso insistere e come posso convincerla a farlo visto che lei psicologicamente (e fisicamente) si blocca non appena glielo chiedo?
Un’altra cosa! Mi eccito molto quando mia moglie mi accarezza l’ano e qualche volta durante la passione ci siamo ritrovati a praticare vero e proprio sesso orale contemporaneamente in quella zona l’uno all’altra. In più, talvolta, mia moglie, prima di raggiungere l’orgasmo mentre facciamo l’amore (cosa che succede quasi sempre), mi accarezza ed accenna una penetrazione nel mio ano con il suo dito. Lei sa che questa cosa mi piace, ma non è il tipo di fare una cosa se non le và. Questo può essere un segnale che ho una speranza?

Elmar: Caro Toto, è un desiderio molto diffuso di voler provare, dopo anni di convivenza, delle pratiche sessuali nuove, spesso l’iniziativa parte dagli uomini e le donne li seguono oppure sono più restie come nel vostro caso, soltanto in una minoranza di coppie è il contrario.
Conosco diverse coppie, dove l’uomo ha chiesto per anni alla donna di fare sesso anale, finché lei finalmente l’ha fatto, talvolta più per soddisfare lui che per desiderio proprio. L’ano oltre ad essere una fonte di piacere è anche molto sensibile e la dilatazione inizialmente fa male. Soltanto una volta che ci si è abituati, il piacere prevale sul dolore. Inoltre l’ano è associato a pudore, timore di essere sporchi, e altri tabù che affiorano appena lo tocchi.
Secondo me puoi proseguire per due strade:
Invitare tua moglie a penetrare il tuo ano mentre fate l’amore, così fate entrambi confidenza con questa pratica. Lei fa l’esperienza di penetrarti e tu impari sulla tua pelle quale tipo di tocco fa bene e quale provoca fastidio. Oppure la puoi invitare a penetrarvi con il dito reciprocamente mentre fate l’amore orale. In ogni caso prima di introdurre il pene conviene iniziare con il dito che ha un diametro minore per abituare l’ano a essere dilatato. Dopo alcune volte puoi provare con due dita. Il principio da seguire è questo: più ci si rilassa nell’ano, meno fa male.
Ovviamente è utile un lubrificante: molta saliva, la secrezione della sua vagina oppure un gel vaginale. Dopo aver toccato l’ano non penetrare più con lo stesso dito la vagina per evitare che i batteri fecali possano infiammare la vagina che non ne ha difese.
Una seconda strada è quella di una trattativa. Chiedi a tua moglie se anche lei ha il desiderio di introdurre qualche novità nella vostra vita sessuale: per esempio un bel massaggio o 1/2 ora di carezze. E poi vi scambiate i favori in modo equo: io ti do qualcosa che desideri tu e tu fai qualcosa che desidero io.
Fammi sapere come è andato.

Toto: Gentilissimo Elmar, innanzitutto intendo ringraziarti per aver risposto in maniera così rapida
ed esauriente su quello che è un tema della mia vita sessuale che considero molto intimo e riservato.
A distanza di qualche giorno dall’invio della mia e-mail ho realizzato che è stata la prima volta che ho parlato di sesso in modo così esplicito ad una persona che non fosse mia moglie Susanna.
La cosa mi ha suscitato un misto di inquietudine e meraviglia che mi ha fatto riflettere molto riguardo a come vivo la sessualità e a come probabilmente avvertissi la necessità di affrontare la sessualità in modo più consapevole. Nei giorni a seguire, durante le vacanze di Natale, ho maturato, quindi, la convinzione di dover approfondire la conoscenza di me stesso e del mio corpo inteso quale strumento per toccare le vette dell’estasi sessuale. Al rientro da un breve giro in montagna, sono quindi andato in libreria per cercare qualcosa che potesse ispirarmi. Ho acquistato d’impeto un libro che solo dopo averlo iniziato a leggere, ho realizzato essere stato scritto da voi. Il testo in questione è Tantra per due. Ho letto con passione i primi due capitoli ed ho da poco iniziato il terzo. Trovo che sia proprio quello di cui avevo bisogno. Ho cercato di fare gli esercizi che proponete ma ho un problema: posso farli da solo, visto che Susanna è un po’, diciamo, scettica? E seppure io li possa fare da solo, come poi posso applicare quanto “studiato”? E come posso convincerla in maniera molto semplice che io credo nel “cammino” che voi proponete? Tanti saluti

Elmar: Caro Toto, mi pare che qualcosa si stia aprendo: una curiosità, il desiderio di parlare anche con altre persone degli aspetti intimi della tua vita, la voglia di sperimentare. E’ assai normale nelle coppie che nel momento che un partner fa dei passi verso un apertura, l’altro sia scettico (come Susanna), restio o vada in qualche modo cauto; non per frenare l’entusiasmo del primo ma per mantenere l’equilibrio nella coppia.
In questo senso puoi fare una proposta a Susanna lasciandole libera scelta di accettarla o no. Un buon esercizio in questa fase è quello di parlare a turno (che è anche descritto all’inizio del libro) 5 o 10 minuti ciascuno senza essere interrotto dal partner, dove ognuno parla liberamente di se, di come lui vive la relazione, della sua vita, dei suoi desideri o di come sta. senza iniziare subito con pratiche complicate. Poi, quando si è ristabilito un certo equilibrio tra la curiosità di provare nuove cose e di conservare le buone abitudini collaudare, potete anche spingervi un po’ più in là.
Un abbraccio a te e a tua moglie!


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